FACTORING: IMPATTO POTENZIALE SUL PIL ITALIANO PARI A € 12,2 MILIARDI SU BASE TRIMESTRALE ENTRO

25 Ottobre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Secondo la nuova ricerca internazionale commissionata da GE Capital resa nota oggi, se l’Europa sfruttasse appieno il factoring (finanziamenti basati sulla cessione di crediti), si potrebbe assistere ad un miglioramento dell’andamento delle economie nazionali, come pure delle singole realtà imprenditoriali che ricorrono a tale forma di finanziamento. In particolare, la produzione economica trimestrale potenziale ammonta a € 53 miliardi mediante l’utilizzo, a livelli attuali o incrementati, del factoring da parte delle PMI di Francia, Germania, Italia e Regno Unito. Più in dettaglio, in Italia un maggiore ricorso al factoring potrebbe avere un effetto positivo sull’economia nazionale quantificabile in € 12,2 miliardi (su base trimestrale entro il 2020). Oltre ad esaminare gli effetti positivi derivanti da un maggiore utilizzo di tale strumento di finanziamento, l’indagine valuta in che misura le principali economie europee facciano affidamento sul factoring come fonte di finanziamento della crescita attesa della produzione economica. In assenza di un utilizzo continuativo del factoring, le quattro economie europee prese in esame si attesterebbero su livelli inferiori alle previsioni basate sulla loro adozione. L’Italia si attesterebbe su livelli del 3,49% inferiori alle attese su base trimestrale (- 11,9 miliardi di euro), il Regno Unito del 3,19%, la Germania del 2,84% e la Francia del 3,19%, sempre su base trimestrale. I risultati dell’indagine si basano su un’approfondita analisi di dati relativi ai finanziamenti e ad altre attività riguardanti beni strumentali, dati economici e finanziari e report pubblicati dalle Banche Centrali e dai Governi, dati proprietari predisposti da GE Capital in relazione al trend di ricorso al factoring, scambio di informazioni con importanti network finanziari e imprenditoriali, organizzazioni governative e le oltre 50 realtà imprenditoriali che attualmente ricorrono al factoring. A partire da tali dati e analisi, è stato sviluppato un modello economico per la quantificazione, in relazione a ciascun Paese, dei vantaggi economici di più ampia portata derivanti dall’attuale e futuro ricorso al factoring. In tal modo è possibile delineare una serie di scenari per il breve (3 anni), il medio (5 anni) e il lungo termine (10 anni). Da un esame complessivo di tutti i mercati, sebbene la maggioranza delle società coinvolte nell’indagine abbia dichiarato di mantenere un atteggiamento piuttosto ottimista relativamente al contesto economico e di aver riscontrato un miglioramento della propria performance negli ultimi 12-18 mesi, le imprese italiane e britanniche si sono mostrate piuttosto caute nella valutazione del ritmo della ripresa. Le posizioni finanziarie e gli strumenti di finanziamento delle imprese si sono rivelate eterogenee e la Germania è risultato il Paese meglio posizionato e meno esposto a difficoltà nell’accesso al credito. Il peggioramento delle condizioni di finanziamento durante la fase di recessione ha avuto ripercussioni su gran parte delle società indipendentemente dal mercato in cui operano e si sono verificati alcuni casi di esubero di personale e riduzione degli investimenti in conto capitale. Per quanto riguarda gli effetti del factoring, la maggioranza delle società interpellate ha indicato la flessibilità come principale vantaggio di utilizzo di tale strumento, considerato in grado di far fronte a andamenti discontinui del business, di contribuire a stabilizzare i livelli di cash flow e a creare margine per la crescita. I costi del factoring si sono rivelati motivo di preoccupazione per alcune società, in particolare per quelle italiane, in quanto nel Belpaese il mercato di questi strumenti è meno sviluppato. È stato comunque segnalato l’impatto negativo sulle attività imprenditoriali derivante dall’incremento dei costi relativi agli strumenti di finanziamento tradizionali. In Germania alcune aziende che hanno scelto di ricorrere al factoring hanno dichiarato che, in alcuni casi, questo si è rivelato un’alternativa economicamente più vantaggiosa rispetto a prestiti o scoperti di conto, mentre diverse imprese britanniche hanno scelto di avvalersi in misura maggiore dell’anticipo su fatture in modo tale da consentire il rimborso del debito contratto con l’istituto bancario. Secondo Rich Laxer, CEO di GE Capital EMEA “nel contesto europeo post stretta creditizia, dato che molte PMI continuano a incontrare ostacoli nell’accesso a strumenti tradizionali di finanziamento del capitale circolante a condizioni vantaggiose, quali ad esempio prestiti bancari e scoperti di conto, il factoring al momento riveste un ruolo fondamentale di sostegno alle PMI che cercano di sfruttare le opportunità di crescita che stanno emergendo. Siamo consapevoli del fatto che un numero sempre crescente di PMI sta iniziando a trarre beneficio dai vantaggi offerti dal factoring ma, in rapporto ad altri, il ricorso a tale strumento continua ad attestarsi su livelli significativamente inferiori ai livelli potenziali. Per la prima volta, grazie a questa indagine, GE Capital è riuscita a quantificare e identificare l’importanza e il valore offerto, in termini di potenziale sostegno alla crescita economica, da questa forma di finanziamento alternativo alle realtà imprenditoriali e ai Paesi in cui queste ultime operano”. Renaud Simons, Chief Commercial Officer di GE Capital Italy ha dichiarato che “i risultati dell’indagine sono importanti in quanto dimostrano che, nonostante la congiuntura economica negativa, diverse PMI italiane in questi anni hanno saputo cogliere e valorizzare delle opportunità di crescita. Il ruolo di GE Capital è quello di affiancare queste aziende offrendo loro servizi di consulenza e finanziamento evoluti, tra quali il factoring certamente gioca un ruolo chiave che ritengo sia destinato a potenziarsi ulteriormente nei prossimi anni”. Il testo completo dell’indagine è disponibile all’indirizzo web www.gecapital.eu/arfactor NOTE PER LA STAMPA GE Capital ha commissionato l’indagine a SQW, società indipendente che opera nel settore della ricerca economica. SQW vanta tra i propri clienti enti pubblici, società private e organizzazioni no-profit. Per ulteriori informazioni relative ad approccio, metodo e modelli economici adottati si rimanda al testo completo dell’indagine, disponibile al seguente indirizzo web: www.gecapitalinterbanca.it/arfactor I finanziamenti basati su crediti consistono in operazioni di finanziamento basate su crediti (solitamente fatture). Diversamente da un normale prestito erogato da un istituto bancario sulla base del profilo di solvibilità dell’impresa (prestito soggetto a tasso di interesse e attivi dell’impresa costituiti a garanzia in caso di insolvenza), i finanziamenti basati sulla cessione di crediti non sono riconducibili alla categoria di prestito. Si tratta infatti di un’operazione che prevede la vendita, da parte dell’impresa, di un credito (pertanto di attività finanziarie realmente esistenti) finalizzata alla raccolta di capitale e all’incremento dei flussi finanziari1. Esistono diverse tipologie di finanziamenti basati sulla cessione di crediti, ma le forme più comunemente utilizzate sono il factoring e l’anticipo su fatture. GE General Electric (NYSE: GE) è “Imagination at work”, una società diversificata nella tecnologia , nei servizi e nelle soluzioni finanziarie, dedita a creare prodotti che rendano la vita migliore. Dall’energia ai trasporti, dai servizi finanziari ai radar medici, GE è presente in più di 100 Paesi ed impiega più di 300.000 persone in tutto il mondo. GE opera ormai da anni a livello mondiale secondo una visione denominata “Ecomagination” che unisce business e tutela dell’ambiente. “Ecomagination” è la strategia adottata da GE per soddisfare le richieste delle aziende che cercano prodotti con una maggiore efficienza energetica e ridotte emissioni. Per maggiori informazioni visitate il sito www.ge.com/ e il sito del progetto: http://ge.ecomagination.com/ GE Capital GE Capital, con sede centrale a Norwalk, CT, è la divisione globale di GE fornitore di prodotti e servizi finanziari per distributori, partner e clienti finali. GE Capital, in Europa, con beni gestiti per oltre 45 miliardi di dollari e clienti in 15 paesi europei, impiega circa 4000 dipendenti e ha sede centrale a Londra, in Inghilterra. GE Capital a livello EMEA offre una vasta gamma di soluzioni tra le quali: Factoring, Inventory Finance, Leverage finance, Leasing di beni strumentali e gestione di flotte aziendali. Dal 2004, GE Capital ha fornito oltre 350 miliardi di Euro di working capital per le piccole e medie imprese in tutta Europa ed è maggiormente focalizzata sui settori nei quali GE vanta un’esperienza di oltre 130 anni di storia– energia, healthcare, media, trasporti e industria. La realtà di GE Capital EMEA include anche la joint venture di circa 8 miliardi di dollari pianificata con Mubadala in Abu Dhabi. Per maggiori informazioni potete visitare il sito internet www.gecapital.eu GE Capital Interbanca GE Capital Interbanca, con base a Milano e 600 dipendenti, nel 2010 ha gestito circa 10 miliardi di dollari di asset. Si propone come piattaforma unica per rispondere alle esigenze di finanziamento di aziende. Raccoglie i marchi e le attività di GE nei segmenti del leasing e factoring oltre alle attività di Interbanca, la storica corporate bank milanese specializzata in finanziamenti a medio e lungo termine acquistata dal Gruppo nel 2009. Nel 2011 nasce il Gruppo Bancario GE Capital Interbanca, che vede come capogruppo GE Capital S.p.A. Il nuovo gruppo bancario rende possibile un’ottimizzazione dei processi e delle strutture delle società che ne fanno parte e costituisce una piattaforma bancaria unitaria ed evoluta per servire le medie imprese italiane. Visitate: http://www.gecapitalinterbanca.it/ SQW Consulting SQW è una società indipendente di primario standing operante nel settore della ricerca economica che vanta tra i propri clienti enti pubblici, società private e organizzazioni no-profit. Tra le pubblicazioni di SQW si segnalano progetti di ricerca nell’ambito economico e dello sviluppo sostenibile per clienti come il Ministero del Tesoro britannico, i Ministeri britannici di educazione, cultura, media e sport, politiche imprenditoriali e innovazioni, commercio e investimenti. 1 Diversamente da un prestito bancario, in un’operazione di finanziamento basata su crediti sono coinvolti tre soggetti: il factor (il soggetto che acquista il credito), il cliente (il soggetto che salda la fattura) e il debitore.

GE Capital ItalyPaola MascaroCommunications DirectorT: +39 027731447M:+39 3452226244paola.mascaro@ge.comoppureHill and Knowlton ItalyAlessandra FavilliCorporate DirectorT: +39 0231914294M: +39 3486707240alessandra.favilli@hillandknowlton.com