Euro: la parentesi rialzista continua. Attenti alla resistenza chiave

3 Dicembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI)-Altissima volatilità quella vista ieri sull’euro, in concomitanza delle parole di Trichet che durante la consueta conferenza stampa che segue la decisione sui tassi della BCE ha sostanzialmente riconosciuto le tensioni che stanno vivendo i Paesi periferici (chiarendo subito che non avrebbe rilasciato ulteriori commenti a riguardo) ed ha comunicato che la cosiddetta exit strategy, sarà più lenta del previsto.

L’idea era quella di cominciare a ritornare a situazioni di normalità (nelle regole di circolazione della moneta) già da gennaio 2011, ma tutto questo verrà rinviato in virtù della situazione che si sta vivendo. Il presidente ha comunicato che continueranno sostanzialmente a fornire liquidità illimitata a chi e dovesse avere bisogno, tramite aste a tasso fisso a 1 settimana, 1 mese e 3 mesi.

Inoltre i programmi di acquisto di asset europei continuano. Questo il succo della conferenza, che ha visto l’euro precipitare fino a sopra 1.3050, per poi riprendersi vigorosamente nel giro di poco più di un’ora e conquistare quota 1.3200, difesa durante tutta la nottata.

Il movimento è a nostro avviso significativo poiché è andato a riprendere subito la quota che era stata raggiunta in mattinata, dopo le notizie sull’asta di bond spagnoli, sostanzialmente andata meglio del previsto: l’offerta per il 3 anni si è conclusa con degli yield a 3.71%, molto alti ma inferiori al 4% che molti analisti prospettavano, mentre il bid to cover ratio è stato di 2.3. Entrambi questi elementi hanno contribuito ad una ripresa dell’euro e ad un ritorno dell’appetito per il rischio che ha fatto salire anche le borse.

Dopo la prima reazione sulle parole di Trichet, anche l’euro, come detto, ha reagito bene e questo è indicativo del fatto che il mercato sta, per ora, premiando la coerenza mostrata dalla BCE, nel continuare a prestare attenzione alla stabilità dei prezzi, pur avendo messo in campo manovre monetarie che si sta cercando di adattare alla situazione di crisi (il cui spauracchio, secondo il presidente del FMI, non è ancora del tutto scacciato in quanto potrebbe verificarsi quello che in gergo viene definito double dip).

UsdChf – grafico giornaliero

In tutto questo, l’oro si sta riportando sui livelli di massimo fatti registrare intorno alla prima decade di novembre e sembra intenzionato a continuare questa salita, così come l’argento che ha performato persino meglio, andando a mancare di una trentina di punti il massimo storico di 29.38.

Inutile ripetere che oggi sarà importantissimo guardare i dati sui Non farm payrolls che prevedono un incremento nei posti di lavoro di circa 140.000 unità Cerchiamo di riuscire ad ipotizzare come potrebbe concludersi questa settimana di trading, anche se ovviamente la volatilità dei dati potrebbe complicare le cose.

Iniziamo dall’eurodollaro dove abbiamo visto ancora una buona volatilità ieri, che di fatto non ha spinto l’euro in calo ma invece a continuare la parentesi rialzista iniziata martedì aggiungendo un tassello di “positività”. Questo movimento, come già indicato, potrebbe trovare un forte livello di resistenza prossima a 1.3280 (38.2% di ritracciamento del movimento di discesa da 1.3780 a 1.2970). Nell’immediato troviamo un supporto ai prezzi a 1.3180, confermato da una trendline statica dove alcune candele giornaliere nei giorni passati hanno subito una battuta d’arresto.

Niente da fare, il cambio UsdJpy non è riuscito per l’ennesima volta a superare il livello chiave indicato su un grafico giornaliero da alcuni giorni. Questo oltre a fornirci un’idea di quanto il livello sia sentito da buona parte del mercato, ha di fatto evidenziato l’altro livello importante per valutare le evoluzioni nel breve, 83.40-50. Su questo supporto infatti coincidono i massimi delle ultime quattro giornate di scambi successivamente alla mancata rottura del fatidico 84.30.

Anche il cambio EurJpy ha mostrato ieri una buon fase di oscillazione che ci riporta a distanza di una giornata però sui medesimi livelli. Importante per le prossime evoluzioni sarà la tenuta di 110 figura, come livello di supporto. A voler essere più aggressivi è presente un altro livello a 110.40 venutosi a creare successivamente alla volatilità di ieri successivamente alla conferenza della BCE.

Il cable ieri ha oltrepassato 1.5650, indicato come livello chiave per una ripresa del cambio, salvo poi ritornarvi al di sotto dopo 15 punti di rottura. In generale crediamo che, nonostante tutto, l’idea di un livello importante su quest’area possa essere mantenuta.

Di nuovo giù il cambio UsdChf che non riesce a rompere la resistenza dinamica di 1.0065 su grafico giornaliero. Al pari di quanto abbiamo visto sul cambio UsdJpy il mancato superamento della media mobile esponenziale a 100 periodi ha innescato un nuovo movimento di discesa, allontanando gli obiettivi potenziali posizionati almeno a 1.0270-1.0330.

Questo non fa altro che, anche in questo caso, rafforzare l’idea di importanza del livello e riportare all’attualità l’area di supporto a 0.9870-50, con cui tanto vi abbiamo annoiato: questa zona sembra essere infatti ancora una volta il fulcro intorno al quale ruotano le sorti di breve-medio del cambio.

L’eurofranco, seppure si sia allontanato bene dal rischio “scivolone”, ricordiamo che trova il più importante livello di valutazione del movimento a 1.3240. Nel frattempo, prima che questo sia raggiunto, attenzione ad un supporto a 1.3070 e ad una resistenza a 1.32 figura.

Molto bello il superamento di 097 ieri del dollaro australiano nei confronti del biglietto verde. Non solo c’è stata sufficiente volatilità per salire ulteriori 80 punti (raggiungendo così il 38.2% di ritracciamento del movimento in calo da 1.0180 sino a 0.9540) ma abbiamo assistito al superamento della trendline discendente che stava insistendo nella consuzione a ribasso del cambio per il tutto il mese di novembre.

Questo potrebbe risultare come segnale molto importante anche alla luce del successivo pullback esattamente sulla trendline rotta, compiuto nella notte. Se i prezzi dovessero superare il massimo di ieri e di questa notte possiamo attenderci una nuova ondata positiva favorevole all’Australia.

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