Famiglie italiane tradite dai mercati, ricchezza crolla di 120 miliardi di euro

12 Dicembre 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Le famiglie italiane stanno sempre peggio: a dimostrarlo il crollo di ben 120 miliardi di euro della loro ricchezza. Negli ultimi 12 mesi le famiglie del belpaese hanno subito pesanti perdite soprattutto a causa dell’andamento dei mercati finanziari, con il valore delle azioni sceso di 168 miliardi e quello delle obbligazioni di 57. Cala anche il saldo dei depositi bancari per 15 miliardi.

A dare i numeri un’indagine realizzata dal centro studi di Unimpresa, basata su dati raccolti dalla banca d’Italia, secondo cui però è cresciuta di 61 miliardi la liquidità delle famiglie tra contanti e conti correnti e le stesse famiglie si sono rifugiate nelle assicurazioni e riserve cresciute di ben 50 miliardi.

Nei dettagli da giugno 2015 a giugno 2016 la ricchezza delle famiglie è scesa di 118,5 miliardi, in calo di 2,88% da 4122,1 miliardi a 4003,5 miliardi. Pesa soprattutto il comparto finanziario con il valore di titoli azionari calato di 17,07%, come il valore delle obbligazioni a -12,06% e i crediti finanziari a -7,44%.

Dinanzi a queste perdite le famiglie hanno accumulato liquidità, con gli attivi in contanti e i conti correnti cresciuti di 61,1 miliardi quasi l’8,07% in più. e famiglie hanno trovato rifugio nel comparto assicurativo con le “riserve” che sono risultate in aumento di 52,1 miliardi (+6,22%) da 838,2 miliardi a 890,3 miliardi.

Come spiega il vicepresidente di Unimpresa, Maria Concetta Cammarata:

“A fronte di una narrazione di sistema, secondo la quale la crisi è superata, la recessione è alle spalle e il Paese cresce, noi preferiamo rispondere con i dati. E i nostri dati parlano chiaro e raccontano un’altra verità, ovvero che le famiglie stanno sempre peggio (…) Anche l’elemento teoricamente positivo che emerge dal rapporto del nostro Centro studi, ovvero quello sull’aumento della liquidità, è una spia della crisi che non finisce: perché i cittadini non spendono e accumulano, laddove ne hanno la possibilità, riserve aggiuntive per far fronte a eventuali nuove emergenze“.