EURO: SEDUTA IN ALTALENA PER LA MONETA COMUNITARIA

24 Febbraio 2005, di Redazione Wall Street Italia

(ANSA) – ROMA, 24 feb – Seduta in altalena per l’euro, scambiato ora poco sopra quota 1,32 dopo essere risalito dal minimo di seduta di 1,3176. La moneta unica aveva aperto stamane la seduta a passo di carica, spingendosi fino a un massimo di seduta di 1,3270, approfittando dell’indebolimento del dollaro determinato dall’orientamento sui tassi ancora sibillino della Federal Reserve.

I mercati attendono di sapere infatti se la Banca centrale Usa intenda accelerare nel processo rialzista dei tassi ‘a ritmo moderato’ in cui è finora impegnata. Ma il rebus non è stato sciolto neppure ieri, in seguito alla pubblicazione delle minute dell’ultima riunione. L’istituto guidato da Greenspan si è infatti tenuto sulle generali limitandosi a rilevare che attualmente i tassi di interesse sono bassi per mantenere la stabilità dei prezzi, ma che in ogni caso le decisioni su eventuali rialzi dipenderanno dai prossimi dati macroeconomici.

La rimonta del dollaro, che ha spinto l’euro sotto quota 1,32, è invece avvenuta nel primo pomeriggio dopo la comunicazione di due dati congiunturali Usa importanti quali gli ordini di beni durevoli a gennaio e le richieste settimanali di sussidio disoccupazione.

Gli ordini di beni durevoli negli Stati Uniti nel mese di gennaio hanno segnato un calo dello 0,9%, inferiore alle stime degli analisti che puntavano su un +0,1%, ma al netto della voce trasporti l’indice ha evidenziato un incremento dello 0,8%, superiore alle attese, sulla spinta degli ordini per apparecchiature e componenti elettriche, che hanno segnato la crescita record del 13%, e dell’ aumento della spesa da parte della Difesa Usa. In particolare gli ordinativi di aerei militari sono aumentati del 57% dal +40% di dicembre.

Quanto alle richieste di sussidio disoccupazione, sono aumentate di 9.000 unità, a quota 312.000, contro le previsioni degli analisti che si attendevano un incremento più modesto (a 309.000). La media di richieste su quattro settimane è tuttavia scesa a 308.750, il livello più basso dall’inizio di novembre del 2000, contro 312.000 precedenti.

“I dati a prima vista sembrano deboli, ma se li valuti nei dettagli sono invece positivi” osserva Greg Anderson, esperto di cambi a ABN AMRO a Chicago. Inoltre, a supporto del biglietto verde gioca l’attesa di un dato migliore della prima stima relativamente al pil Usa del quarto trimestre 2004 che sarà reso noto domani. Da segnalare oggi la giornata negativa dello yen che sconta la corsa del prezzo del greggio (oggi arrivato fino a 52 dollari).

Il Giappone è infatti fortemente dipendente dalle importazioni di greggio e si teme dunque che il caro-petrolio possa ulteriormente indebolire un’economia che nell’ultimo trimestre 2004 ha segnato una battuta d’arresto. Lo yen si attesta dunque a 105,43 contro dollaro da 104,83 di ieri e a 139,05 contro euro da 138,54 di ieri. (ANSA).