FALSO IN BILANCIO, SI PUO’ CAMBIARE

3 Marzo 2004, di Redazione Wall Street Italia

Giulio Tremonti fa due annunci importanti. Il primo: la legge sul falso in bilancio si può modificare. Il secondo: il mandato del governatore della Banca d´Italia, oggi senza scadenza, può avere un termine. Il ministro dell´Economia parla all´Aspen Institute. La sua apertura su uno dei provvedimenti più discussi del governo è subito ben accolta dall´opposizione.

«Udite, udite», esordisce: «Modifiche alle norme sul falso in bilancio sono possibili, purchè in termini razionali e non strumentali. Le eventuali proposte di cambiamento devono essere serie e articolate e non presentate come slogan». L´ex ministro Enrico Letta, che gli siede vicino, plaude: «Tremonti ha lanciato un segnale politico importantissimo, per aprire una stagione di buone regole e mandare così un messaggio forte ai risparmiatori e ai mercati». Tremonti parla nell´ambito di un più ampio discorso sul disegno di legge di tutela del risparmio che oggi tutti vorrebbero varare in una logica bipartisan, possibilmente entro l´estate. «Altrimenti sarebbe un fallimento», scandisce Bruno Tabacci (Udc).

Ma non è facile, specie se il testo del governo cambierà, come sembra. E una delle modifiche è proprio quella sul mandato del governatore: il disegno di legge Tremonti non menziona la questione, ma il progetto di legge dei Ds stabilisce un termine e affida alla stessa Banca d´Italia la fissazione della durata. Il governo introdurrà questa modifica nel suo testo? Tremonti esita a rispondere e passa il microfono all´ex premier Giuliano Amato: «La ritengo una cosa naturale. L´occasione può essere utilizzata per affrontare anche questo. Se viene discusso in Parlamento, dubito che ci sia una maggioranza a favore di un incarico a vita». E il ministro: «Anch´io non ho dubbi».

La Banca d´Italia, storicamente convinta che la questione del mandato sia un presupposto di autonomia, in quest´occasione non può replicare: nel parterre ben nutrito di banchieri, economisti, ministri, ex ministri, industriali, non c´è nessun rappresentante di via Nazionale. L´Istituto non è tra i «soci» Aspen e se è stata invitato, (notizia che non trova conferme), non è venuto. «Un´assenza non casuale», secondo il leghista Giancarlo Giorgetti. La difende però a distanza Luigi Grillo, (Fi), da sempre vicino al governatore, che si rivolge ad Amato così: «Che ci azzecca il mandato di Fazio con i risparmiatori?». Secco Ignazio La Russa (An): «La tutela del risparmio viene prima di ogni altra legittima attesa, compresa la sorte di Bankitalia» che da questo convegno esce ridimensionata, anche sul versante della vigilanza bancaria.

Comunque, quelli che partecipano alla riunione, senza esclusioni, dicono di volere presto le nuove misure di tutela. «Noi non siamo andati sul monte Sinai per scrivere le tavole della vigilanza. Questa riforma non è né di destra né di sinistra, ma di interesse per il paese», assicura Tremonti. E proprio per garantire lo spirito bipartisan il ministro ha «aperto» sul problema del falso in bilancio. «Speriamo che la maggioranza la pensi come lui», s´augura Pierluigi Castagnetti (Margherita).

In realtà pare che Tremonti si sia consultato a lungo anche col premier Berlusconi prima di fare la sua uscita. E nel chiuso della riunione avrebbe chiesto in cambio, se così si può dire, un´intesa sul ruolo del Cicr, il comitato del credito, che è poi uno dei tanti temi di contrasto con Fazio. Racconta Amato: «L´orientamento è di farlo sopravvivere come organo di vigilanza sul credito. Ma i suoi poteri vanno esaminati perché alcuni potrebbero essere inconferenti».

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