Euro: ora punta all’attacco delle resistenze

22 Luglio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Legnano – Complimenti Europa. E’ proprio il caso di dirlo. Il meeting dei leader dell’eurozona con argomento di discussione il salvataggio della Grecia è stato giudicato in maniera positiva dai mercati. Le borse hanno chiuso tutte in territorio positivo e la moneta unica ha guadagnato terreno a livello globale.

Il piano di salvataggio è stato descritto all’unisono come “completo e costruttivo” per tutta l’area euro, ed è stato specificato in maniera molto marcata che si tratta di una soluzione eccezionale ed unica, che non verrà mai più ripetuta per nessun Paese che si dovesse trovare ancora in difficoltà in futuro (a tal proposito, saranno implementate misure precauzionali per evitare qualsiasi effetto contagio).

Ma vediamo brevemente di cosa stiamo parlando. Un piano di aiuti da 160 miliardi di euro, che comincerà con la BCE pronta a mettere sul tavolo 109 miliardi, insieme con il Fondo Monetario Internazionale e che prevedrà la partecipazione volontaria del settore privato (leggasi banche), che da qui al 2014 metterà a disposizione 37 miliardi di euro.

Oltre a questo, sono due i fattori da considerare attentamente.

In primis, l’istituto centrale di Francoforte ha accettato l’ipotesi di default selettivo, ipotesi che era già stata data in pasto al mercato da Junker (capo dell’Eurogruppo) proprio durante la giornata di ieri, il che ha fatto sì che l’euro fosse venduto pesantemente, per poi risalire e guadagnare 300 pips, fatto che ci lascia intendere senza dubbi che gli investitori, alla fine della fiera, per ora stanno credendo ai messaggi che ci vengono passati dall’Europa circa la sostenibilità e la credibilità della moneta unica europea.

Il secondo fattore da considerare in maniera importante, riguarda il fatto che l’EFSF (fondo salva stati) potrà intervenire sul mercato secondario (tramite una modifica dello statuto, su cui stavano lavorando la Merkel e Sarkozy nella nottata dell’altro ieri) e non soltanto sul primario, il che fornisce molta flessibilità all’operatività del fondo ed aumenta in maniera importante le probabilità che il salvataggio possa andare a buon fine. Le modalità tecniche prevedono tre opzioni: lo swap dei titoli in portafoglio, il rinnovo automatico dei titoli in scadenza ed il buy back del debito.

Ed ora passiamo alle tanto temute e criticate Agenzie di Rating. Si è discusso anche di come avrebbero reagito di fronte ad un default selettivo e si è deciso di lasciare aperta la porta a questa opzione. In breve, un default selettivo si ha nel momento in cui un debitore non è in grado di rispettare, anche solo in parte, gli impegni presi e tecnicamente verrebbe considerata tale, una manovra di rollover del debito caratterizzata da condizioni peggiorative per il creditore.

Crediamo che tramite questa mossa, l’Europa abbia voluto trasmettere un forte messaggio alle agenzie stesse ed ai mercati. Il problema greco c’è, va risolto e questo è l’unico modo per farlo, quindi il giudizio delle agenzie, deve interessare relativamente in quanto l’euro rimarrà una valuta viva e di riferimento per il mondo intero e poiché, tutto ciò che di peggiorativo dovesse esserci, è stato o sarà accordato tra le parti.

Giusto per rimanere in tema, ma spostandoci dall’altro lato dell’oceano, S&P si è messa corta di dollari e poi ha annunciato che da qui a 3 mesi potrebbe avvenire un downgrade del rating americano. A parte gli scherzi e l’ironia, questo annuncio ha provocato un forte sell off di dollari, che hanno raggiunto livelli importanti contro parecchie divise, che andremo ad analizzare tra poco.

Per quanto riguarda l’EurUsd, dopo la discesa provocata come detto da Junker, siamo risaliti di oltre 300 punti, raggiungendo e superando quota 1.4400. Ci troviamo ora di fronte al possibile attacco delle resistenze che si muovono intorno a 1.4450, dunque molto vicine ed appetibili (si notano bene su un grafico a 4 ore). In caso di mancata tenuta di esse, la strada si aprirebbe verso 1.4500 prima e 1.45 ¾ poi, a completamento del 100% di ritracciamento di Fibonacci, calcolato sul movimento di discesa partito ad inizio luglio (quando viene superato il 61.8%, statisticamente è possibile vedere il ritracciamento completo). 1.4300 il supporto da violare per negare lo scenario appena descritto.

Il cambio Usdjpy ha continuato a subire pressioni ribassiste, che per poco tempo hanno condotto la quotazione sotto 78.40 (low bid = 78.20) ed ora ci troviamo ancora in soferenza anche se siamo rientrati nel canale laterale che seguiamo da qualche giorno. Quello che potrebbe far risalire un po’ la quotazione potrebbe essere soltanto una massiccia vendita di yen a favore dell’acquisto di rischio, cosa che però non consideriamo molto probabile dato che la sessione asiatica è praticamente passata e, pur avendo performato bene le borse, abbiamo visto che la salita è stata contenuta a 50 punti. Si prospetta una possibile fase laterale tra 78.20 e 78.70.

L’EurJpy ha chiaramente seguito levoluzione dei suoi due genitori e si è portato nei pressi delle importanti resistenze passanti per 113.50. Molto probabile l’attacco ad esse, che se andrà a buon fine aprirebbe scenari che darebbero dei traget superiori a 115.00. Si rientrerebbe infatti in una lunghissima figura a rettangolo individuabile stringendo per bene un grafico a 4 ore, e ci si potrebbe dirigere verso la mediana di esso). Il ritorno sotto 112.00 negherebbe lo scenario.

Bella salita del cable che approfitta della debolezza del dollaro americano e si porta sopra 1.6300, con una configurazione grafica ed una price action che seguono di pari passo l’eurodollaro. Crediamo che, in caso di tenuta di 1.6230 ci siano delle possibilità di vedere 1.6400/1.6450.

L’EurGbp si è portato molto vicino alle resistenze passanti per 0.8850. In caso di loro tenuta potremmo aspettarci un lieve ritracciamento vesro 0.8800 che potrebbe fungere da supporto. Volatilità contenuta è dunque quello che ci si può attendere per questo rapporto di cambio (attenzione all’IFO tedesco, che se dovesse uscire particolarmente positivo potrebbe dare ulteriore linfa a tutti gli euro).

Terminiamo con il franco svizzero, che contro euro ha raggiunto perfettamente 1.1800 e che ora potrebbe muoversi nei 100 punti inferiori (quindi sfruttare eventuali rotture a rialzo sopra 1.1800 o a ribasso sotto 1.1700 ci sembra l’operatività migliore), mentre contro dollaro potremmo muoverci tra 0.8100 e 0.8200.

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