Euro stabile in attesa di rotture per individuare scenari futuri

20 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Legnano – Ci ritroviamo anche in questa fredda mattina d’inverno di fronte agli screen, cercando di radiografare le price action di mercato che sono rimaste contenute all’interno di livelli abbastanza precisi e che ci stanno fornendo dei punti di attenzione abbastanza precisi, che tra poco andremo ad analizzare insieme.

Dal punto di vista macroeconomico non abbiamo grosse novità se non qualche dato di second’ordine per quanto riguarda le reazioni di mercato e le parole di due presidenti italiani, Draghi, quello della BCE e Napolitano, quello della Repubblica che sono intervenuti sulla scena internazionale, senza tuttavia andare a sconvolgere gli animi di analisti ed investitori.

Il primo si è pronunciato di fronte all’Europarlamento sull’anno 2012, definendolo “difficile per le banche”. Ha inoltre aggiunto parole di sostegno per l’unione monetaria, classificando l’euro come irreversibile ed ha affrontato anche il discorso spread, che molto probabilmente non torneranno mai ai livelli pre-crisi (anche se probabilmente il mercato, secondo il numero uno dell’istituto di Francoforte, sta sovrastimando i diversi rischi-Paese) oltre a quello sulle agenzie di rating, da cui occorre diminuire la dipendenza quando si tratta di scelte di investimento (secondo Draghi, il giudizio da loro espresso dovrebbe essere soltanto uno dei tanti fattori da analizzare che motivano la scelta di acquistare o di vendere un asset).

Si è poi affrontato il discorso più caldo ed importante, quello relativo al ruolo di prestatore di ultima istanza (in sostanza, prestare denaro quando nessun altro lo fa). Ribadendo che il Trattato Ue vieta la finanza monetaria il presidente Draghi ha difatti chiuso le porte a qualsiasi futura possibilità che la BCE assuma il tanto discusso ruolo e ha aggiunto di ritenere, a titolo personale, che qualsiasi mossa diversa da parte della banca centrale (in materia di prestiti) andrebbe ad inficiare la credibilità dell’istituto.

In ultimo, si è parlato anche delle ricapitalizzazioni relative al mondo bancario, che avrebbero dovuto essere state messe in pratica dopo che il Fondo Salva Stati fosse stato completamente operativo e che il raggiungimento delle percentuali di accantonamento necessarie non devono in alcun modo andare ad impattare negativamente sul’erogazione di credito ad imprese e famiglie, obiettivo che ci si è prefissati di raggiungere grazie alla disposizione di aste a 36 mesi con accettazione di collaterale anche più “scadente” (passateci il termine) da parte della BCE che secondo Draghi forniranno buona liquidità al sistema.

Anche il Presidente Napolitano si è espresso sull’euro, dichiarando che non è concepibile un’uscita dall’unione monetaria (ci mancherebbe che dicesse il contrario). Tante belle parole, ma un nulla di fatto sul tavolo, che si trasforma in una fase di attesa del mercato.

I livelli accennati in apertura sono molto simili a quelli visti ieri. L’EurUsd si stia mantenendo ancora all’interno del canale laterale individuabile tra 1.2980 e 1.3050, livelli che devono essere rotti per far si che aumenti la volatilità e si possano raggiungere rispettivamente i minimi relativi di 1.2945, dove dovremo valutare la possibilità di una rottura che porterebbe a 1.2875 o un’ulteriore fase di accumulazione ed il livello di 1.3100, che se rotto aprirebbe le strade ad un recupero in area 1.3200.

Per quanto concerne UsdJpy, il cambio risulta essere abbastanza volatile, nonostante si stia muovendo all’interno di una manciata di punti. Le resistenze sono poste a 78.10 e 78.20 (che franano la corsa verso 78.50, ultimo baluardo prima del 79.00), mentre i livelli di supporto possono essere ritrovati a 77.80.

Guardare un grafico di EurJpy stamattina sembra come interpretare un cardiogramma piatto. Si spera che da un momento all’altro la linea piatta si riprenda ed il bip continuo ricominci ad andare ad intermittenza. Un break out infatti potrebbe essere possibile, se rotti i punti di minimo e di massimo della notte. Attenzione che questi movimenti potrebbero esaurirsi in prossimità dei confini più importanti del trading range più ampio, passanti a 101.00 e 101.65/80.

Come ci aspettavamo sul cable stiamo assistendo ad una riduzione della volatilità e la price action mostra, su un grafico orario, una serie di minimi crescenti, accompagnati da massimi decrescenti. Anche qui possiamo aspettarci degli aumenti di volatilità che possono portare le quotazione ai livelli evidenziati sul grafico in pagina (per chi non lo vedesse, l’area tra 1.5550/60 a rialzo, area di forte resistenza, 1.5490 in primis seguito da 1.5470 a ribasso).Solo la rottura dei confini ultimi indicati potrebbe far partire qualche movimento direzionale.

Per quanto concerne il UsdChf potremmo fare il copia e incolla di quello che abbiamo scritto ieri. Anzi, lo facciamo. Dopo la forte salita del franco di settimana scorsa, il cambio sembra aver trovato i livelli di supporto in area 0.9345/50. Questi i punti da superare per accelerare di una cinquantina di punti, mentre 0.9400 (livello molto vicino ai prezzi attuali) risulta essere un ottimo livello di resistenza, che potrebbe inibire le salite verso 0.9500.

Per quanto riguarda EurChf ci siamo mantenuti sotto il livello di 1.2200, resistenza per la giornata di oggi, mentre i minimi sono stati fatti in area 1.2170. La rottura a ribasso porterebbe a 1.2125, mentre a rialzo sembra poter esserci spazio fino a 1.2230 per ora, non di più.

L’AudUsd sta creando una serie importante di massimi e minimi decrescenti che ci suggeriscono l’area tra 0.9950 e 0.9960 come livello di resistenza e 0.9870 come livello di supporto. Anche gli stocastici sono in ipercomprato, questo potrebbe far sgonfiare un po’ i prezzi. La parità risulta il livello di resistenza più importante, da considerare anche per il trading multiday.

Concludiamo con UsdCad, dove la divergenza ribassista individuata ieri sullo stocastico 10-6-3 applicato ad un grafico orario ha dato i suoi frutti ed ha raggiunto l’obiettivo ipotizzato, fermandosi in area 1.0335. Anche qui si sta stringendo la volatilità e la rottura di 1.0390 a rialzo e di 1.0335 a ribasso aprirebbero le strade a 1.0420 e 1.03 figura.

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