Eurolandia, recessione verso la fine?

24 Luglio 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Si moltiplicano i segnali di ripresa per Eurolandia con gli analisti che, da più parti, interpretano i dati macro pubblicati di recente come indicatori più o meno certi che il peggio è alle spalle e, di conseguenza, la recessione è vicina alla fine.

Tra i dati macro che fanno ben sperare, la pubblicazione odierna dell’indice Pmi francese che, nel mese di luglio, ha raggiunto i massimi da due anni. Nel dettaglio, nel mese di luglio l’indice ha segnato un progresso a 49,8 punti dai 48,4 del mese precedente contro un consensus che era fermo a 48,8.

Meglio ha fatto la Germania: l’indice dei direttori di acquisto del settore manifatturiero (Pmi) è salito oltre la soglia dei 50 punti, che separa la fase di espansione da quella di contrazione dell’economia. Un livello sopra i 50 punti non si vedeva dallo scorso febbraio scorso. La lettura preliminare di luglio vede infatti un progresso a 50,3 punti dai 48,6 del mese precedente a fronte del 49,4 stimato dal mercato.

La serie di dati macro odierni sono arrivati all’indomani della pubblicazione del Pil spagnolo, che ha indicato per il secondo trimestre una fase di contrazione dell’economia anche se ad un ritmo inferiore alle stime: tra aprile e giugno, il Prodotto Interno Lordo su base trimestrale è sceso dello 0,1% a fronte del -0,5% dei primi tre mesi dell’anno.

“I dati economici odierni suggeriscono che l’economia dell’area euro sta finalmente emergendo dalla recessione. L’indice del PMI composito è salito più del previsto (+1,7 punti a 50,4), con le economie periferiche che stanno mostrando miglioramenti significativi. Inoltre, l’ultima indagine sul credito bancario firmato dalla BCE mostra che le banche continuano a stringere i loro standard sui prestiti anche se a un ritmo più lento rispetto alle indagini precedenti. Segno che le preoccupazioni per l’economia e le possibili insolvenze stanno svanendo. Ciò darebbe un notevole impulso all’economia nei prossimi mesi”, scrive un analista di Jp Morgan.

Tra i commentatori qualche voce si alza fuori dal coro, tuttavia. Tra cui quella dell’editorialista della sezione economica del Guardian. Secondo Larry Elliott sebbene i dati sul Pmi siano in miglioramento da cinque mesi e che il numero di licenziamenti stia calando è troppo presto per festeggiare”. “Già in passato l’indice ha creato facili illusioni e inoltre siamo ancora lontani dal segnale circa un periodo di crescita duratura davanti a noi”.

Come se non bastasse, gli ostacoli da superare in Eurozona sono ancora tanti. “I programmi di austerity – nonostante siano stati alleggeriti – continueranno a pesare sulla crescita”. Le ultime cifre sui prestiti delle banche alle aziende sono la prova che “le imprese fanno ancora fatica a finanziarsi per investire. E le spese al consumo rimarranno fiacche finché la disoccupazione resterà sopra il 12% e fino a quando i prezzi delle case continueranno a scendere”.