EUROPA: CAMBI, OCCHIO ALLE MOSSE DEI PAESI DELL’EST

24 Febbraio 2009, di Redazione Wall Street Italia

*Questo documento e’ stato preparato da MPS Capital Services ed e’ rivolto esclusivamente ad investitori istituzionali ovvero ad operatori e clientela professionale ai sensi dell’allegato n.3 al
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(WSI)- in area Euro la sessione di ieri si è conclusa con un rialzo dei tassi sul breve termine, mentre sono rimasti pressoché stabili i tassi sul tratto decennale. Lo spread sul decennale Italia-Germania rimane stabile intorno ai 140 pb. Ieri Trichet ha dichiarato che le difficoltà del settore finanziario stanno compromettendo la ripresa economica ed allo stesso modo la recessione mette sotto pressione il sistema finanziario. I flussi netti del credito verso la zona Euro nelle ultime settimane hanno registrato una riduzione dopo che per un anno e mezzo sono rimasti positivi. Intanto in Europa dell’est le tensioni sulle valute degli ultimi giorni hanno portato Polonia, Romania, Ungheria e Repubblica Ceca a dichiarare la possibilità di intervenire sui mercati valutari al fine di evitare forti ripercussioni sul sistema bancario locale e contagiare paesi come Austria ed Italia in cui sono presenti alcune delle loro banche.

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In mattinata l’attenzione degli operatori sarà rivolta alla pubblicazione dell’indice Ifo tedesco che potrebbe evidenziare un miglioramento della componente prospettica ed un peggioramento di quella corrente. Negli Usa tassi di mercato sostanzialmente stabili così come anche la pendenza di curva, malgrado il forte calo dei mercati azionari che ha portato l’indice S&P500 ad eguagliare di fatto il minimo dello scorso novembre, che a sua volta rappresenta il record minimo dalla metà del ’97. Il calo di ieri è stato questa volta determinato da una contribuzione negativa estesa a diversi settori industriali, a fronte invece di chiusura in positivo di alcune grosse banche come Citigroup, BofA e Wells Fargo.

La composizione della contribuzione al calo, risulta pertanto la novità rilevante rispetto alle scorse giornate, quando l’andamento degli indici era spesso spiegato in buona misura dalla performance del comparto finanziario e di quello energetico. Secondo alcune dichiarazioni in forma anonima del ministero del tesoro Usa, domani inizieranno gli stress test sui bilanci di 20 banche al fine di determinare la necessità o meno di nuove iniezioni di liquidità che potrebbero arrivare direttamente dal governo. Lo scopo del neo ministro Geithner è quello di far emergere un quadro quanto più veritiero possibile della situazione patrimoniale delle banche, per cercare in questo modo di ripristinare gradualmente la fiducia degli investitori. Nel frattempo, secondo quanto riportato da alcuni periodici, AIG (principale compagnia assicurativa al mondo) sarebbe nuovamente in contatto con Fed e governo per rivedere ancora una volta il gigantesco piano di supporto ricevuto lo scorso anno che ammonta a circa 150Mld$.

Il nuovo piano contemplerebbe la conversione totale o parziale delle azioni privilegiate (40Mld$ con dividendo del 10%) in mano al governo in azioni ordinarie. Tale ipotesi sarebbe finalizzata ad una ricapitalizzazione della compagnia per evitare ulteriori tagli del rating. Sul fronte obbligazionario inizia la prima tranche di emissioni (oggi attesi 40Mld$ sul comparto biennale) che in totale ammontano a circa 100Mld$. Le forti pressioni dal lato dell’offerta aiutano a comprendere come mai i tassi di mercato stanno diventando sempre meno reattivi alle dinamiche di borsa. Per oggi confermiamo il supporto sul decennale a quota 2,65%.

Valute: Dollaro in forte apprezzamento sulla scia del marcato calo dei listini azionari, dopo essersi spinto nel corso della giornata quasi ad 1,30. Il biglietto verde continua ad essere fortemente influenzato dalla dinamica dei mercati azionari. Se si osserva il c.d. Dollar Index (ossia l’indice rappresentativo del Dollaro v. un paniere di valute) si può osservare la configurazione di un doppio massimo da un punto di vista grafico. Tali indicazioni meramente tecniche spingono ad ipotizzare però ora la tenuta del’importante supporto a quota 1,25. A tal fine sarà importante verificare la tenuta dell’importante supporto anche dell’indice S&P500 a quota 740. Yen in deprezzamento nonostante il forte calo del listino giapponese. Verso Dollaro il cross è salito ai massimi da 12 settimane, con la prossima resistenza collocata a 96. Il supporto si colloca a 92,40. Verso Euro la resistenza si colloca in area 122-122,50.

Materie prime: forte calo del greggio Wti sulla scia del ribasso dei listini azionari. Contrastati i metalli industriali con il rialzo del rame (+2,6%) ed il calo dell’alluminio (-1,4%). Tra i preziosi calo dell’oro (-0,7%) nonostante le tensioni finanziarie in corso. Probabilmente gli operatori stanno prendendo profitto dopo il recente rapido rally delle quotazioni. Tra gli agricoli in calo il grano (-1,7%) per l’ottava volta nelle ultime 9 sessioni dopo che l’Egitto (principale importatore mondiale) ha acquistato grano russo anziché Usa.

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