EURO RISCHIA DI SCIVOLARE FINO A 1,25 USD ENTRO IL MESE DI MAGGIO

5 Maggio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) –Tassi di interesse: dopo le notizie inerenti la possibile insufficienza del finanziamento accordato alla Grecia da Eu-Fmi (110 Mld€ contro i 120-150 Mld€ stimati da alcuni esperti) e la possibilità di non riuscire a rispettare il piano di austerità da parte di Atene, ieri i mercati hanno visto un forte calo dei listini azionari ed un allargamento degli spread dei periferici.

Ad accentuare le tensioni hanno contribuito le voci, poi smentite da Zapatero e dal Fmi, di una richiesta spagnola di un finanziamento di 280 Mld€ al Fmi. Lo spread sul decennale Spagna-Germania è salito in mattinata attestandosi sopra i 120 pb da 115 di ieri, mentre l’indice azionario Ibex ha perso oltre il 5%.

Il timore dell’effetto contagio si sta riflettendo in un marcato appiattimento delle curve dei tassi governativi dei paesi periferici sul segmento 2-10 anni, per effetto principalmente di un rialzo dei tassi biennali.

L’effetto fuga sui titoli tedeschi ha portato un marcato recupero dei titoli decennali tedeschi, arrivati ad oltre 20pb al di sotto degli analoghi tassi swap. Ritornando alla vicenda greca, è attesa per domani l’approvazione da parte del parlamento greco del piano di austerità, mentre domenica il board del Fmi dovrebbe deliberare lo stanziamento dei fondi.

Il caso Grecia ed il rischio di contagio a Spagna e Portogallo restano al centro dell’attenzione degli operatori che continuano a tralasciare i dati macro che evidenziano un miglioramento della crescita per i prossimi mesi (il Pmi manifatturiero di aprile è salito ai massimi dal 2006, quello servizi ai massimi dal 2007).

La Commissione europea ha rivisto al rialzo le stime di crescita per il 2010 relative all’area (+0,9% da +0,7%) grazie al maggiore contributo dei paesi periferici. Sono state abbassate al 6,6% dal 6,9% le stime sul rapporto deficit/Pil per l’anno corrente.

Per oggi l’attenzione rimane focalizzata sulle aste oltre che sulla riunione della Bce di domani, quando Trichet sarà probabilmente chiamato a rispondere sul tema relativo all’acquisto diretto di bond governativi.

Oggi è attesa un’emissione da 500 Mln€ di titoli portoghesi a 6 mesi, mentre domani sarà la volta del 5 anni spagnolo (2/3Mld€).

Negli Usa tassi di mercato in marcato calo, sulla scia della prosecuzione di acquisti di titoli governativi Usa soprattutto in chiave di rifugio sicuro, in seguito all’aumento dei timori di effetto contagio della crisi greca anche ad altri paesi dell’area euro. Gli scambi sul future sul T-note decennale si sono posizionati su livelli molto elevati, superando quelli del bund future decennale.

I favorevoli dati macro (ordini industriali e vendite preliminari di abitazioni) vengono in questa fase accantonati, prevalendo piuttosto il tema rischio sovrano. L’effetto è stato evidente sui mercati azionari con le perdite estese ai principali settori, a partire da quello delle materie prime ed al tecnologico.

Le perdite dei mercati azionari hanno interessato anche i mercati emergenti: l’indice brasiliano Bovespa è arrivato ai minimi dallo scorso febbraio. Sul fronte obbligazionario emergente si registra un marcato allargamento dello spread (circa 20pb) misurato tramite l’indice Embi+, ancora una volta in conseguenza degli acquisti marcati di titoli governativi Usa.

Valute: euro sotto quota 1,30 questa mattina sulla scia della prosecuzione del timore di effetto contagio della crisi greca anche ad altri paesi dell’area. Inoltre, la crescente aspettativa di reintroduzione di misure non convenzionali da parte della Bce tra cui soprattutto l’ipotesi di acquisto di titoli governativi, penalizza ulteriormente la valuta unica.

L’euro potrebbe ancora essere penalizzato dal calendario delle aste dei paesi periferici dell’area euro, soprattutto in occasione di emissioni corpose. Ribadiamo che nel corso del mese risulta verosimile la possibilità di raggiungere il minimo dello scorso anno (1,25).

Nel breve il primo supporto è in prossimità di 1,2870, che potrebbe risultare valido anche in vista della riunione della Bce di domani. L’euro perde terreno anche nei confronti dello yen , con il cross tornato in prossimità del supporto a 122,35, il livello minimo raggiunto a fine aprile. Proseguono le festività in Giappone con la riapertura dei mercati attesa per questa notte.

Materie Prime: forti vendite sulle materie prime a causa dell’apprezzamento del dollaro e dell’aumentata avversione al rischio tra gli operatori. Forti ribassi per le principali commodity. Il petrolio ha perso il 4%, il rame il 5,5%. Molto volatile l’oro che prima si è spinto fino a 1192,80$/oncia (nuovo record del 2010) per poi calare a 1169$. In controtendenza il grano (+2%).

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