EUROPA: NON ASPETTATEVI ORA NUOVI PIANI DI STIMOLO

12 Marzo 2009, di Redazione Wall Street Italia

*Questo documento e’ stato preparato da MPS Capital Services ed e’ rivolto esclusivamente ad investitori istituzionali ovvero ad operatori e clientela professionale ai sensi dell’allegato n.3 al
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(WSI)- Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono saliti su tutta la curva ed il differenziale 2-10 si è portato a 170 pb. Si mantiene invece sotto i 150 pb il differenziale sul decennale Italia-Germania, mentre il differenziale UK-Germania si è ristretto risentendo positivamente dell’inizio della politica di quantitative easing da parte della BoE. Ieri la BoE ha infatti acquistato 2 Mld£ di Gilt a fronte di un’offerta delle banche (c.d. reverse auction) di 10,5 Mld£. Positiva l’asta sul nuovo Schatz tedesco che ieri ha visto una domanda (circa 13Mld€) superiore all’offerta (fino a 8 Mld€) ed un bid to cover in prossimità di 2. In Italia l’asta Bot ha invece registrato nuovi minimi storici per i tassi di rendimento dei titoli a tre e 12 mesi, che al netto della tassazione scenderebbero sotto l’1%. Sul fronte macro, ieri sono stati pubblicati gli ordinativi industriali tedeschi che hanno registrato a gennaio un forte calo interessando soprattutto gli ordinativi dei beni capitali da parte dei paesi extra Emu.

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Il dato confermerebbe il difficile momento per l’economia tedesca e l’idea di una continuazione del calo della crescita anche nei prossimi mesi. Intanto il presidente della Commissione Barroso in un’intervista al Sole24 Ore ha dichiarato che al momento non è necessario attuare nuovi piani di stimolo, ma che al contrario bisognerà attuare quelle che hanno già deciso. Solo nel caso in cui la crisi peggiorasse la Commissione dovrà decidere nuove misure, rispondendo così alle richieste americane di fare di più per la crisi. Negli Usa tassi di mercato decennali in lieve calo dopo aver confermato la tenuta della resistenza in prossimità di 3,05% e dopo l’asta sul comparto in esame da 18Mld$. I mercati azionari hanno chiuso in positivo grazie ad un recupero nelle ultime due ore di contrattazione in seguito anche alle dichiarazioni dell’ad di JPMorgan che, in un’intervista alla CNBC, ha confermato che anche JPM, alla stregua di Citigroup, ha realizzato profitti nei primi due mesi del 2009. Geithner ieri ha fatto intendere che le possibili iniezioni di capitali successive all’esito degli stress test in corso su 19 banche Usa, rappresenterebbero la forma meno onerosa per invogliare le banche stesse a far emergere per intero le svalutazioni ancora da apportare ai propri asset

Nel frattempo l’agenzia sui mutui Freddie Mac, ha dichiarato di aver bisogno di un’iniezione di capitali da parte del governo di circa 31Mld$, dopo aver riportato perdite nel quarto trimestre per circa 24Mld$. L’ulteriore iniezione di capitali pubblici porterebbe l’intervento governativo a circa 46Mld$, pari ad un dividendo annuo di circa 5Mld$, un onere che la stessa Freddie Mac ha dichiarato essere difficile da sostenere. Nel breve ed in attesa dell’ultima asta della settimana (11 Mld$ sul comparto trentennale), il decennale potrebbe continuare ad oscillare nel range 2,5-3%.

Valute: Dollaro ieri in deprezzamento vs. Euro riuscendo a chiudere poco al di sopra del citato livello di resistenza a 1,2750. L’andamento del Dollaro è in parte ricollegabile alla percezione di maggior ottimismo indotto dalle recenti notizie di profitti nel mondo bancario da parte di Citigroup e JPMorgan. La conferma della rottura del livello citato, propone nel breve come resistenza il livello di 1,29. Marcato apprezzamento dello Yen soprattutto verso Dollaro dopo la revisione migliore delle attese del Pil giapponese relativo al quarto trimestre. Il Pil si è contratto del 12,1% t/t annualizzato anziché del 12,7% precedentemente stimato grazie ad un contributo leggermente più positivo delle scorte. Verso Dollaro il cross è calato al di sotto del supporto 96,60. I livelli successivi si collocano a 96 e 94,90. Verso Euro continua a rimanere all’interno del trading range 126-121,75.

Materie prime: forte calo per il greggio Wti dopo il rialzo superiore alle attese delle scorte Usa (+749.000 barili). Contrastati i metalli industriali con il rialzo dell’alluminio (+1,3%) ed il calo del rame (-3,6%), quest’ultimo penalizzato dal forte calo delle esportazioni cinesi a febbraio. Tra i preziosi tornano gli acquisti sull’oro (+1,6%). Gli asset detenuti dall’ETF SPDR Gold Trust sono saliti al nuovo livello record di 1.038,17 ton, avvicinandosi a quelle della Svizzera (circa 1.040 ton). Tra gli agricoli forte calo per il grano (-4,6%) su aumento delle stime relative alle scorte Usa da parte dell’Usda.

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