Euro/usd: livelli e temi da monitorare

17 Gennaio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Sembra che dopo le aste di bond europei andate a buon fine settimana scorsa, sia tornata, almeno per il momento, più fiducia sull’euro. Ma fiducia è la parola corretta da utilizzare? Noi crediamo che questo sia più che altro uno stemperamento momentaneo delle tensioni che si sono vissute sul finire del 2010 e durante queste prime due settimane dell’anno.

Come diciamo da tempo, uno dei veri e propri market movers (non solo sull’euro ma anche su altri mercati, in quanto ha determinato le condizioni di appetito per/avversione al rischio) che è stato in grado di fare da driver per i mercati in generale, sono state le condizioni del mercato del credito.

Nel momento in cui gli spreads tra i rendimenti dei Paesi periferici ed il benchmark tedesco si riducono infatti, l’euro viene acquistato. Questa idea ci viene confermata dal fatto che, l’eurofranco, sotto particolare pressione dallo scorso dicembre, è riuscito a rialzare la testa andando a sfiorare quota 1.3000, dopo che ha tentato più volte di rompere a ribasso quota 1.2400, livello di soglia oltre il quale è presente il baratro, che può portare la quotazione a livelli mai visti prima d’ora.

Se a questo aggiungiamo le parole di Trichet, che si è presentato ai giornalisti di tutto il mondo, giovedì scorso, con un tono più hawkish del solito, il gioco è fatto. Le prospettive di rialzo dei tassi in zona euro si rendono infatti più concrete rispetto a quelle che vedono possibili rialzi negli States, che non dovrebbero alzarli ancora per molto tempo.

Qualche analista, come detto settimana scorsa, comincia ad ipotizzare dei ritocchi all’insù di 25 punti base già nella seconda parte dell’anno, e non dobbiamo dimenticare che di fronte a tassi vicini allo zero dappertutto, questo potrebbe far si che la moneta unica europea, di fronte ad un’economia americana ancora in stallo, che tra l’altro continua a mostrare dati misti sull’occupazione e dati non buoni sul settore immobiliare, possa effettivamente provare a salire e a rompere livelli importanti di medio periodo che potrebbero riaprire la strada verso i massimi relativi di novembre.

Attualmente però crediamo che sia troppo presto per riuscire ad effettuare previsioni di così lungo termine, in quanto i nodi venutisi a creare al pettine sono tanti e non possono essere sciolti così facilmente, o meglio, non possono considerarsi risolti in così breve tempo.

EurJpy – grafico 240 minuti

Un appuntamento cui sarà importante fare attenzione sarà senza dubbio il meeting che si terrà oggi alle 17 ora italiana, quando i ministri finanziari dell’area euro si incontreranno a Bruxelles, per discutere del fondo salva stati che è stato istituito.

Non dovrebbero essere riviste a rialzo le quantità di denaro che si metteranno a disposizione, ma si potrebbe ragionare su una migliore qualità delle garanzie sovrane (rating tripla A) che conferirebbero all’EFSF maggiore capacità di effettuare prestiti sicuri ai Paesi in difficoltà.

Un ultimo fatto degno di nota riguarda la sempre maggior guardata Cina, che ha alzato ulteriormente i coefficienti di riserva che devono essere accantonati dalle banche nel momento in cui effettuano dei prestiti, per controllare l’erogazione del credito al consumo dopo che le pressioni inflazionistiche hanno raggiunto i massimi degli ultimi 28 mesi a novembre, portandosi a +5.1% e le aspettative di continui aumenti di esse risultano concrete, aumenti che andrebbero ad erodere il potere di acquisto dei cinesi (per i quali è atteso un rialzo dei salari nell’ordine dell’8% durante il 2011).

Passiamo alla consueta sezione di analisi tecnica, in questo primo giorno della settimana, cominciando come sempre dall’eurodollaro.

Grazie al movimento compiuto dal cambio nell’ultima giornata di scambi della settimana scorsa sappiamo che il livello di resistenza a 1.3430, come immaginato, rappresenta un ruolo fondamentale per una continuazione di quella tendenza rialzista a cui abbiamo assistito dalla riapertura dei mercati esattamente una settimana fa.

I prezzi infatti venerdì hanno, seppur di poco, superato questa area statica di resistenza per poi ripiegare di una figura abbondante. Oltre a questa area chiave, che poi graficamente è possibile allargare sino a 1.35 grazie al picco di massimo degli ultimi due mesi visto lo scorso 14 dicembre, è possibile individuare un supporto interessante: questo è suggerito dalle estensioni ribassiste delle ultime ore di scambi, tutte più o meno giunte sino a 1.3315-20.

L’eurodollaro in flessione ha permesso al UsdJpy di risalire qualche punto, sufficiente a riportarsi a distanza utile per una definitiva inversione (che per l’ennesima volta ricordiamo essere, ovviamente secondo noi, dipendente dal superamento giornaliero dei prezzi della media mobile esponenziale a 100 periodi, 83.65). il precedente livello di supporto nel breve, visto a 82.65 per tutta la settimana scorsa, è stato sul finire oltrepassato di qualche punto allargando di fatto l’area di supporto ma non cambiando lo scenario di fondo: il cambio si trova ancora particolarmente immobile in attesa di un evento che scateni una ripresa di un qualunque trend.

Il cambio EurJpy, beneficiando dell’alternarsi fra discesa e salita dei due tassi di cambio a cui è collegato, continua a rimanere piuttosto comprato dal mercato. Raggiunto un picco di massimo a 111 figura, la live flessione delle ultime ore sembra poter condurre i prezzi sino al minimo di 110.10 (confermato da un picco di massimo di qualche giorno fa, coincidente con il minimo della notte di venerdì) prima, magari, di continuare la propria strada segnata in salita dal movimento di breakout visto giovedì dopo due mesi di ferreo rispetto del trend discendente.

Anche il cable, per qualche punto non giunto al massimo degli ultimi due mesi, ha confermato un livello di resistenza piuttosto preciso, 1.5885. Questo deve essere necessariamente considerato per il trading nell’immediato, in quanto capace di riportare i prezzi a 1.5930, il 61.8% di ritracciamento di Fibonacci del lungo movimento ribassista compiuto dal cambio da 1.63 a 1.5350 e vero ultimo livello di resistenza prima di un ritorno del cambio al punto di partenza.

Vediamo ora il cambio EurGbp, che dopo la ripresa della volatilità giovedì mattina, con il superamento di 0.8340, ha ripreso nelle ultime ore un movimento laterale. Potrebbe risultare importante il supporto di 0.8390 nell’immediato, per la coincidenza di un minimo precedente con la media di breve (21 periodi exp) su grafico a 4 ore.

Forse il cambio GbpJpy ha iniziato quell’attacco finale all’oramai famoso doppio massimo di 133 figura. Importante affinché questo obiettivo non fallisca, almeno nell’immediato, è che i prezzi non tornino al di sotto di quell’importante area di supporto a 130.30.

Il franco, complice un euro in flessione dai picchi di venerdì, ha potuto apprezzarsi nuovamente di più di una figura. Questo per il momento non sembra impensierire il movimento di ripresa evidenziato con lo spunto rialzista della scorsa settimana, innescatosi al di sopra di quella che era la resistenza chiave e che ora, ovviamente, diventa il punto di svolta qualora nuovamente oltrepassato (1.2720).

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