Europa si difende dall’assedio dei ribassisti. Un’altra settimana di tensione

9 Giugno 2010, di Redazione Wall Street Italia

Macroeconomia

Ancora una settimana di forti tensioni per i mercati finanziari alimentate ancora una volta dai timori per i debiti sovrani di Eurozona, per il nuovo focolaio di crisi per il debito dell’Ungheria, per i rumors su perdite su derivati da parte di SocGen e per alcuni dati macro Usa sul mercato del lavoro inferiori alle attese.

Nello scorso fine settimana il comunicato conclusivo dell’incontro tra i ministri delle Finanze del G20 si è concentrato sull’esigenza di accelerare il ritmo di risanamento dei bilanci pubblici sullo sfondo di una ripresa più rapida del previsto per quanto disomogenea. A Lussemburgo i ministri dell’Eurogruppo hanno dato il via libera agli accordi tecnici per la costuituzione di uno “special purpose vehicle” (Spv), un veicolo che avrà il compito di raccogliere fondi sul mercato fino a EUR440 mld da prestare ai paesi di Eurozona che dovessero trovarsi in situazioni di crisi simili a quella greca. Insieme all’ok per le misure di Spagna e Portogallo, l’Eurogruppo ha inoltre espresso favore per la manovra di bilancio italiana ed i nuovi interventi di austerità decisi da Francia e Germania.

Proseguono i programmi di austerità annunciati dai principali governi. Il cancelliere Merkel ha dichiarato che la Germania deve risparmiare EUR80 mld entro il 2014. La coalizione di governo ha poi raggiunto un accordo sulle misure fiscali che consentiranno alla Germania di rispettare l’obiettivo di deficit di bilancio sotto il 3% del Pil al più tardi entro il 2013 e tagliare il deficit strutturale di EUR26,6 mld entro il 2014. Sempre entro tale data il governo federale dovrebbe tagliare oltre 10.000 posti di lavoro. Anche il nuovo premier britannico Cameron ha preannunciato altre misure di austerità su piu fronti per risanare i conti pubblici: salari pubblici, pensioni e benefits. Ma non sono solo i Paesi europei ad avere problemi con i debiti sovrani: “anche gli Stati Uniti dovranno mettere in ordine i propri conti pubblici”, è il monito lanciato dal presidente della Fed Bernanke secondo cui “il deficit va riportato entro limiti sostenibili e il debito deve essere tenuto sotto controllo”.

I dati in effetti non sono certo incoraggianti: per il 2011 la Casa Bianca prevede un deficit federale di oltre il 10% del Pil, mentre il debito pubblico ha toccato quota USD12.880 mld. In merito alla situazione dell’Ungheria, dove erano circolate notizie di difficoltà del paese e di manipolazione dei conti dello Stato da parte del precedente governo, sono arrivate rassicurazioni da UE e FMI secondo i quali tale paese “non è la Grecia”. Il governo ungherese ha inoltre approvato un piano che prevede anche una tassa sulle banche in vigore per 3 anni; congelati i costi di istituzioni e di spesa e tagliate del 15% le retribuzioni dei dipendenti pubblici.

Tra i principali dati macro diffusi nell’ultima settimana, il Pil dell’Area Euro è cresciuto nel primo trimestre 2010 dello 0,2% t/t e dello 0,6% su anno (rivisto da +0,5%), grazie all’aumento delle scorte. Le vendite al dettaglio sono invece calate dell’1,2% m/m e dell’1,5% a/a. Buoni i dati dalla Germania, dove gli ordini industriali sono cresciuti del 2,8% m/m e del 29,6% a/a, mentre la produzione industriale è cresciuta dello 0,9% in aprile dopo il +4,3% di marzo.

Deludono negli Stati Uniti gli ultimi dati sul mercato del lavoro di maggio, dove gli occupati non agricoli sono saliti meno delle attese (431.000 unità vs 513.000 mila). La disoccupazione è tuttavia scesa al 9,7% rispetto al 9,9% di aprile. In serata il Beige Book della Fed.

Cambi e commodities

Ancora in calo l’Euro che rimane sotto pressione sui timori per I debiti sovrani dei paesi dell’Area Euro, con gli investitori che preferiscono valute ritenute meno rischiose: il cambio Eur/Usd quota 1,20 dopo aver rinnovato nei giorni scorsi i minimi degli ultimi 4 anni a 1,1875. L’Euro tocca il minimo contro franco svizzero (1,3750) ed i nuovi minimi da 8 anni anche contro Yen (109). In programma per domani la riunione Bce che dovrebbe concludersi senza novità di rilievo, con tassi invariati e toni di rassicurazione dei mercati. Il Wti Usa ha recuperato oggi area USD74 al barile, mentre ieri l’oro ha aggiornato i massimi assoluti in un panorama di avversione al rischio che favorisce il metallo “rifugio”.

Obbligazionario e Monetario

Il mercato ha premiato ancora una volta i titoli obbligazionari, con il fly-to-quality che favorisce di nuovo i titoli di stato tedeschi e statunitensi, a discapito principalmente dei titoli dei paesi periferici. Nuova generalizzata discesa delle curve benchmark, più accentuata sui tratti medio lunghi. Continuano ad allargarsi gli spread con i titoli periferici: il differenziale Btp-Bund a 10 anni si è portato a 160 bp, quello tra Bund e Portogallo (che oggi ha escluso di voler ricorrere al meccanismo di aiuti UE/Fmi) ed Irlanda a 275, della Spagna a 200 e nei confronti della Grecia a 570 bp.

In allargamento sul mercato corporate il costo di protezione dal rischio di insolvenza, misurato dagli indici Itraxx: il Main per gli emittenti investment grade è salito a 140 pts, mentre il Crossover riferito ai noninvestment si è portato a 625 pts.

Italia

Nonostante il tentativo di recupero odierno, la performance settimanale di Piazza Affari è negativa nell’ordine del 2% con pochi titoli che mostrano un andamento positivo degno di nota. E’ il caso di Finmeccanica che ha fornito molte news. Ansaldo STS (controllata da Finmeccanica), in joint venture con il gruppo Remlokomotive, ha firmato un contratto del valore di circa EUR70
mln per la fornitura dei sistemi di segnalamento della linea Zhetygen- Korgas; la quota di Ansaldo STS, che ammonta a circa EUR50 mln, sarà formalizzata nelle prossime settimane. L’accordo riveste particolare importanza perché consente ad Ansaldo STS di ben posizionarsi per gli ingenti investimenti programmati nel Paese nei prossimi 10 anni per potenziare la rete ferroviaria. Ieri Ansaldo STS è stata protagonista a Piazza Affari in scia alla promozione di Goldman Sachs da neutral a buy. Intanto Thales Alenia, società che fa capo per il 33,3% a Finmeccanica e per il 66,7% a Thales, si è aggiudicata un contratto da USD2,1 mld per la costruzione di una serie di satelliti per Iridium Communications. Sempre Finmeccanica, attraverso Alenia North America (società di Alenia Aeronautica), ha ricevuto un ordine aggiuntivo per 8 C27J Jca (Joint Cargo Aircraft) destinati alla Forza Aerea Usa, del valore di USD319 mln, ai quali potrebbero presto aggiungersene altri 8 in corso di approvazione al Congresso. Nel frattempo, come già anticipato da Il Sole 24 Ore di sabato, Finmeccanica ha annunciato lunedì la sigla dell’accordo tra AgustaWestland e Boeing Company per il programma elicotteristico presidenziale statunitense Marine One della U.S. Navy; a Boeing sono assegnati i diritti per l’impiego della proprietà intellettuale, dei dati e dei diritti di produzione AgustaWestland al fine di procedere alla integrazione dell’elicottero AgustaWestland AW101 in un prodotto Boeing. AgustaWestland avrà un ruolo nello sviluppo del programma ed una significativa quota di progettazione e produzione.

Commentando l’accordo, l’Ad di Finmeccanica, Guarguaglini, ha parlato di una posizione dell’azienda in America più forte con l’amministrazione Obama, aggiungendo che il bilancio 2010 del gruppo è stato realizzato basandosi su un cambio euro/dollaro a 1,45 ed il livello attuale di 1,20 circa è quindi molto vantaggioso. Ieri si sono poi aggiunte due nuove commesse per la controllata Usa Drs per un valore complessivo di USD140 mln.

In calo Prysmian che tuttavia ha avviato un nuovo investimento in Cina per un ammontare di circa EUR20 mln, portando così il totale delle risorse investitite nella repubblica cinese, dal suo ingresso nel paese, a circa EUR120 mln; il progetto da EUR20 mln (che si aggiungono ad una prima tranche di EUR10 mln già investita nel 2009), è finalizzato al raddoppio della capacità produttiva e introduzione di nuove tecnologie nello stabilimento di Baoying.

Nella giornata di venerdì, Fitch ha rivisto l’outlook su Eni da stabile a negativo; l’agenzia internazionale ha confermato il rating di lungo termine ‘AA-‘ ed il rating senior unsecured ‘AA-‘ (confermato anche il rating di breve termine a ‘F1+’). La decisione di Fitch di rivedere l’outlook è legata ad un persistente indebolimento dei parametri creditizi dell’azienda, effetto di una performance nel 2009 peggiore del previsto, che ha ampiamente ridotto la capacità di Eni di finanziare investimenti e dividendi tramite flussi di cassa. Recentemente anche Moody’s e S&P’s si erano espressi sul gruppo.

Estero

La performance dei vari indici azionari è negativa con Madrid tra le peggiori in Europa e con Wall Street che questa volta non è riuscita a fare meglio dei listini europei. Molti i fattori che hanno pesato sull’andamento dell’azionario: in ordine sparso, la speculazione ha colpito SocGen su timori legati alla sua esposizione su prodotti derivati (l’istituto non ha voluto commentare), poi è stata la volta della banca centrale dell’Ungheria che ha dichiarato che il paese è ancora vulnerabile agli shock a causa del debito elevato e che intende basare la crescita futura sui risparmi interni piuttosto che sui finanziamenti dall’esterno (ieri il paese dell’est ha approvato un piano di azione che prevede, tra le varie norme, una tassa sulle banche che resterà in vigore per tre anni e che dovrebbe generare un gettito da HUF200 mld per quest’anno), sempre in merito all’Ungheria da dire che il paese è uscito dalla recessione, con il Pil del 1Q che è risultato in crescita dello 0,1% a/a, stessa cosa non è avvenuta in Finlandia dove il Pil del 1Q ha registrato un calo dello 0,4%, un secondo trimestre consecutivo di contrazione economica che equivale all’ingresso in recessione tecnica.

Le parole di Bernanke circa l’impegno dei leader europei ad assicurare la sopravvivenza dell’euro e la costituzione di uno “special purpose vehicle” (Spv), uno strumento che avrà il compito di fornire assistenza finanziaria ai paesi di eurozona che dovessero trovarsi in situazioni di crisi non sono quindi bastate a dare impulso positivo ai listini.

Sul fronte equity, ieri a mercati chiusi, nel consueto aggiornamento infra-trimestrale, Texas Instruments, colosso Usa del comparto semiconduttori, ha rivisto al rialzo le previsioni sui ricavi del trimestre in corso (il secondo) a USD3,45-3,59 mld, rispetto al range
indicato in precedenza di USD3,31-3,59 mld; la società ha alzato anche le stime sull’utile per azione che nel 2Q dovrebbe attestarsi tra USD0,6-0,64, in confronto alla forchetta precedente di USD0,56-0,64. La decisione segue l’update fornito da Stm (vedi terza pagina).

In forte calo Prudential nonostante la compagnia assicurativa abbia ritirato l’offerta per la divisione asiatica di AIG che avrebbe
comportato un ingente aumento di capitale; la rinuncia era nell’aria già da giorni, quando il colosso americano non aveva accettato il gioco al ribasso da parte della compagnia assicurativa britannica che aveva portato l’offerta dai USD35,5 mld iniziali a USD30,38 mld.

Parliamo anche dei dati sulle vendite auto dei big Usa. Il gruppo Ford ha registrato a maggio per il sesto mese consecutivo un incremento delle vendite negli Stati Uniti, pari al 23% a/a; restano inalterati gli obiettivi di produzione, che per il 2° trimestre risultano pari a 640 mila unità, mentre per il 3° trimestre il dato risulta più contenuto pari a 570 mila veicoli. Positivo anche il dato registrato da
GM, le cui vendite sul mercato statunitense hanno evidenziato un incremento del 16,6% rispetto al dato dell’analogo mese dello scorso anno. Infine le vendite negli USA del gruppo Chrysler hanno registrato un aumento del 33% a/a, superando le 100 mila unità.

Restando negli Stati Uniti, McDonald’s ha comunicato di aver registrato nel mese di maggio un aumento delle vendite pari al 4,8%
nei negozi aperti da almeno un anno. A livello geografico, la crescita negli Stati Uniti è stata pari al 3,4%, in Europa si è registrato un incremento del 5,7%, mentre la variazione positiva registrata nell’area Asia/Pacifico-Medio Oriente è stata pari al 3,8%.

Mercati azionari: settori a confronto

Stoxx

In linea con l’andamento dei listini azionari, anche a livello settoriale si assiste ad una netta prevalenza di segni meno, fatta eccezione per il comparto alimentare che si è mosso in controtendenza.

Pesante il settore utility (in calo E.On e Rwe dopo l’annuncio di Berlino di voler imporre alle società nucleari nazionali una tassa sugli utili), deboli le banche (la Camera bassa del Parlamento elvetico ha respinto l’accordo tra Svizzera e Stati Uniti per risolvere la disputa fiscale che vede al centro Ubs), venduti i titoli tlc (S&P’s ha posto sotto osservazione con implicazioni negative il debito a lungo termine di Telefónica) e auto (Renault-Nissan ha intenzione di acquistare la casa costruttrice coreana Ssangyong, bene invece il titolo della componentistica per auto Valeo su attese per possibili operazioni).

Settori in evidenza

Retail

Ahold ha archiviato il 1Q2010 con utile netto cresciuto a EUR274 mln (+45,7% rispetto al 1Q09) a fronte di attese pari a EUR277 mln; in lieve crescita anche il fatturato a EUR8,74 mld (da EUR8,65 mld).

Le vendite nei negozi aperti da almeno un anno hanno registrato un progresso dell’1,7%. Kingfisher ha riportato nel primo trimestre 2010 profitti in crescita a GBP146 mln nelle 13 settimane che sono terminate lo scorso primo maggio (+15% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente), mentre le vendite nei negozi aperti da almeno un anno sono scese dell’1,8% a prezzi costanti. L’Ad di Tesco, Terry Leahy, lascierà la società dopo 14 anni; al suo posto Philip Clarke. Bene Inditex (Zara) che nel 1Q ha registrato utili in crescita di oltre il 60%, superando le previsioni degli analisti.

Oil&Gas

Fitch ha rivisto al ribasso il rating a lungo termine Issuer Default (IDR) ed il rating senior non garantito di BP da ‘AA+’ a ‘AA’ e posto i rating in watch negativo. Anche S&P’s ha annunciato di aver tagliato il rating sul gruppo petrolifero britannico da ‘AA’ ad ‘AA-‘, mantenendo l’outlook in watch negativo. Nella giornata di lunedì, il gruppo petrolifero ha comunicato di aver già speso USD1,25 mld per tentare di arginare la marea petrolifera nel Golfo del Messico.

Nell’ultimo mese il titolo BP ha perso oltre il 25% del suo valore e anche oggi è in forte calo su pressioni dei politici Usa affinché sospenda il pagamento dei dividendi per pagare i danni legali e ambientali causati. L’agenzia di rating Fitch ha rivisto l’outlook su Eni da stabile a negativo (vedi 1^ pag.).

Tecnologico

L’Ad di Stm si attende un andamento positivo della domanda nel corso del terzo trimestre, a cui si associa la mancanza di segnali di accumulo di scorte; per tale motivo, il management si è dichiarato fiducioso nel raggiungimento dei target di vendita, che indicano una crescita compresa tra il 6-12% nel trimestre in corso, rispetto ai tre mesi precedenti. Nella giornata di venerdì il titolo è riuscito a schivare le vendite anche grazie ad un upgrade di Ubs da sell a neutral, con target price confermato a EUR6,45.

Intanto la società di ricerca Gartner ha alzato le sue stime sul mercato dei semiconduttori per il 2010. In dettaglio, Gartner prevede ora una crescita a livello globale del 27% a USD290 mld (lo scorso febbraio Gartner aveva previsto una crescita del 20%). Oggi nelle sale operative circolano voci circa un possibile profit warning di Nokia. Bene la britannica Misys.

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