Fai il trader di Borsa? Allora sei proprio uno psicopatico

26 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia
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MILANO – I trader dei mercati finanziari? Più spietati e manipolatori degli psicopatici. È il risultato di uno studio dell’Università di San Gallo, in Svizzera. I ricercatori elvetici hanno messo a confronto agenti di cambio con un gruppo di disturbati mentali e sottoposto le due categorie a diversi test. I risultati sono oltremodo preoccupanti ed hanno sorpreso gli stessi esperti.

OPERATORI E FRODI- Le circostanze e le dimensioni del misfatto attribuito a Kweku Adoboli, il 31enne trader-truffatore inglese che ha messo in ginocchio due settimane fa il colosso bancario Ubs, hanno l’aria di essere una sorta di conferma ai risultati dello studio svolto ora dall’Università di San Gallo. Difatti, il tempismo è perfetto: il giovane broker è stato nel frattempo accusato di una frode da 2,3 miliardi di dollari (1 miliardo e 650 milioni di euro) ai danni della più grande banca svizzera. La domanda che molti osservatori si sono posti: Perché lo ha fatto? E ancora: cosa non funziona con le banche, ma soprattutto con quei giovani professionisti della Borsa? La risposta dei ricercatori svizzeri: si comportano in maniera più spietata e manipolatrice degli psicopatici.

LO STUDIO – Sono stati presi in esame l’impegno a cooperare e l’egoismo di 27 operatori professionisti, in gran parte impiegati presso banche svizzere, ma anche trader che lavorano nel commercio delle materie prime e degli hedge fund, i fondi speculativi. Dall’altra parte uno studio effettuato in precedenza su 24 persone con gravi problemi psichici e ricoverate in cliniche in Germania e un altro, svolto su un gruppo di controllo di 24 persone «normali». Ebbene, i soggetti hanno sostenuto prove di simulazioni al computer e sono stati sottoposti a test d’intelligenza. Alla base degli esperimenti c’era il noto gioco a somma zero, in cui se uno guadagna l’altro perde. Le conclusioni hanno addirittura superato le aspettative del team messo insieme da Pascal Scherrer e Thomas Noll, il primo un esperto forense, il secondo psichiatra e direttore del centro di detenzione svizzero Pöschwies, a nord di Zurigo. «Naturalmente non si possono mettere sullo stesso piano gli operatori di Borsa con i disturbati mentali», ha spiegato Noll alla Neue Zürcher Zeitung. Tuttavia, aggiunge il coautore Noll: «In certi casi i trader si sono comportati in modo più egoista, più aggressivo e sono risultati più inclini al rischio rispetto al gruppo di psicopatici che hanno completato lo stesso tipo di test».

INCLINAZIONE A DISTRUGGERE – Noll ha sottolineato che con il loro comportamento spesso senza scrupoli, i trader – che maneggiano quotidianamente azioni, derivati o cambi – non hanno nemmeno superato l’obiettivo del guadagno assoluto in raffronto con gli altri gruppi. Invece di lavorare in modo oggettivo e sobrio per un profitto più alto, «hanno soltanto cercato di ottenere più dei loro avversari. E per danneggiarli hanno speso molte energie». In altre parole: è un po’ come se il vicino di casa avesse la stessa nostra macchina e «si andasse da lui con la mazza da baseball per distruggerla. Il tutto solo per avere l’auto più bella nel quartiere». Gli studiosi, riferisce Nzz nella sua versione online, non sanno spiegarsi questa inclinazione alla distruzione.

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