Europa: Barclays ingloba Abn Amro

24 Aprile 2007, di Redazione Wall Street Italia

Nasce il secondo gruppo bancario europeo e il quinto nel mondo. La banca olandese Abn Amro e quella britannica Barclays hanno annunciato ieri la loro fusione, che dà vita a un colosso del valore di circa 67 miliardi di euro. I consigli di amministrazione delle due banche, si legge in una nota, raccomandano “l’operazione ai rispettivi azionisti”. Il soggetto che nascerà dalla fusione sarà chiamato Barclays Plc.
La fusione proposta “creerà servizi forti e competitivi per i clienti, con prodotti migliori e un’ampia distribuzione” e il gruppo genererà “un significativo e duraturo incremento degli utili per gli azionisti”, si legge nella nota. La futura banca potrà contare su 47 milioni di clienti, di cui circa il 90 per cento in sette mercati chiave, una delle migliori piattaforme al mondo per i pagamenti e le transazioni finanziarie, potrà contare su un investment banking leader nel risk management e nella finanza.
Barclays Plc avrà quartier generale ad Amsterdam, ma sarà regolata secondo le norme del diritto britannico, come già concordato fra la Fsa britannica e la Banca centrale olandese. Il gruppo avrà un unico board con guida operativa John Varley, attuale numero uno di Barclays. Inizialmente il consiglio sarà composto da dieci membri nominati da Barclays e nove da Abn.
L’offerta valorizza le azioni della banca olandese 36,25 euro per azione, considerando anche il dividendo che spetta agli azionisti. In aggiunta, compatibilmente con i tempi dell’operazione, gli azionisti olandesi beneficeranno anche del dividendo 2007 di Barclays. L’offerta prevede uno scambio azionario in base al quale i soci Abn riceveranno 3,225 azioni ordinarie Barclays per ogni azione posseduta e permetteranno agli attuali azionisti del gruppo inglese di avere il 52 per cento del nuovo gruppo e agli olandesi il 48 per cento.
La fusione “crea valore per gli azionisti”, afferma il numero uno della banca olandese, Rijkman Groenink, nella nota. “Questa fusione proposta è in linea con il nostro obiettivo strategico di creare valore per i nostri azionisti. Crediamo che la fusione con Barclays unirà le nostre forze complementari, creando valore di lungo termine per i nostri azionisti”, spiega il presidente di Abn Amro, aggiungendo “sono eccitato guardando alle opportunità che questa operazione porta e alla prossima fase del futuro di Abn Amro”.
La fusione dovrebbe concludersi, secondo le attese delle due banche, entro l’ultimo trimestre del 2007. Il documento di offerta sarà presentato a luglio, mentre le assemblee delle due banche si riuniranno ad agosto per dare il loro via libera alla proposta dei rispettivi board.
Abn Amro e Barclays stimano sinergie per circa 3,5 miliardi di euro al 2010, di cui circa l’80 per cento da costi. La fusione porterà però al taglio di 12.800 posti di lavoro, soprattutto al di fuori dell’Olanda.
Per la banca britannica, l’Italia è un “mercato estremamente forte” per il futuro della nuova banca, frutto dell’aggregazione. “Una delle vere attrattive per Barclays nella fusione con Abn Amro è la sua forza in Italia”, spiega Varley, aggiungendo che “sarà un mercato estremamente forte nel futuro”. La partecipazione in Capitalia, così come gli altri asset in Brasile sono “un forte fattore di crescita” per il gruppo che nasce dalla fusione, prosegue Varley, il quale esclude che possano essere cedute le attività sudamericane.
Abn Amro è il primo azionista di Capitalia con circa l’8,6 per cento e l’anno scorso ha comprato Banca Antonveneta.