Europa desolata: “Vendere banche e asset rischiosi al minimo segno di rally

12 Aprile 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Lui e’ uno a cui val la pena dare ascolto, essendo uno dei piu’ astuti osservatori della scena finanziaria, le cui pubblicazioni – ben note dai professionisti di Wall Street – sono definite da Legg Mason la lettura indispensabile per preservare il proprio patrimonio.

Vista la desolazione del panorama europeo, l’ex membro del CdA di quattro banche d’affari consiglia di vendere titoli azionari al primo segnale di rally pseudo-sostenibile e di fare altrettanto con qualsiasi asset che presenti dei rischi.

Oltre a essere uno dei blogger di punta del celebre sito di finanza Seeking Alpha, Mark J. Grant e’ l’autore del libro di successo “Out of the Box and Onto Wall Street”, una serie di consigli non ortodossi di investimento e sull’economia, nonche’ relatore dell’ultima conferenza per i banchieri sull’Europa e l’impatto sulle banche americane. E’ stato anche presidente di un importante gruppo di telecomunicazioni.

Non si puo’ correre il rischio di avere in portafoglio titoli delle big bancarie, vista l’esposizione dei grandi istituti Usa in Europa e l’esposizione alle divisioni americane delle maggiori banche internazionali.

Tutto fa pensare a un periodo prolungato di recessione: le misure di Quantitative Easing della Federal Reserve per sostenere i mercati sembrano giunte al capolinea e le questioni di solvibilita’ dell’Europa si sono aggravate.

I fiumi di denaro stampato da Ben Bernanke ha spinto al rialzo i prezzi di diversi asset rischiosi. Ma quando la Fed ha chiuso i rubinetti e la Bce ha interrotto le sue misure di iniezione di liquidita’, i mercati azionari hanno incominciato a cedere quota e gli spread ad allargarsi nuovamente.

Anche se la Fed ha ancora freccie al suo arco, l’effetto placebo non durera’ piu’ di qualche mese, sempre che la banca centrale abbia intenzione di acquistare altri titoli di stato a lungo termine con l’obiettivo di tenere bassi i tassi di interesse.

“Quello che abbiamo testimoniato in Europa”, dice Mark Grant, “e’ un orizzonte di tempo di circa tre mesi durante il quale la liquidita’ in arrivo ha spinto in alto i prezzi e poi una frenata seria quando i fondi sono stati collocati e il fiume di denaro ha incominciato a prosciugarsi”.

Le previsioni sono per un raggiungimento del punto minimo del ciclo depressivo in Grecia, Irlanda e Portogallo nel 2012, e la Spagna la prossima in fila. L’Italia rimane un grande punto interrogativo, ma con un rapporto tra Pil e debito del 200%, le questioni strutturali non verranno certo risolte con le proposte avanzate finora dal premier Monti.

Tutti sono focalizzati sui problemi del debito sovrano: le banche europee sono in calo del 2-4,5% in Germani, Italia e Spagna nell’ultima seduta. La maggiore societa’ finanziaria porteghese ha subito un calo del 15% giusto oggi.

Si puo’ ignorare la situazione critica e i mercati potrebbero fare finta di niente per una serie di ragioni ma quella situazione di crisi non verra’ cancellata dalle misure attuali. “Se fossi un investitore venderei i titoli azionari o gli asset a rischio in caso di rialzo della borsa, perche’ il panorama europeo e’ una Casa Desolata”.