Europa: multe e sanzioni per evitare un altro caso Grecia. Ecco quanto paghera’ l’Italia

29 Settembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

La Commissione europea stringe i vincoli del patto di stabilità per scongiurare il rischio di nuovi casi come quello della Grecia. E’ il senso di una giornata che, se le regole proposte dalla Commissione saranno accettate dai ministri Ue e dal Parlamento europeo, si può quasi definire storica.

Bruxelles, che punta a rendere esecutive le nuove norme entro la metà del 2011, ha proposto una sanzione pari allo 0,2% del Prodotto interno lordo ai paesi che spendono troppo nel medio termine e una di pari importo per quelli il cui deficit supera il limite del 3% del Pil. Una multa pari allo 0,1% del Pil è stata invece proposta per quei paesi che non sono stati in grado di ovviare ai propri squilibri macroeconomici. Le nuove sanzioni colpiscono i membri dell’area euro e non prevedono il congelamento dei fondi Ue ai paesi che violano le regole, come invece proponeva la Germania.

Tutti i paesi europei hanno un obiettivo di bilancio a medio termine, che impone loro di mirare al pareggio dei conti o di portarsi addirittura in avanzo. Le nuove regole prevedono che, fino a quando non si è raggiunto questo obiettivo, il deficit debba essere ridotto di almeno lo 0,5% del Pil ogni anno. In aggiunta, la crescita della spesa pubblica non potrà essere superiore a un tasso di crescita prudente ipotizzato per il Pil nel medio termine, a meno che l’obiettivo di bilancio di medio termine non sia stato raggiunto. Se le spese supereranno il limite posto dalla Commissione il paese sarà in un primo tempo oggetto di avvertimento. Se questo non basta, il paese dovrà fare un deposito che frutterà interessi pari allo 0,2% del proprio Pil.

Per i paesi il cui deficit supera il 3% del Pil, la Commissione propone che l’apertura della procedura per deficit eccessivo comporti anche l’obbligo di effettuare un deposito senza interessi pari allo 0,2% del Pil presso un conto dell’esecutivo Ue. Tale deposito verrà convertito in una vera e propria multa se i conti pubblici non verrano sanati come raccomandato dai ministri delle finanze Ue. Fino ad oggi le sanzioni sono state solo un’opzione che si presentava alla fine di una procedura che poteva durare anni.

Per mettere maggiore enfasi sulla riduzione del debito la Commissione ha inoltre proposto che quei paesi con un debito superiore al 60% del Pil, come è il caso dell’Italia, debbano ridurre l’eccesso di un ventesimo ogni anno. In caso contrario, per quel paese verrà aperta la procedura per deficit eccessivo che implica, in un primo tempo, l’obbligo di effettuare un deposito senza interessi pari allo 0,2% del Pil.

Infine, per minimizzare il rischio di crisi scatenate da squilibri macroeconomici come le bolle immobiliari di Irlanda e Spagna, la Commissione ha proposto che monitorerà le economie dei membri Ue per individuare l’emergere di simili squilibri. Nel caso di squilibri gravi, per il paese in questione verrà aperta una procedura per squilibri eccessivi con relative raccomandazioni da parte dei ministri delle finanze Ue su come porvi rimedio. Se i consigli dovessere essere ignorati, scatterebbe una multa pari allo 0,1% del Pil all’anno finchè non il paese non si decide ad agire come raccomandato.

Poiche’ il Pil Italiano e’ stato nel 2009 di 1.520 miliardi di euro, il nostro paese dovra’ pagare 3.04 miliardi per debito eccessivo e altri 3.04 miliardi di euro per sforamento del deficit di bilancio del 3%. In totale: 6.08 miliardi di euro in multe.

A luglio il debito pubblico dell’Italia (il piu’ alto nella Ue e il terzo piu’ alto del mondo, in valore assoluto) ha toccato un nuovo massimo storico. Secondo il supplemento di finanza pubblica al bollettino statistico della Banca d’Italia, al 31/7/2010 il debito pubblico italiano è salito a quota 1.838,296 miliardi di euro, mentre a giugno si era attestato a 1.822,050 miliardi.

L’alto debito dell’Italia, al 115,8% del Pil nel 2009 e con una stima al 124,7% al 2015, limiti gli spazi di manovra sul bilancio e rende il nostro paese, fra le nazioni europee ed occidentali avanzate, uno di quelli con minore ‘spazio di manovra fiscale’. Secondo le griglie della Ue il debito pubblico di ciascun paese membro dovrebbe essere attestato al 60% del pil, mentre l’Italia ha sfondato ormai tetti impensabili con cifre quasi doppie.

Rispetto al marzo 2009, il debito italiano e’ aumentato di varie decine miliardi in termini assoluti, cioe’ almeno 3 volte la “manovra” da 25 miliardi approvata con grandi polemiche pochi mesi fa dalllo stesso ministro dell’Economia Giulio Tremonti per far quadrare il bilancio dello Stato, manovra di cui oggi nessuno ricorda nulla.