FARI PUNTATI SU EURO E STERLINA. ECCO COSA POTRA’ ACCADERE

4 Marzo 2010, di Redazione Wall Street Italia

Oggi si apre una giornata piena di speranza per il mercato FX: arrivano le decisioni sui tassi da parte di BoE e BCE, ma ancora più importante, arrivano le considerazioni che affiancano la mera decisione in sé.

Infatti le banche dovrebbero mantenere invariati i tassi di interesse ma il tono della dichiarazione d’accompagnamento potrà avere un effetto devastante sia su Gbp che su Eur.

Come abbiamo visto dal recente movimento che ha seguito la decisione sui tassi e la dichiarazione emessa dalla BoC, gli investitori sono molto attenti a qualsiasi indicazione “temporale”: la domanda principale rimane ” quanto tempo passerà ancora, prima di rivedere un minimo di inflazione?”.

Detto questo, cerchiamo di capire meglio come si possono srotolare i fatti. Il Gbp è stato venduto pesantemente di recente per vari motivi; parlando dei motivi “monetari”, la BoE ha dichiarato che potrebbe necessitare di un aumento ulteriore degli stimoli di Q.E.

Lo scenario principale rimane di debolezza della sterlina, con tassi fermi e una dichiarazione leggermente più pessimista di quanto atteso. Questo sulla base della riluttanza dei consumatori inglesi a riprendere gli acquisti e sulla base del fatto che una sterlina più debole farebbe comodo al momento (per migliorare le ragioni di scambio).

Per quanto concerne invece l’Euro, probabilmente la riunione della BCE sarà meno eccitante. Permane l’incertezza su come i paesi membri affronteranno le problematiche di Grecia, Portogallo, Spagna ed Irlanda (l’Italia, come abbiamo detto, è un caso a sé stante) ma il quadro macroeconomico non è mutato abbastanza dall’ultima riunione per giustificare azioni diverse.

L’unica cosa che possiamo aspettarci legittimamente è un aumento delle parole spese sulla fine dei piani di stimoli. Quindi a parità di tutto il resto, le preoccupazioni sulla Grecia dovrebbero sortire gli effetti maggiori sull’Euro.

Prima di passare all’analisi tecnica, vediamo quali market mover ci attendono oggi e che arricchiscono questa giornata di decisioni: alle 11:00 abbiamo il PIL EU, alle 14.30 abbiamo i Jobless Claims USA e alle 16.00 i Pending Home Sales USA.

Aspettiamoci un po’ di volatilità verso fine giornata in quanto diversi investitori potrebbero chiudere qualche posizione in vista dei Non-Farm Payrolls di domani.

Dopo la rottura delle aree di resistenza indicate ieri e un giretto a 1.3735, l’EurUsd pare voglia provare a tornare nel range mantenuto durante le ultime due settimane.

Il livello molto importante cui prestare attenzione è l’area tra 1.3625 e 1.3650, che potrebbero risultare supportive per la moneta unica europea.

Se questo dovesse accadere, la resistenza contenitiva del movimento che vedrebbe indebolirsi il dollaro americano risulta essere senza dubbio 1.3790, a pochi punti dallo psicologico 1.3800. Possibile anche una giornata di scambi laterali in attesa dei fatidici Non Farm Payrolls in pubblicazione domani.

Il UsdJpy continua imperterrito il suo trend discendente. Possibili correzioni che potrebbero estendersi fino a 88.70 e poi 89.00. Il livello da tenere sotto osservazione per quanto concerne invece ulteriori rafforzamenti della valuta nipponica nei confronti del biglietto verde è 88.00 (nel momento in cui scriviamo ci troviamo a 88.23).

Entrambi i punti potrebbero anche delimitare il range giornaliero, che potrebbe verificarsi in caso di “attesa” degli operatori per i dati di domani, come detto.

Per quanto riguarda il Cable, dopo la ripresa degli scorsi giorni, sembra poter essere arrivato a una zona di congestione, dove poter tirare un respiro prima di ripartire – attenzione però alla BoE.

Secondo un’analisi condotta utilizzando il nostro indicatore proprietario relativo al posizionamento degli operatori sul mercato e ai volumi di scambio registrati, l’SSI (Speculative Sentiment Index), risulta che il GbpUsd si trova sostanzialmente in una sorta di equilibrio (anche se leggermente sbilanciato sul lato short – l’SSI è un indicatore contrarian): per 1 posizione short, risulta essercene 1.07 long e l’open interest degli ultimi giorni risulta essere sceso di 5 punti percentuali, passando da 23% all’attuale 17%.

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