FAANG, analisti: “prezzi senza senso, verso correzione del 10%”

4 Aprile 2018, di Mariangela Tessa

La rimonta dei titoli hi-tech di ieri, alimentata dall’ottimismo dal debutto di Spotify al Nyse, non dirada le nubi sul settore. Che, secondo molti analisti, nelle prossime settimane subirà un forte ridimensionamento per via dei prezzi troppo alti.

“I titoli tecnologici in America o in altre parti del mondo sono un po’ ‘come la famiglia reale britannica”, ha dichiarato alla Cnbc, David Marsh del think tank Official Monetary and Financial Institutions Forum (OMFIF).(OMFIF). “Un giorno li metti su un piedistallo e sono fantastici … E il giorno dopo li butti via”

In effetti, l’anno scorso i titoli tecnologici, in particolare i FAANG (Facebook, Amazon, Apple, Netflix e Google) hanno raggiunto livelli record. Ora, complice i crescenti timori di regolamentazione e un certo numero di aziende colpite da scandali, sono finiti nel mirino delle vendite.

“È chiaro che alcuni di questi titoli tecnologici hanno raggiunto livelli stratosferici che non rispecchiano i fondamentali”, ha affermato Marsh aggiungendo “Penso che la correzione sia appena iniziata”, 

Lunedì, l’S & P 500 e il Nasdaq hanno chiuso ai livelli più bassi in quasi due mesi, mentre il Dow Jones era in calo dell’11% rispetto ai massimi storici. Il settore tecnologico dello S & P è diminuito del 2,48% entro la fine della giornata di negoziazione, per poi recuperare in parte le perdite ieri (+1%).

Ma i prezzi, al di là degli scandali, erano destinati a scendere, ha confermato Marsh alla CNBC martedì, perché le valutazioni altissime dell’anno precedente erano semplicemente insostenibili – e potrebbero esserci ulteriori correzioni a venire.

Dello stesso parere, Robin Griffiths, capo analista presso la società di investimento ECU Group secondo cui troppi soldi sono confluiti in pochi titoli. Il che significa che è probabile che vedremo una rotazione fuori dal settore tecnologici.

“Tutti i  FAANG hanno raggiunto valutazioni troppo elevate”, ha detto Griffiths, anticipando una correzione del mercato del 10% nelle prossime settimane o mesi.