Europa: Le imprese rosa spingono il made in Italy

6 Luglio 2007, di Redazione Wall Street Italia

Oltre 350 imprenditrici impegnate in Italia e in quattordici Paesi dell’area balcanica si incontreranno a Bari tra il 12 e il 14 settembre prossimi per uno scambio di esperienze con l’obiettivo di migliorare ancora i contatti commerciali nell’area: il ministro del Commercio internazionale e delle Politiche comunitarie, Emma Bonino, ha presentato ieri “l’Italian Forum for Women Entrepreneurs”, che si terrà a Bari in corrispondenza della Fiera del Levante, sottolineando che la riunione segue quella organizzata a marzo a Milano dedicata all’area del Mediterraneo, del Medio Oriente e del Golfo, alla quale hanno partecipato 450 donne imprenditrici (250 straniere e 200 italiane).
“L’imprenditoria femminile – spiega il ministro in una conferenza stampa – rappresenta in Italia come in gran parte del mondo una realtà sempre più significativa e piena di entusiasmo ed energia che merita di essere sostenuta, perché è e diventerà sempre più un elemento importante di crescita economica. E’ però una realtà giovane che manca di contatti e relazioni, in particolare internazionali. Da qui l’idea è quella di creare delle occasioni di network e di contatto diretto tra donne di affari”.
Al momento sono arrivate le adesioni di circa 150 imprenditrici straniere (i Paesi sono Albania, Armenia, Azerbaijan, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Georgia, Macedonia, Montenegro, Moldavia, Romania, Serbia, Slovenia e Ucraina), mentre si stanno raccogliendo quelle delle imprenditrici italiane. Ci saranno tavole rotonde sulle esperienze dei diversi Paesi, ma anche la possibilità di incontri specifici sulla base delle dichiarazioni di interesse delle singole partecipanti.
“Il futuro della Fiera del Levante – ha detto il presidente dell’Ente, Cosimo Lacerignola – è organizzare questi incontri. Vogliamo essere non solo occasione di vetrina, ma anche alleati e partner delle imprese italiane e dei Paesi con cui abbiamo intessuto collaborazioni e che puntiamo, nel tempo, ad allargare. L’obiettivo è territori che si parlano e accolgono altri territori”.
d. r.