Evasione fiscale, italiani “poveri” ma non rinunciano a gita di Pasqua

3 Aprile 2018, di Livia Liberatore

Secondo i dati del ministero dell’Economia e delle Finanze, in Italia quasi la metà dei contribuenti, circa 30 milioni di persone, dichiara meno di 15 mila euro, una cifra quasi ai livelli della soglia di povertà. La quantità di persone che vivono sotto questa soglia nel nostro Paese è aumentata negli ultimi anni, come testimoniano i numeri dell’Istat. La fascia di soggetti a rischio di povertà o esclusione è salita nel 2016 al 30%, dal 28,7% dell’anno precedente.

Più nello specifico, a crescere è il numero di chi a rischio di povertà (20,6% da 19,9%), di chi vive in famiglie gravemente deprivate e a bassa intensità lavorativa. Allo stesso tempo, i dati sull’evasione fiscale sono chiari: la perdita che questa provoca per il gettito dello Stato è superiore ai 111 miliardi l’anno, cifra in aumento di anno in anno.

Un articolo di Filippo Facci su Libero Quotidiano mette in relazione questi numeri con quelli diffusi da Federalberghi sulle recenti vacanze di Pasqua. Quasi 11 milioni di italiani si sono spostati per Pasqua, muovendo un giro d’affari da 3,58 miliardi di euro, con una crescita di più del 7,2% rispetto all’anno scorso. Oltre 350 mila persone hanno scelto di pranzare in un agriturismo, mentre chi ha scelto di rimanere a casa ha speso oltre 1,2 miliardi di euro a tavola.

Secondo l’autore, questi dati sono una prova dell’alta evasione fiscale nel Paese, oltre che del fatto che le persone non sono disposte a rinunciare ad alcune spese. Altri numeri mostrano anche che se non si considera soltanto il Pil, la ricchezza e il tenore di vita degli italiani, sommando patrimoni, case, titoli e rendite, restano tra i più alti del mondo. Per esempio l’ Italia sarebbe il primo paese del mondo in quanto a seconde abitazioni.