Euro sulle montagne russe. Cosa deve fare il trader?

21 Dicembre 2012, di Redazione Wall Street Italia

Legnano – Il mercato è, nella sua più banale definizione, il luogo di incontro tra compratori e venditori i quali attraverso un mezzo di scambio acquistano e vendono beni e servizi.

Queste due entità, ridotte alle unità più elementari, non sono altro che persone e come tali portatrici di sentimenti che inevitabilmente incidono sulle scelte alla base dei processi di compravendita, senza i quali – i sentimenti – non potrebbero esistere neanche i mercati così come li concepiamo.

Facciamo questa breve e accademica premessa nient’altro che per descrivere i giorni di mercato ai quali stiamo assistendo: giorni dominati da quello che in senso lato possiamo definire “timore” che in maniera consequenziale genera indecisione che a sua volta rende le dinamiche dei prezzi non chiare, non univoche, non direzionali, e in definitiva caratterizzate da movimenti uguali e contrari da un lato e poi dall’altro.

Emblematico è il caso dell’Eurodollaro, passato nell’arco di tre giorni dal breakout di 1,32 fino ad arrivare a 1,33, dal totale ritracciamento fino di nuovo a 1,32 e, ancora, ritorno a 1,33 e dietrofront a 1,32. Questo complica terribilmente l’ottica del trader che non avesse e si fosse adattato a questa fase di mercato, appunto dominata (più che alte volte) da ventate di ottimismo e altrettante di panico.

Queste sono in gran parte dettate dal vero market mover di questo finale di 2012, e cioè l’ormai famigerato “fiscal cliff” che tiene banco negli Stati Uniti e tiene naturalmente col fiato sospeso il mondo intero, data l’importanza dell’attore coinvolto. L’altro ieri le due parti coinvolte nella negoziazione, l’amministrazione Democratica e la Camera Repubblicana, sono apparse ancora estremamente distanti sul piano da adottare per scongiurare il pericolo, sul fallimento del cosiddetto “Plan B” dei repubblicani, per il quale l’incremento delle tasse colpirebbe solo coloro i quali dichiarano più di un milione di dollari di reddito annuale.

Oggi perciò in questo senso potrebbero non esserci novità e verosimilmente le trattative riprenderanno non prima del 27 Dicembre, fermo restando che sia Obama e che Boehner vogliono concludere il discorso entro il 2012.

Lo stallo sul fiscal cliff ha perciò portato indecisione sul mercato, con le Borse europee assolutamente piatte così come quelle americane, che hanno poi stornato nel finale. La Borsa di Tokyo sta invece per archiviare la peggior seduta da oltre un mese, favorita anche dalla delusione per la tecnicalità del nuovo stimolo monetario per 10mila miliardi di yen da parte della Bank of Japan, con effetti evidenti di forza dello yen.

L’unico market mover quest’oggi in grado di generare volatilità per di breve è rappresentato dal dato Usa sugli Ordinativi di Beni Durevoli, in quella che potrebbe essere una giornata ancora dominata da assenza di direzionalità con probabili test di punti statici significativi per potenziali rotture che tuttavia non dovrebbero palesarsi, mentre restano da seguire quelle già avvenute e di estremo interesse sui metalli preziosi oro e argento di cui parleremo a breve nella sezione tecnica.

EurUsd

Come scritto sopra, il cambio principe e salito sulle “montagne russe” facendoci assistere a movimenti potenti al rialzo ma, in maniera esattamente proporzionale, anche al ribasso. Sul grafico giornaliero resta ancora potenzialmente valido il pattern di divergenza ribassista con l’oscillatore stocastico, avvalorato solo da un superamento al ribasso di 1,3180 per approdi almeno a 1,3015 ed estensione a 1,2880. Un ulteriore setup di 123 bullish di Ross porterebbe un’ulteriore conferma. Diventa decisivo allo scopo il pullback sulla media a 21 periodi del grafico a 4 ore che, di contro, potrebbe far ripartire il movimento al rialzo per 1,3240 e 1,33.

UsdJpy

Ribadiamo di nuovo l’ancora potenziale divergenza ribassista sul grafico daily, che potrebbe manifestarsi a partire dalla violazione di 83,80 con primo target a 82,85. Restano altrettanto chiari i livelli al rialzo, rappresentati da 84,45 e 84,65.

EurJpy

In maniera molto simile ai cambi originari eur/usd e usd/jpy, e questo è estremamente avvalorante per il cross euro yen che ne deriva, assistiamo alla formazione di una divergenza ribassista sul grafico giornaliero che appare ancora lontana per un segnale di prezzo; il primo valido in questo senso è infatti rappresentato da 110, con possibilità di un timing più aggressivo in area 110,50. Da controaltare la formazione di un pennant rialzista, ben visibile su 4h e orario, porterebbe alla ripresa dei massimi tradabile al superamento del pivot pint a 111,60.

GbpUsd

La divergenza ribassista che ieri evidenziavamo sul grafico a 4 ore ha trovato una fiera opposizione della media a 21 periodi, la quale risulta significativa in ottica di pullback e ripresa dei massimi e ottimale per ingressi long, da stoppare per dei reverse alla sua mancata tenuta con target preciso a 1,6220.

AudUsd

Continua a mostrare segni di cedimento il dollaro australiano che nella notte ha stornato in manier importante ed è andato a riprendere l’importante supporto a 1,0440, punto di transito della media a 200 periodi sul grafico a 4 ore. Buono perciò questo livello come punto di rebound verso 1,0465 (in estensione a 1,0490), e possibilità di breakout ribassista verso 1,0390.

XauUsd

Da manuale l’analisi tecnica effettuata sull’oro che ha dimostrato grande tecnicalità nel grafico. Rottura precisa della trendline rialzista di lungo periodo e contestuale media semplice a 200 periodi del grafico giornaliero a 1660. Il movimento innescatosi è stato perciò forte e veloce e ha portato il metallo giallo fino a 1635 dollari l’oncia. I fisiologici ritracciamenti derivanti da prese di profitto potrebbero portare a pullback della media a 21 sul grafico orario e ripresa dei minimi sotto 1640 verso 1625.

UsOil

Resta molto precisa anche la price action del WTI il cui movimento rialzista si è arrestato perfettamente sul precedente massimo relativo a 90,40. Significativo il test della media a 21 sul 4 ore per l’ennesimo tentativo di ripresa dei massimi e potenziali break rialzisti verso 93,50. 88,70 e 86,90 ancora i riferimenti al ribasso.

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