Europa, il grande dilemma: “Euro e borsa le vittime, cali in vista”

17 Maggio 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Austerità un pericolo, un circolo vizioso che continuerà ad erodere la fiducia sulla capacità dei paesi di ripagare il debito. Crescita difficile da raggiungere vista la situazione creatasi. Questo il dilemma chiave. Bce ha già fatto la sua parte, ora tocca ai politici, ma per davvero; servono misure concrete.

E in tutto questo, la moneta unica dovrebbe continuare a pesare la maggiore incertezza. Tra situazione dell’economia reale e politica monetaria delle banche centrali, l’euro dovrebbe registrare ancora un leggero deprezzamento.

Tra gli investimenti in Europa, continuare a preferire i mercati core e lasciare in secondo piano i periferici.

Questa la situazione in cui ci troviamo. Intervistato da WSI, parla Alec Young, global equity strategist presso l’ufficio di New York di S&P Capital IQ.

Le varie misure di austerità nei paesi della periferia, quali Italia e Spagna, continueranno ad avere un impatto negativo per le finanze dei governi, perché porteranno sempre a minori entrate da imposizione per le casse dello stato. Questo continuerà a creare pressioni per un allargamento dello spread con i titoli tedeschi, poiché si avrà costantemente una minore fiducia sulle capacità dei paesi di fare fronte ai debiti in futuro”.

Si tratta di un circolo vizioso. “Credo che sarà più forte in Spagna, rispetto che in Italia, ma sarà comunque un problema per l’intera Area unica”.

La Bce avrebbe ad ora fatto la sua parte. Adesso toccherebbe ai politici. “Devono riuscire a convincere i mercati che sono capaci di ripagare il debito, in modo da portare al ribasso i tassi di interesse e fare si che gli operatori investano a rendimenti più moderati”.

Le misure di austerità sono importanti, ma c’è una crescente necessità di focalizzarsi su strategie improntate alla crescita. Percorso difficile. Dunque avverte, “improbabile assistere a un apprezzamento dell’euro”, ma in fin dei conti neanche a un forte deprezzamento.

Il problema dell’Europa è che oltre a paesi più deboli quali quelli della periferia, contiene anche stati membri particolarmente forti come la Germania. Questo in qualche modo sta contribuendo alla forza dell’euro in questo periodo”.

L’unico motivo che potrebbe portare a un forte deprezzamento dell’euro contro il dollaro, in casi estremi verso la parità, sarebbe un sorprendente e un drastico deterioramento della situazione nell’Eurozona. Un crollo in stile Lehman.

Ma, ci tiene a specificare, “non è questa la nostra posizione. Crediamo solo in un leggero deprezzamento dell’euro. Perché il cambio arrivi sulla parità è necessario che si verifichi un crollo incredibile della fiducia nell’Europa”. Un qualcosa di non auspicabile.

Tenere inoltre a mente che il mercato continua a guardare attentamente alla possibilità di nuovi programmi Quantitative Easing da parte della Federal Reserve. “Il differenziale dei tassi di interesse è ancora elevato e continua a rimanere a favore dell’euro. Uno degli altri motivi per cui la moneta unica continua a rimanere forte”.

Crescita economica Usa. “Come in Europa, anche negli Stati Uniti la ripresa economica viaggia ancora a rilento, sebbene negli States si possono osservare continui margini di miglioramento. C’è da specificare poi che gli ultimi numeri non sono stati così sorprendenti come ci si aspettava, ed è per questo che il chairman Fed Bernanke ha confermato la possibilità di procedere con nuovi stimoli se necessario. Certo, non hanno in programma di intervenire nell’immediato, perché la situazione sembra gradualmente migliorare. Ma hanno confermato di essere pronti ad agire se necessario”.

Ruolo della Bce. “Anche la Banca centrale europea ha dimostrato di essere pronta ad agire per stimolare la ripresa economica, ma comunque tiene attentamente sotto d’occhio anche l’inflazione. Per cui non vedo un forte taglio dei tassi sino al livello della Fed, che potrebbero comunque portare solo a un moderato deprezzamento dell’euro, visto che la moneta unica ultimante è rimasta principalmente collegata all’evolversi degli eventi della crisi del debito”. Young sostiene dunque che “eventuali tagli dei tassi di interesse saranno graduali”.

Dunque i consigli di investimento. “Crediamo che l’azionario continuerà a rimanere volatile, con movimenti più forti per il mercato europeo. L’azionario globale dovrebbe in genere fare meglio di quello europeo, ma comunque crediamo che Wall Street continuerà a registrare ancora una performance superiore alla media”.

“Tra i vari mercati in Europa, ci piace l’azionario tedesco ed inglese, mentre crediamo che quello italiano e spagnolo dovrebbero continuare a sottoperformare”.