Evasione in Svizzera: gli Usa vogliono i nomi, non solo i soldi

24 Ottobre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Ginevra – La Svizzera dovrebbero porre fine all’inchiesta Usa sull’evasione del fisco da parte di migliaia di facoltosi. Le banche elvetiche pagheranno qualche miliardo di dollari e forniranno nomi di americani con conti segreti, secondo due persone a conoscenza del caso.

I negoziati tra le autorità dei due paesi starebbero dunque giungendo al termine. Sono 11 gli istituti coinvolti, tra cui Credit Suisse, accusati di aiutare clienti statunitensi ad evadere il fisco, raggirando l’Internal Revenue Service.

La Svizzera, il più grande paradiso fiscale per i facoltosi di tutto il mondo, vorrebbe la fine di questa disputa con gli Stati Uniti, cercando di preservare il suo status che dura orma da decenni, di segretezza bancaria.

Gli Stati Uniti per contro vorrebbero i dati degli americani che hanno raggirato il sistema, e vorrebbero che le banche svizzere non aiutassero più questo tipo di clientela.

Nel 2011 la Svizzera ha già raggiunto accordi con Germania e Regno Unito su assets non tassati. Se in quel caso l’identità dei clienti era rimasta segreta, ora gli Usa insistono e le banche potrebbero essere costrette a dichiarare tra 5.000 e 10.000 nomi.

“La Svizzera vorrebbe uscirne pagando, come fatto anche con altri paesi”, ha detto H. David Rosenbloom, di Caplin & Drysdale Chartered. “Per gli Stati Uniti invece non si tratta di soldi di per se, ma del fatto che la legge venga applicata in modo equo tra tutti i contribuenti”.