Europa prende tempo sui nuovi meccanismi salva-stati

28 Febbraio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: in calo i listini azionari dell’area Euro dopo che i ministri del G20 hanno deciso di rimandare in primavera la decisione sull’aumento della dotazione del Fmi, ovvero dopo che i paesi europei avranno approvato la messa in funzione e l’aumento della dotazione dei fondi salva stato Efsf/Esm.

La Merkel in un discorso al Parlamento, chiamato a votare il secondo piano di aiuti della Grecia, ha dichiarato che non esiste alcuna garanzia che il nuovo pacchetto di aiuti greco ottenga i risultati desiderati.

La Cancelliera ha inoltre aggiunto che potrebbe essere utile accelerare la capitalizzazione del meccanismo Esm erogando l’intero importo in due rate invece di 5. In questo modo la Germania si troverebbe a pagare quest’anno 11Mld€.

Il Parlamento tedesco, come nelle attese, ha approvato il secondo piano di aiuti greco da 130 Mld€, sebbene la Merkel non abbia ricevuto l’appoggio totale della sua coalizione (il voto è passato grazie all’appoggio dell’opposizione).

Oggi invece è atteso l’inizio della discussione con votazione finale domani al Parlamento finlandese.

Oltre al parlamento finlandese e tedesco, anche quello italiano ed olandese (atteso per domani) dovranno votare il piano greco.

Per gli altri paesi non è invece necessaria un’approvazione del Parlamento.

Il presidente della commissione europea, Barroso, ha confermato quanto già anticipato dal ministro delle finanze tedesco in merito al fatto che la decisione sui meccanismi salva stati sarà presa entro marzo ma non necessariamente nella prossima riunione dell’1-2 marzo.

Una discussione in merito potrebbe esserci durante la riunione dell’Eurogruppo del 12 marzo, ovvero quando dovrebbe essersi concluso il piano di swap greco e prima della riunione del Fmi del 13 marzo in cui, secondo il direttore Lagarde, potrebbe essere deciso il contributo dell’Istituto al secondo piano greco. Ricordiamo inoltre che la successiva riunione dell’Eurogruppo è attesa per il 30 marzo.

L’agenzia S&P ieri ha tagliato il rating alla Grecia a “selective default” a causa dell’introduzione delle clausole di azione collettiva che costringerebbe tutti i creditori a partecipare allo swap.

La Bce ha poi deciso di sospendere temporaneamente l’accettazione dei bond greci come collaterale nelle operazioni di rifinanziamento. La decisione, precisa la Bce, tiene conto del rating della Grecia dopo l’avvio dello scambio del debito con il settore privato.

La liquidità delle banche greche, secondo l’Istituto, sarà però garantita dalle banche centrali nazionali attraverso l’”emergency liquidity assistance” (programma europeo autorizzato dalla Bce secondo cui una banca centrale nazionale può intervenire da sola sul mercato).

La Bce ieri ha comunicato che la scorsa settimana, per la seconda volta consecutiva, non ha effettuato acquisti di bond e che oggi drenerà 219,5 Mld€.

L’agenzia S&P ha anche portato a negativo da developing l’outlook del fondo Efsf, aggiungendo che una riduzione del rating ci potrebbe essere se il rating di un solo paese che attualmente ha giudizio AAA o AA+ scenderà sotto AA+.

Nel frattempo l’ISDA ha dichiarato che entro domani deciderà se accettare o meno il quesito inerente al tema dell’eventuale entrata in funzione della protezione tramite CDS per il debito greco.

Oggi il Tesoro italiano tornerà sul mercato con l’emissione di un nuovo decennale fino a 3,75Mld€ e di un titolo 2017 fino a 2,5 Mld€.

Negli Usa ennesimo record dell’indice S&P500 dal 2008, sulla scia del positivo andamento soprattutto del comparto finanziario e di quello immobiliare, quest’ultimo supportato dalle favorevoli indicazioni giunte dall’andamento delle vendite preliminari di case nel mese di gennaio.

Valute: euro debole nella giornata di ieri, scendendo sotto il supporto posto a 1,34 e facendo registrare un minimo a 1,336, per poi recuperare in chiusura fino a quota 1,34. Questa mattina, invece, consolida in area 1,345. L’attenzione degli operatori è concentrata sull’operazione BCE a tre anni di domani. Rimangono validi i supporti e le resistenze dati ieri, 1,34 e 1,35.

Dopo l’apprezzamento di ieri, lo yen è tornato a deprezzarsi vs euro e dollaro durante la notte favorito dal rialzo della borsa giapponese sui massimi da agosto. Verso dollaro per oggi la resistenza si colloca a 81,70, il supporto a 80. Verso euro il supporto oggi si colloca intorno a 107,30, le resistenze a 109 e 109,50.

Yuan cinese stabile vs dollaro da oltre 2 settimane intorno area 6,30yuan/$.

Materie Prime: tra gli energetici sono arrivate le prese di profitto sul Brent che ieri ha perso l’1%. Consueto ribasso per il gas naturale Usa (-4,1%).

Andamento misto per i metalli preziosi. L’oro questa mattina si attesta intorno ai 1770$/oncia. Segnaliamo che l’ammontare di oro detenuto dagli Etf mondiali ieri ha registrato un nuovo record attestandosi a 2398ton circa. Intorno alla parità i metalli industriali.

Tra gli agricoli segnaliamo la soia (+1,2%) sui massimi da 5 mesi a causa dei danni alla produzione brasiliana legati dal clima più secco del normale. Bene anche il cacao (+1,8%).

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