Eurozona, cresce il deficit di democrazia

24 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – A partire dal 2008, la democrazia è regredita in 15 delle 17 economie che fanno parte dell’Eurozona. E’ quanto risulta dal democracy index, stilato dall’Economist Intelligence Unit.

In particolare, l’indice che si riferisce all’Italia, si attesta a 7,74 punti; quello della Grecia è calato a 7,65 punti. L’Italia si conferma fanalino di coda nella classifica dei paesi più democratici dell’Eurozona, seguita per l’appunto dalla Grecia, dall’Estonia, dalla Slovacchia e da Cipro.

I paesi più democratici si confermano; al primo posto la Finlandia; seguono l’Olanda, il Lussemburgo, l’Austria, l’Irlanda e la Germania.

L’Italia è superata anche dalla Spagna, che gode di un punteggio di 8,02.

Come fa notare Niraj Shah, di Bloomberg Brief, a far calare l’indice in Grecia tra il 2008 e il 2012 è stata una politica economica influenzata – o meglio dettata – in modo crescente dalla Banca centrale europea, dall’ Unione europea e dal Fondo Monetario Internazionale. E un simile destino è stato riservato all’Italia e ad altri paesi sudeuropei.

L’indice viene compilato tenendo conto 60 indicatori di cinque categorie, che includono le libertà civili, la partecipazione politica e la cultura.

Nigel Farage, deputato euroscettico, aveva più volte avvertito che la perdita di democrazia avrebbe portato a una “rivoluzione violenta”.