EUROPA: TASSI ANDRANNO GIU’ MA NON SOTTO L’1%

25 Febbraio 2009, di Redazione Wall Street Italia

*Questo documento e’ stato preparato da MPS Capital Services ed e’ rivolto esclusivamente ad investitori istituzionali ovvero ad operatori e clientela professionale ai sensi dell’allegato n.3 al
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(WSI)- Tassi: in area Euro tassi di mercato in lieve calo su tutta la curva, mentre è tornato ad allagarsi lo spread sul decennale Italia-Germania, salito a 150. Sul fronte macro in Germania è stato pubblicato il dato finale del Pil del quarto trimestre che ha confermato il calo del 2,1% t/t della lettura preliminare, mentre all’interno si è registrato un forte calo degli investimenti e delle esportazioni. In calo anche l’indice Ifo di febbraio (nuovo minimo da 26 anni ad oggi) con la continuazione della dicotomia tra componente prospettica (in rialzo) e corrente (in calo) ed un marcato deterioramento del comparto manifatturiero.

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Weber, presidente della Buba, ha affermato che è possibile che la Bce continui a tagliare i tassi e che l’1% potrebbe essere considerato il limite minimo oltre il quale è difficile scendere. In Germania due stati federali, Schleswig-Holstein e lo stato di Hamburg, si sono accordati a versare 13 Mld€ in HSH Nordbank, specializzata in finanziamenti all’industria navale. L’aiuto è suddiviso in 3 Mld€ di iniezione di capitale e 10 Mld€ in garanzie sui crediti. La decisione dovrà essere approvata da entrambi i parlamenti. Ieri la Lettonia ha subito un abbassamento di rating da parte di S&P che ha portato il giudizio sul rating in valuta estera a BB+, ovvero al livello di “junk”, mettendo inoltre in credit watch negativo Lituania ed Estonia.

Oggi dovrebbe essere presentata il c.d. report Larosiere richiesto dalla commissione europea che, secondo alcune indiscrezioni del Wsj, conterrebbe 30 raccomandazioni su tematiche che vanno dai requisiti patrimoniali, ai principi contabili, alla revisione dei criteri di Basilea II. Sul decennale il supporto si colloca a 3%. Negli Usa tassi di mercato in lieve rialzo nella giornata di recupero marcato dei listini azionari. L’indice S&P500 ha praticamente eguagliato i minimi dello scorso novembre in prossimità dei 740 punti chiudendo con un rialzo del 4%, grazie principalmente al contributo del comparto finanziario. Il supporto maggiore è arrivato dal discorso sia di Bernanke sia di Obama, che sono stati caratterizzati da un mix di realismo e di fiducia nella ripresa a partire dal prossimo anno.

Bernanke ha fatto esplicitamente riferimento a questa possibilità, condizionandola però all’ipotesi di risoluzione della difficile situazione del settore finanziario. Su questo tema il presidente della Fed si è soffermato, escludendo la possibilità di nazionalizzazione imminente di banche. Ha confermato piuttosto l’avvio dei c.d. stress test su 19 banche per verificare l’adeguatezza patrimoniale sulla base di due scenari alternativi (uno di consensus ed uno peggiore) su un orizzonte di due anni. Gli stress test inoltre farebbero riferimento alla componente azioni ordinarie, per quanto concerne il patrimonio.

L’eventuale necessità di fondi pubblici avverrà mediante azioni privilegiate convertibili in ordinarie, la cui conversione avverrebbe gradualmente secondo le necessità di ciascuna banca. In ogni caso Bernanke ha aggiunto che per il recupero strutturale della crescita occorre attendere due o tre anni. Infine Bernanke non ha indicato una data precisa di inizio del piano denominato TALF da 1000Mld$ finalizzato al finanziamento dell’acquisto di titoli aventi some sottostante credito al consumo, limitandosi a dichiarare che l’attivazione avverrà presto. Sul fronte macro la fiducia dei consumatori di febbraio ha segnato il nuovo minimo storico, in seguito al forte peggioramento della percezione delle condizioni del mercato del lavoro. Sul comparto decennale supporto ancora a 2,65%.

Valute: Dollaro sostanzialmente fermo in chiusura ieri vs. Euro ed in marcato deprezzamento questa mattina dopo la buona chiusura dei listini Usa e la conferma del doppio minimo sui listini azionari Usa. La possibile prosecuzione del recupero dei listini azionari nel breve termine potrebbe spingere il Dollaro fino all’area 1,33 nei prossimi giorni. Nel breve l’area chiave di resistenza si colloca a 1,29. Yen in forte deprezzamento verso Euro e Dollaro, con il movimento sul Forex che ha anticipato il forte rimbalzo dei listini azionari. Verso Dollaro il cross ha superato la resistenza 96. Il livello successivo di riferimento si colloca a 97,50. Verso Euro il cross è salito oltre la resistenza 122 portandosi in prossimità di soglia 125. La resistenza oggi si colloca a 126, dove passa la media mobile esponenziale a 100 giorni. Le esportazioni giapponesi a gennaio sono calate del 45,7% a/a, nuovo livello record ad evidenziare il progressivo forte deterioramento dei fondamentali macro nipponici.

Materie prime: giornata positiva per le materie prime nel loro complesso ad eccezione dei metalli preziosi che sono stati penalizzati dal rialzo delle borse. L’oro ha perso il 2,6%, l’argento il 3,2%. In rialzo il greggio Wti tornato in prossimità dei 40$/b. Positivi i metalli industriali guidati dall’alluminio (+3,2%). Tra gli agricoli in evidenza zucchero (+1,2%) e soia (+0,9%).

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