Euro imbocca la strada della ripresa, ma tutto dipendera’ dalla Bce

6 Giugno 2012, di Redazione Wall Street Italia

Legnano – Oggi tutti gli occhi degli investitori saranno puntati sulla decisione di politica monetaria che andrà a prendere la Banca Centrale Europea. Dando uno sguardo alla price action della moneta unica contro il dollaro americano, capiamo che le attese per ricevere qualche notizia che si discosti dal “nulla di fatto” sono davvero molte ed i rumor che si rincorrono lo confermano.

Esistono diverse mosse che potrebbero essere implementate dall’istituto di Francoforte.

Si potrebbe optare per un classico taglio dei tassi di interesse, ma la mission della BCE (non ancora modificata) prevede di vigilare contro potenziali rialzi dei prezzi nel medio periodo e, sia il livello di inflazione, sia le aspettative su di essa non sono ancora tali da permettere una mossa del genere, almeno in teoria. Le condizioni affinchè ci si muova in questa direzione ci sono tutte, basta pensare che l’Europa non è tecnicamente ancora in recessione grazie alla performance della Germania, ma se ci concentriamo sulle altre economie (Piigs in testa) la recessione c’è, eccome.

Un taglio non andrebbe sicuramente a risolvere i problemi attuali, ma andrebbe a stabilizzare momentaneamente il sentiment di mercato e permetterebbe alle persone in difficoltà con il proprio mutuo di dover pagare meno soldi alla scadenza della rata, aiutando per quel poco che si può fare i consumi (e se pensiamo che la composizione dei finanziamenti erogati soprattutto nei Paesi periferici prevede il tasso variabile, capiamo quanto una mossa del genere possa essere importante).

Si potrebbe anche procedere con un’altra operazione di LTRO dato che le due precedenti hanno evitato di farci assistere ad un inasprimento più veloce della crisi e con questa si potrebbe effettivamente vedere un arrivo di liquidità all’economia reale (cosa che fin’ora, in realtà, non c’è stata o è accaduta per i pochi eletti che possiedono un buon rating presso le banche nazionali).

Quello che è certo è che la BCE sta continuando e continuerà a fornire liquidità illimitata all’interno delle sue operazioni di rifinanziamento canoniche.

Qualsiasi mossa che si discosti dalla politica di “wait and see” portata avanti negli ultimi due mesi può essere supportava per il rischio e vedere la moneta unica salire in virtù della combinazione di vendita di dollari e di acquisto di euro, un nulla di fatto potrebbe portare ad effetti opposti. Quest’ultima opzione non è infatti da escludere, anzi.

Mario Draghi negli ultimi tempi è stato molto chiaro nel passare la palla ai politici dei diversi Paesi, affinchè si vadano ad implementare le basi per riforme strutturali e durature in grado di permettere la sopravvivenza della moneta unica e la ripresa europea. Un’attesa fino alla prossima riunione potrebbe costringere i membri del G20 ed i capi di governo europei ad arrivare a un qualche accordo.

Resta il fatto che serve una mano da parte della BCE, almeno per andare a stabilizzare i mercati finanziari, che stanno mostrando segni di potenziali correzioni e che potrebbero essere aiutati da una qualche decisione sul fronte banca centrale.

Questa notte i mercati asiatici hanno ben performato sulle attese di interventismo europeo e dopo la pubblicazione del Pil australiano, che su base annua ha battuto le aspettative di ben un punto percentuale, facendo registrare un +4.3%.

EurUsd
Nonostante la negazione di ieri mattina, il cambio eurodollaro è di nuovo ritornato a viaggiare in territorio di ripresa. I due livelli di massima attenzione sono chiari: ci troveremo, presto, a fare i conti con 1.25 figura, mentre la vera svolta avrà inizio da 1.26, livello dove vediamo passare la media mobile a 100 periodi su timeframe H4 e dove due settimane fa i prezzi hanno trovato una forte resistenza nel percorso in calo.

UsdJpy
Da ieri il cambio UsdJpy ha compiuto un recupero di più di una figura (130 pip) allontanandosi, ad un tratto, dalla parte bassa del canale discendente che insiste da un mese abbondante ed andando ad avvicinarsi alla parte alta. L’area di resistenza quindi di 79.30-60 torna d’attualità e potrebbe fermare questo tentativo di ripresa.

EurJpy
Il cambio EurJpy segue la ripresa della moneta unica. Al pari del cambio da cui dipende, troviamo una coincidenza di importanza alla medesima distanza dai punti attuali: parliamo del livello di congestione che si è venuto a creare nei pressi di 100 figura (per la verità molto ampio compreso fra 99.50 a 100.20) che potrebbe fermare questa ripresa e coincidere con 1.26 di eurodollaro.

GbpUsd
Come abbiamo già visto ieri, il cable prova una ripresa ma con meno intensità rispetto all’eurodollaro. Il livello ipotizzato, ieri, come resistenza di breve, 1.5440 (coincidente con il massimo fatto registrare dal cambio venerdì), continua a risultare utile per andare ad anticipare una ripresa del movimento.

AudUsd
Il primo segnale di recupero da parte del dollaro australiano sul biglietto verde è stato il superamento dell’area di resistenza vista a 0.98 (da cui ieri mattina era partita una bella divergenza ribassista sul grafico orario). Ora siamo in attesa della conferma del fatto che il movimento visto sino ad ora non sia effettivamente qualcosa di effimero. Se prendiamo in considerazione l’ultima tendenza ribassista iniziata il primo di maggio e applichiamo le percentuali di ritracciamento di Fibonacci, otteniamo così che sino a 0.9920 potremmo essere in presenza di un movimento temporaneo di correzione.

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