Euro: l’idea di una rottura e’ ridicola. Parola di Goldman

17 Maggio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Dopo aver pronosticato una ripresa a V dell’economia mondiale, il capo della ricerca economica mondiale di Goldman Sachs, Jim O’Neill, ha detto che e’ “ridicolo” sostenere che il blocco dell’area dell’euro si sfaldera’ entro il prossimo anno e ha previsto che la fase di declino della valuta sia ormai volta al termine.

I pronostici catastrofici si basano “su un semplice equivoco: le persone cercano di equiparare la pura logica economica alla realta’ politica sociale”, ha dichiarato O’Neill in un’intervista tenuta con Bloomberg dal suo ufficio di Londra. “I tedeschi e i francesi sono impegnati con passione nella strenua difesa dell’euro, che lo si accetti o no”.

Oggi la moneta unica e’ scesa al livello piu’ basso in oltre quattro anni contro il dollaro, in gran parte a causa della preoccupazione circa l’efficacia del maxi piano da 1000 miliardi dollari varato dai ministri delle Finanze la settimana scorsa. Il timore e’ che il pacchetto architettato per garantire la stabilita’ dell’euro non ridurra’ gli squilibri economici all’interno della regione delle 16 nazioni. Christopher Wood, equity strategist chief presso CLSA Asia Pacific Markets, oggi ha previsto che “prima o poi” la moneta scivolera’ sulla parita’ rispetto al dollaro americano.

“Si tratta di 60 anni di storia di un processo ancora alle prime fasi della sua trasformazione, dunque l’idea che l’euro cadra’ al primo vero test della sua credibilita’ mi sembra altamente improbabile”, ha proseguito O’Neill. “Potrebbe anche essere che tra 20 anni non esistera’ piu’ l’euro, ma l’idea che scomparira’ entro l’anno prossimo perche’ il mercato ha paura per le esigenze finanziarie di Spagna e Portogallo e’ semplicemente ridicola”.

I governi nazionali dell’area devono piuttosto utilizzare la crisi come un’opportunita’ per rivedere la governance del blocco Ue, altrimenti il rischio di una rottura crescera’ con il tempo. I ministri delle Finanze della regione si sono riuniti oggi a Bruxelles per esaminare le modalita’ tali da essere in grado di coordinare piu’ da vicino, spalla a spalla, le loro politiche.

O’Neill ha spiegato a Bloomberg che l’opinione generale prevalente e’ che l’euro si indebolira’ ulteriormente. Delle 600 persone a cui si e’ rivolto di recente, solo tre hanno predetto che la moneta si sarebbe rafforzata.

Un mese fa colui che e’ diventato famoso al grande pubblico per aver coniato l’acronimo BRIC, riferito alle economie in via di sviluppo di Brasile, Russia, India e Cina, aveva indicato a $1.22 il fair value per il cross euro/dollaro. Ora vede un piu’ realistico un calo a quota $1.20.

Ci sono molti lati deboli alla base dell’unita’ monetaria europea e “questa crisi sta dimostrando quali sono tali debolezze. Il problema principale e’ dato dall’incapacita’ di avere un’autorita’ fiscale centrale e (i leader dell’Ue) dovranno affrontarlo”.