Faber: dimenticate la Grecia, nuova crisi partirà da qui

15 Luglio 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Crollo del mercato azionario in Cina, crisi greca e stagione degli utili Usa ai blocchi di partenza. Sono queste le tre maggiori preoccupazioni che, in questi giorni, non fanno dormire sonni tranquilli agli investitori.

Ma è in particolare il rallentamento cinese, il peggiore degli incubi. Ovvero, la miccia che a quanto pare rischia di far esplodere una nuova crisi sui mercati globali.

Lo ha affermato in un’intervista all’emittente televisiva CNBC Marc Faber, investitore elvetico noto per le sue previsoni pessimistiche: “L’economia cinese sta crescendo a rilento in questo momento. Se la Cina rallenta, sarà inevitabile un calo della domanda delle materie prime industriali, visto che il paese consuma metà dell’offerta globale”, specifica Faber, prevedendo da questo rallentamento economico un ampio effetto a catena.

“Se la Cina rallenta, la domanda di materie prime industriali colpirà tutti i produttori di risors: Argentina, Brasile, Medio Oriente, Asia Centrale, Africa, Australia”.

Anche se l’indice composito di Shanghai ha dato segni di rimbalzo dopo il sell off della scorsa settimana, Faber ha detto che non si aspetta di vedere l’indice raggiunge eventuali nuovi massimi. “E’ ancora in una situazione fragile”, ha aggiunto.

L’opinione di Faber è condivisa da Morgan Stanley, secondo cui la Cina potrebbe far scivolare l’economia mondiale in recessione. Per Ruchir Sharma, numero uno dei mercati emergenti per la banca americana, la battuta d’arresto spingerà il Pil mondiale 2016 sotto il 2%, livello considerato da recessione. (mt)