Europa, buco kolossal: governi Ue esposti verso banche per 1310 mld

18 Novembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

In Europa gli aiuti pubblici alle banche hanno raggiunto un valore cumulato, al lordo dei rimborsi, pari a 1.931 miliardi di euro, 1.522 dei quali a titolo di garanzia (390 miliardi di euro sono ad oggi impegnati dal solo governo britannico). Per effetto di rimborsi, essenzialmente in Francia ed Olanda, e rinunce a garanzie nel Regno Unito, in Olanda ed in Svizzera, l’esposizione netta dei governi europei ammonta a 1.310 miliardi di euro, di cui 958 a titolo di garanzia. E’ quanto emerge dall’indagine Mediobanca R&S sul settore bancario internazionale.

******************

Nel primo semestre le principali banche europee hanno aumentato la redditivita’ e rafforzato il capitale. E’ quanto emerge dall’indagine R&S Medionanca su 18 banche del vecchio continente: i 16 maggiori istituti per totale attivo e i due maggiori gruppi italiani.

I CONTI
Nei primi sei mesi del 2010 l’utile netto aggregato delle 18 maggiori banche europee e’ cresciuto del 42.5% annuo a 40.5 miliardi. Nel periodo tutte le banche sono tornate all’utile. I ricavi sono saliti del 10.8% a 247.8 miliardi, con un’incidenza del margine di interesse scesa al 52.8% dal 55.3%.

Il secondo semestre del 2009 aveva segnato solo un lieve incremento sul primo del 2009 (+1,7%); su base annua, i ricavi del 2010 sarebbero pari a circa 495,5 miliardi e quindi superiori del 9,9% a quelli del 2009 che a loro volta avevano superato del 4,8% quelli del 2007 (assunti come livello precrisi).

PERDITE SUI CREDITI
Riduzione delle perdite su crediti, attestatesi a 45,1 miliardi di euro, in calo del 29% rispetto al primo semestre del 2009 (63,5 miliardi) e alla seconda meta’ del 2009 (63 miliardi); se confermato anche nella seconda meta’ del 2010, l’attuale volume di accantonamenti porterebbe ad un totale annuo prossimo ai 90 miiliardi del 2008. Significativo miglioramento del risultato netto che si assesta a 40,5 miliardi (+42,5% sul primo semestre 2009); il Roe annualizzato dei primi sei mesi del 2010 raggiunge il 9,1%, livello quasi doppio rispetto al 2009 (5,5%), dopo essere stato negativo sull’intero 2008 ed avere toccato il 15,3% nel 2007.

LEVA IN AUMENTO
La crescita dei mezzi propri (+ 27,3 miliardi, pari al +2,8% rispetto a dicembre 2009), non sufficiente a compensare l’espansione degli attivi, con conseguente aumento della leva (rapporto tra totale attivo tangibile e mezzi propri tangibili) da 28,8 volte a 30, comunque ben al di sotto dei massimi toccati a fine 2008 (45,2x).

AIUTI PUBBLICI
In Europa gli aiuti pubblici alle banche hanno raggiunto un valore cumulato, al lordo dei rimborsi, pari a 1.931 miliardi di euro, 1.522 dei quali a titolo di garanzia (390 miliardi di euro sono ad oggi impegnati dal solo governo britannico).

Per effetto di rimborsi, essenzialmente in Francia ed Olanda, e rinunce a garanzie nel Regno Unito, in Olanda ed in Svizzera, l’esposizione netta dei governi europei ammonta a 1.310 miliardi di euro, di cui 958 a titolo di garanzia.

CORE TIER 1, IN ITALIA SOTTO MEDIA UE
I coefficienti di solvibilita’ delle banche europee mostrano una marcata crescita tra 2008 e 2009, passando da 12,6% a 14,4% (medie semplici), per poi confermarsi a giugno 2010 sui medesimi livelli (14,5%).

Il panel italiano, comprese le due banche maggiori (Uncredit e Intesa SanPaolo, ndr), segna anch’esso un progresso, seppure piu’ modesto tra 2008 e 2009 (da 10,9% a 11,6%), realizzando poi un ulteriore incremento nel primo semestre del 2010 (11,9%).

L’apporto degli strumenti ibridi al Tier1 appare piu’ basso per le banche italiane, arrivando, al massimo, a contribuire per l’1,5% al total ratio, contro la media del 2% degli istituti europei, ma gia’ i valori di core Tier1 sono in Italia piu’ contenuti (UniCredit ed Intesa Sanpaolo sono rispettivamente all’8,4% e al 7,7%, contro il 9,7% della media europea, che comprende i due istituti italiani). Tra le banche europee che fanno maggiore ricorso agli strumenti innovativi di patrimonializzazione si annoverano: Credit Suisse (490 punti base), Deutsche Bank (380 punti base), UBS (340 punti base) e Barclays (320 punti base).

Il Tier1 delle banche italiane supera in un solo caso il 9% (UniCredit) e la media del panel e’ pari al 8,3% contro l’11,7% del campione europeo. Quanto all’apporto del patrimonio supplementare, Tier2, rappresentato tra l’altro da passivita’ subordinate a lunga scadenza e strumenti ibridi, il concorso nel campione italiano (circa 360 punti base) e’ superiore a quello dei maggiori istituti europei (280 punti base). Il core Tier1 (Tier1 al netto degli strumenti innovativi di capitale) e’ in Europa pari al 67% del total capital ratio, il 14% viene dagli strumenti innovativi di capitale ed il restante 19% dalle passivita’ subordinate e da altri strumenti ibridi. In Italia l’incidenza del core Tier 1 e’ appena piu’ bassa (63% del coefficiente complessivo).