Eurozona: BCE, alcuni Paesi chiamati ad affrontare sfide importanti

14 Ottobre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Passando all’analisi monetaria, il tasso di crescita sui 12 mesi di M3 è aumentato all’1,1 per cento in agosto, dallo 0,2 di luglio. Anche i prestiti al settore privato si sono accresciuti, dell’1,2 per cento sul periodo corrispondente, dopo lo 0,8 del mese precedente. In entrambi i casi l’aumento, si legge nel bollettino di ottobre della BCE, riflette flussi mensili relativamente cospicui. I tassi di incremento tuttora modesti seguitano a confortare la valutazione di un ritmo moderato dell’espansione monetaria di fondo e di pressioni inflazionistiche contenute nel medio periodo. La curva dei rendimenti rimane pittosto accentuata, ma il suo effetto al ribasso sulla crescita monetaria si sta gradualmente attenuando. Inoltre, i differenziali tra i diversi tassi di interesse a breve termine permangono in generale esigui, ma si sono in qualche modo ampliati i differenziali tra i tassi corrisposti sui depositi a termine a breve scadenza e quelli sui depositi a vista. Pertanto, il tasso di crescita sui 12 mesi di M1 ha continuato a scendere da livelli elevati, per portarsi al 7,7 per cento in agosto, mentre quello degli altri depositi a breve termine è divenuto meno negativo. L’incremento del tasso di espansione sui 12 mesi dei prestiti bancari al settore privato non finanziario riflette sia un ulteriore lieve aumento della variazione positiva dei prestiti alle famiglie, sia una crescita gradualmente meno negativa di quelli alle società non finanziarie. Gli ultimi andamenti sono coerenti con il fatto che questo aggregato reagisce con un certo ritardo all’attività economica nell’arco del ciclo, come è stato osservato anche in passato. Per quanto concerne le politiche di bilancio, il Consiglio direttivo prende atto dei recenti annunci formulati in alcuni paesi dell’area dell’euro sulle misure volte a ripianare gli attuali squilibri dei conti pubblici. Di fatto, alcuni paesi devono affrontare sfide importanti ed è necessario intraprendere un’azione correttiva che sia immediata, ambiziosa e convincente. Occorrono piani di risanamento pluriennali credibili, che rafforzeranno la fiducia dei cittadini nella capacità dei governi di restituire sostenibilità alle finanze pubbliche, ridurranno i premi al rischio nei tassi di interesse e quindi favoriranno la crescita durevole nel medio periodo. In tutti i paesi dell’area dell’euro i bilanci per il 2011 devono riflettere l’impegno a conseguire un risanamento fiscale ambizioso in linea con gli obblighi da loro assunti nel quadro della procedura per i disavanzi eccessivi. Ogni evoluzione positiva nelle finanze pubbliche, che possa verificarsi sulla scorta di fattori quale un contesto economico più favorevole delle attese, dovrebbe essere sfruttata per accelerare il processo di riequilibrio dei conti. L’urgente attuazione di riforme strutturali di ampia portata è essenziale per migliorare le prospettive di una maggiore crescita sostenibile. Profonde riforme risultano particolarmente necessarie nei paesi che in passato hanno subito una perdita di competitività o che al momento soffrono di disavanzi nei conti pubblici e disavanzi esterni elevati. Eliminare le rigidità del mercato del lavoro e potenziare la crescita della produttività favorirebbero ulteriormente il processo di aggiustamento di tali economie. Inoltre, stimolare la concorrenza nei mercati dei beni e soprattutto dei servizi agevolerebbe la ristrutturazione nel settore industriale e incoraggerebbe l’innovazione e l’adozione di nuove tecnologie.