Eurozona, da sei anni non si vedeva una crescita simile

5 Aprile 2017, di Daniele Chicca

Gli indici Pmi del settore dei servizi dell’Eurozona sono stati rivisti al ribasso in alcuni casi, come in Francia, ma rimangono risultati solidi, segnale di un progressivo miglioramento dell’attività. L’Eurozona ha registrato un risultato inferiore alle attese, di 56 punti contro i 56,5 stimati, ma nel complesso soddisfacente. Il livello di 56,5 punti era anche quello della stima preliminare.

La lettura finale dell’indice composito PMI è pari a 56,4 punti (da quota 56,7 della stima preliminare e rispetto al 56,7 atteso) e si può ritenere convincente, dice Markit nel commentare i dati. Da fine 2016 in Eurozona il trend è positivo, come si vede bene nel grafico riportato.

In generale si può affermare che la crescita è buona: si trova in prossimità dei massimi di sei anni, spinta dai risultati di Germania e Francia. Con 55,6 punti registrati nel settore dei servizi, la locomotiva europea non ha deluso le attese a marzo. L’indice composito si è attestato a 57,1 punti, a fronte della stima flash e delle attese di mercato di 57.

A inizio 2017 le aziende dell’Eurozona hanno vissuto il trimestre migliore degli ultimi sei anni. L’attività è stata sostenuta da una domanda in grande rialzo, che ha consentito alle imprese di aumentare i prezzi a un ritmo che non si erano potuti permettere da metà 2011, prima che la crisi del debito sovrano toccasse l’apice.

Sebbene la crescita non sia così alta come facevano intuire le stime preliminari dei dati PMI, la ripresa è generalizzata nell’Eurozona e Markit sottolinea come gli indici del manifatturiero e del terziario sono propedeutici a un incremento del Pil soddisfacente, dello 0,6% secondo le stime. Il mese scorso gli economisti interpellati da Reuters puntavano su una variazione positiva dello 0,5%.