EXPORT: IL MADE IN ITALY CONTINUA A TIRARE

18 Giugno 2004, di Redazione Wall Street Italia

La ripresa dell’export italiano è ormai una realtà: il Made in Italy continua a tirare ed a esercitare il proprio fascino all’estero.

Dopo mesi di incertezze, complice anche il supereuro, le vendite fuori dei confini nazionali sembrano avere spiccato il volo: in aprile le esportazioni hanno messo a segno il terzo risultato utile consecutivo, registrando una crescita del 7,6% che segue il +10,1% di marzo ed il +1,3% di febbraio.

Dati questi che spingono il presidente dell’Ice, Beniamino Quintieri, ed il vice ministro delle Attività Produttive, Adolfo Urso, ad abbandonare la cautela finora utilizzata ed a parlare di ripresa dell’export come una realtà ormai assodata.

Il saldo della bilancia commerciale è risultato negativo, ma il passivo è sceso a 27 milioni dai 652 milioni di un anno prima. Un risultato, quest’ultimo, che consente all’Italia di archiviare il primo quadrimestre con un disavanzo di 2.469 milioni di euro (+2,9% export e +1,6% import).

Sul dato ha pesato in modo determinante la non buona performance italiana con i paesi europei: i nostri rapporti commerciali su questo fronte hanno fatto registrare nel periodo gennaio-aprile un deficit pari a 2.270 milioni di euro.

A spingere le vendite italiane all’estero in aprile sono i beni strumentali ed i prodotti intermedi, che hanno segnato rispettivamente incrementi del 12% e del 9,1% rispetto ad un anno prima. In salita anche l’energia (+1,2%) ed i beni di consumo, che guadagnano il 2,2% grazie ai beni durevoli (+7,3%).

A livello settoriale tirano, in particolare, i mezzi di trasporto (+21,8%) ed i metalli ed i prodotti in metallo (+20,3%). Pesante battuta d’arresto, invece, per l’export di prodotti dell’agricoltura e della pesca (-16,8%).

Sul fronte delle importazioni, aprile è stato il mese dei mobili: l’Italia ha acquisto all’estero il 18,1% in più di prodotti per l’arredamento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. L’import di prodotti petroliferi raffinati, invece, é sceso del 29,2% mentre quello di energia elettrica, acqua e gas addirittura del 33,8%.

Dopo aver invitato nei mesi scorsi ad usare cautela nell’accogliere i positivi segnali che arrivavano dall’export italiano, Quintieri afferma: “I dati ormai fugano i dubbi, la ripresa dell’export italiano è una realtà. Le rilevazioni Istat confermano il fatto che siamo in presenza di una ripresa del nostra export”.

Il presidente dell’Ice mette l’accento sugli “ottimi risultati” registrati in aprile anche sul fronte europeo, dove l’import e l’export italiano sono cresciuti, rispetto a marzo 2004, rispettivamente del 4,4% e del 7,3%.

“Il treno Italia è ripartito con slancio nei mercati internazionali e dopo il risultato positivo dell’export in aprile pensiamo che sia possibile raggiungere quest’anno una crescita delle nostre esportazioni del 6% – spiega invece Urso – Possiamo senz’altro dire che siamo in piena ripresa economica trainata dalla forte crescita delle esportazioni e continuiamo a crescere in Paesi in difficoltà economica, come Francia e Germania, nostri principali partner commerciali”.

Per Urso, quindi, “l’Azienda Italia ha ripreso a marciare ed ha allontanato quel fantasma del declino industriale che spesso, a torto, viene invocato da molti catastrofisti di maniera”.