Eurozona sta diventando regime controllato da Goldman Sachs

7 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Come riporta Bruno Waterfield, del Telegraph, “L’Ue dovrebbe riuscire a evitare il voto – che sia parlamentare o popolare – per approvare la modifica dei trattati, attraverso una clausola oscura inclusa nel Trattato di Lisbona, alla voce articolo 126”, (per evitare i disavanzi pubblici eccessivi).

“Questa decisione non richiede la ratifica a livello nazionale. Ecco che può portare a cambiamenti rapidi e di rilievo”, si leggerebbe in un testo segreto scritto da Van Rompuy. Solo il Regno Unito dovrà passare per il parlamento, grazie alla protezione garantita dal Sovereignty Act.

Ecco come un gruppo di eurocratici usurpano il potere in un regime sotto il controllo di Goldman Sachs. A meno che il Regno Unito ancora una volta non fermi il tentativo della “piovra” di prendere il controllo dei paesi insolventi dell’Europa.

Intanto la Germania si prepara a “germanizzare” l’Europa. Anche volendo accettare l’idea che e’ necessario ‘rafforzare e armonizzare’ l’integrazione fiscale nell’eurozona, le pretese della coppia Merkel-Sarkozy ricordano le spartizioni post-belliche. “Ordini su ordini nei confronti degli sconfitti e dei sofferenti, e nessuna richiesta di sforzi, denaro e solidarietà [ai vincitori]”, scriveva il giornale portoghese Publico.

Qualsiasi progetto di salvataggio dell’eurozona e’ coordinato dal Consiglio d’Europa, un’istituzione che non e’ mai stata un organo di governo democratico. Per lo meno bisognerebbe conferire maggiori poteri al Parlamento europeo, dove ogni stato membro e’ rappresentato. Il ritorno di un’Europa delle nazioni, scrive il quotidiano estone Postimes, “sul piano della politica mondiale rappresenterebbe una catastrofe peggiore dell’11 settembre 2011 o delle guerre in Iraq e Afghanistan”.

“Il debito del Governo italiano sara’ un investimento molto interessante a patto che il summit europeo di questa settimana non si riveli un completo fiasco”. Sono le parole pronunciate qualche giorno fa da Jim O’Neill, presidente di Goldman Sachs Asset Management, e suonano come un’inversione di marcia nelle strategia di un gruppo che fino a qualche mese fa era accusato di speculare al ribasso contro i titoli sovrani europei ed italiani in primis. Nel terzo trimestre la Goldman Sachs ha venduto allo scoperto circa 33 miliardi di dollari in titoli di stato non americani, registrando un rialzo del 17% rispetto al trimestre precedente.

Quella che si va delineando e’ un’Europa paralizzata dal compromesso, guidata da un’oligarchia di eurocratici e influenzata dalle preferenze di un gruppo di banchieri americani.