Europa: io speriamo che me la cavo!

12 Agosto 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Un raggio di sole illumina l’Europa: il Bollettino mensile della Bce. Sembra essere giunto proprio al momento giusto, quando la fiducia nella ripresa economica mondiale aveva fortemente ripreso a vacillare spingendo tutti gli investitori alla corsa ai ripari. Tra ieri e l’altro ieri, infatti, sono giunte notizie decisamente scoraggianti che hanno ferocemente riportato a galla le ipotesi di una double dip, ovvero di una doppia recessione. La Fed ha rivisto al ribasso le stime di crescita per la seconda metà dell’anno e la Bank of England ha fatto altrettanto per la Gran Bretagna. E la Cina? Finora considerata un porto sicuro, ha messo in moto una certa inquietudine con la diffusione di alcune statistiche che sostanzialmente stanno a indicare un indebolimento dell’economia, proprio dopo il sorpasso del Dragone al Giappone nella seconda posizione della classifica di maggiore economia mondiale. In vetta, come tutti ben sappiamo, resta salda l’America ma ancora per quanto ci viene da chiedere? I segnali macroeconomici giunti di recente non sono troppo buoni, vedi ieri l’ampliamento a sorpresa del deficit della bilancia commerciale, ma per gli Usa pur sempre di crescita economica si parla, anche se sarà sotto la soglia del 2%. Quindi lo spauracchio di una nuova ricaduta sembra a molti un’esagerazione. Intanto l’Europa si mette in mostra, sganciandosi dalle previsioni di rallentamento di quasi l’intera economia globale. Il Consiglio direttivo della Bce ha stimato, infatti, un rafforzamento dell’attività nel secondo trimestre del 2010, con il terzo trimestre che dovrebbe essere addirittura migliore delle aspettative. La Bce conferma però un ritmo di crescita economica ancora moderato e discontinuo nell’area dell’euro, a fronte di incertezza. La ripresa dell’attività, inoltre, potrebbe essere frenata dal processo di aggiustamento dei bilanci in corso in diversi settori e dalle prospettive per il mercato del lavoro. Il tonfo registrato ieri dai mercati finanziari può allora considerarsi solo un temporale estivo? Di certo va valutato che gli scambi sono molto ridotti per l’assenza degli operatori dalle sale per le vacanze estive e che quindi l’erraticità degli indici risulta fortemente influenzata da tale fattore.