EUROPA: ARRIVANO LE BAD BANKS IN GERMANIA

21 Aprile 2009, di Redazione Wall Street Italia

*Questo documento e’ stato preparato da MPS Capital Services ed e’ rivolto esclusivamente ad investitori istituzionali ovvero ad operatori e clientela professionale ai sensi dell’allegato n.3 al
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(WSI) – Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono scesi su tutta la curva, con il differenziale 2-10 anni sceso a 176 pb dai precedenti 180. Torna sopra i 110 pb il differenziale sul decennale Italia-Germania, mentre sul monetario il tasso Euribor tre mesi resta fermo a 1.40, con lo spread con l’Eonia swap di pari scadenza in calo a 55 pb da 59. Il banchiere centrale austriaco, Nowotny, ieri ha dichiarato che la Bce deve considerare altri provvedimenti da adottare quando i tassi di riferimento raggiungeranno il minimo. Nowotny ha inoltre aggiunto che è molto importante considerare oltre al tasso di riferimento anche il tasso sui depositi che deve avere un valore positivo, precisando che sarebbe opportuno non portare il tasso base sotto l’1%.

Relativamente all’acquisto di titoli corporate, il banchiere austriaco ha dichiarato che c’è una forte discussione a proposito, ma che forse potrebbe essere un argomento da trattare in seguito. In Svezia la banca centrale ha ridotto il tasso di riferimento di 50 pb, portandolo allo 0,5%. Sul fronte finanziario segnaliamo che la principale banca irlandese, Allied Irish Bank, ha dichiarato di essere pronta ad una ricapitalizzazione dopo la conclusione degli stress test, affermando di aver concordato con il governo un aumento di capitale da 1,5Mld€, ottenuti in parte vendendo asset. In Germania un portavoce del governo tedesco ha dichiarato che il governo si è accordato, in linea di principio, a creare diverse bad banks che dovrebbero gestire gli asset illiquidi. È’ attesa per oggi la riunione finale che deciderà il funzionamento del piano. Dal lato macro invece è attesa la pubblicazione dell’indice Zew di aprile. Sul decennale la resistenza è confermata al 3,15%, mentre il supporto passa per 3%. Negli Usa tassi di mercato in calo sulla scia delle marcate perdite sui mercati azionari causati ancora una volta dalle performance molto negative del comparto finanziario.

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La trimestrale di Bank of America, pur evidenziando un utile del primo trimestre (concluso il 31 marzo) pari a 4,25Mld$ (rispetto a 1,21Mld$ del quarto trimestre), è stata fortemente penalizzata in borsa con un calo di circa il 24%. Gli operatori si sono focalizzati sulle prospettive ancora non positive delineate dall’ad Lewis che ha testualmente dichiarato:”il credito…eventualmente peggiorerà prima di stabilizzarsi e migliorare”. Bofa ha infatti proceduto ad un accantonamento per circa 13Mld$ per rischi di perdite su crediti. Il rialzo degli utili è stato determinato in parte dalla divisione brokerage di Merrill Lynch, in parte dalle commissioni sulle operazioni di rifinanziamento dei mutui ed infine in parte (2,2Mld$) dal calo dei valori di note strutturate emesse da Merrill Lynch.

Il clima negativo sul comparto finanziario ha coinvolto tutte le principali banche Usa, in seguito anche alla diffusione di un’indiscrezione (poi smentita dall’amministrazione Usa) secondo cui gli stress test mostrerebbero diversi istituti tecnicamente insolventi. Il prossimo 24 aprile la Fed fornirà le note metodologiche sulla base delle quali sono stati condotti gli stress test, il cui risultato dovrebbe essere pubblicato il 4 maggio. L’andamento dei mercati azionari ha influenzato tutte le principali attività più rischiose, con un allargamento degli spread su titoli corporate e su titoli dei paesi emergenti (Embi+ spread passato da 545 a 568 pb). Nel breve continua la fase laterale di oscillazione dei tassi decennali con supporto a quota 2,70%.

Valute: Dollaro in apprezzamento verso Euro in seguito sia al calo dei listini azionari sia alla prosecuzione del dibattito in ambito Bce sulla tipologia delle manovre non convenzionali da adottare oltre che sulla necessità o meno di portare il tasso di riferimento al di sotto della soglia del’1%. Tale clima di incertezza insieme alla possibile prosecuzione delle prese di profitto sui mercati azionari, potrebbero consentire la prosecuzione della fase di apprezzamento del biglietto verde nei prossimi giorni. Nel breve primo supporto a 1,2835. Apprezzamento dello Yen sulla scia dell’incremento dell’avversione al rischio. Verso Euro il cross ha raggiunto l’area di supporto 126,40-126. Diventa importante la tenuta di tale livello poiché la discesa al di sotto di tale supporto darebbe luogo ad una figura tecnica di ‘doppio massimo’, con target ribassista teorico in area 120.

Materie prime: le tensioni sui mercati ed il marcato apprezzamento del Dollaro hanno innescato forti ribassi tra le materie prime ad eccezione dei metalli preziosi, oggetto di acquisti in ottica di ricerca di beni rifugio. L’oro ha guadagnato il 2,3% e l’argento il 2,7%. Crollo di circa il 9% per il greggio Wti con il contratto con scadenza maggio che termina le contrattazioni oggi. Le pesanti vendite hanno comunque coinvolto anche i contratti con scadenze successive. Marcati ribassi tra gli industriali con perdite comprese tra il 6,5% (piombo) ed il 3,2% (alluminio). Negativi anche gli agricoli guidati dal grano (-3,4%).

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