Europa ancora senza accordo: in continuo rialzo i periferici

18 Luglio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: in area Euro la sessione di venerdì si è conclusa con tassi di mercato in calo e spread sui periferici in rialzo in attesa della pubblicazione degli stress test. La sessione odierna si è aperta con focus sul tema debito su entrambe le sponde dell’oceano.

In area Euro si registra questa mattina un forte rialzo degli spread sui periferici. Il differenziale Italia-Germania si è portato ad un nuovo record a 320 pb, la Spagna a 360 pb.

Il tema del debito continua ad essere al centro dell’attenzione degli operatori dopo l’assenza di un accordo successivo all’ennesimo incontro tenutosi nel corso del week end a Roma tra un gruppo di banche detentrici di bond greci ed esponenti Ue.

Il presidente della Ue Van Rompuy lo scorso venerdì ha convocato per il prossimo giovedì un incontro tra i leader ed i capi di stato dell’area Euro per discutere “della stabilità finanziaria dell’area Euro e del futuro del programma di finanziamento alla Grecia”.

La cancelliera Merkel nel corso del week end ha dichiarato che prenderà parte a tale incontro solo se si arriverà ad un accordo preliminare sul tema del debito greco che contempli la partecipazione del settore privato.

Trichet, dal canto suo, in un’intervista pubblicata da Ft Deutscheland, ha ribadito che la Bce non accetterà titoli di paesi in default. Trichet ha inoltre aggiunto che il fondo Efsf potrebbe essere usato in un modo più flessibile e che la Bce al momento non è a favore di eurobond.

Nel frattempo lo scorso venerdì sono stati pubblicati i risultati degli stress test che hanno bocciato 8 banche su 90, di cui due greche, una austriaca e cinque spagnole. La banca tedesca Helaba all’ultimo momento si è ritirata.

Negli Usa il week end si è concluso ancora una volta senza un accordo tra repubblicani e democratici sul tema dell’innalzamento del tetto del debito. In alcun interventi sia televisivi sia radiofonici, sia i presidente Obama sia il White House budget director Jacob Lew, hanno richiamato l’attenzione sui gravi rischi che un default sul debito comporterebbe. Obama aveva fatto pressioni per un accordo ampio sul tema del rientro del deficit pluriennale, ricevendo invece l’offerta repubblicana per un accordo ridimensionato e limitato a soli tagli della spesa.

Formalmente domani la camera voterà una proposta repubblicana di innalzamento del tetto del debito di 2400 Mld$ corredata da una proposta di taglio della spesa. La maggioranza repubblicana dovrebbe garantire l’approvazione alla camera ma al senato (con maggioranza democratica) verosimilmente tale proposta verrà bocciata. Di conseguenza va prendendo piede la proposta del senatore McConnel di conferire ad Obama l’autorità di alzare il tetto del debito in tre tranche senza bisogno dell’approvazione del Congresso, che potrebbe bloccare il presidente solo con una maggioranza dei due terzi, in cambio di un piano di risparmi di soli 1000Mld$.

Sul fronte macro, a giugno si è registrato il primo calo mensile dei prezzi al consumo nell’ultimo anno, sebbene il tendenziale dell’indice core sia passato da 1,5% a 1,6%. La fiducia dei consumatori preliminare di luglio è arrivata ai minimi di aprile 2009.

Valute: euro in deprezzamento durante la mattinata sulla scia del calo dei listini azionari. Le tensioni sui paesi periferici non sembrano arrestarsi e gli operatori preferiscono alleggerire le posizioni in euro in vista della riunione di giovedì prossimo. Primo supporto nel breve in corrispondenza di 1,3950. Prima resistenza in area 1,43.

Il dollaro/yen continua a posizionarsi in prossimità dei minimi da metà marzo, favorito dalla debolezza generale del biglietto verde. Per questa settimana l’area di supporto si colloca in prossimità di 78,50-78. Secondo la Cftc la scorsa settimana gli speculatori hanno raddoppiato l’ammontare delle posizioni che puntano ad un apprezzamento dello yen nei confronti del dollaro. Verso euro, questa settimana lo yen trova un livello importante di supporto presso 109,60, la resistenza passa da 113.

Materie Prime: chiusura di settimana positiva per la maggior parte delle commodity con l’indice GSCI ER in rialzo dello 0,8%. In evidenza il settore energetico guidato dal gas naturale (+3,8%) e dal greggio Wti (+1,6%). Tra i metalli industriali in evidenza il piombo (+1,6%), mentre tra i preziosi l’argento è salito dell’1%.

Questa mattina l’oro ha messo a segno un nuovo record presso i 1600$/oncia. Tra gli agricoli venerdì il migliore è stato il mais (+1,5%). Gli ultimi dati della Cftc evidenziano un rialzo delle posizioni rialziste totali degli speculatori nel corso dell’ultima settimana.

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