Euro: il livello per posizionarsi short

28 Maggio 2013, di Redazione Wall Street Italia

LEGNANO (WSI) – Possiamo considerare la giornata di oggi come l’inizio di questa settimana che, come sappiamo, ha visto le borse americana ed inglese chiuse ieri, rispettivamente per il Memorial Day e per bank holiday.

Oggi torna la liquidità canonica e con essa i potenziali movimenti, assenti ieri sulla maggior parte dei mercati, con davvero pochi spunti direzionali e prezzi che si sono mossi all’interno di pochi punti di congestione. A dire il vero dei tentativi di partenza di movimenti si sono visti già nella sessione asiatica, durante la quale il ritorno della liquidità ha portato il Nikkei ad effettuare un recupero dopo le pesanti perdite di settimana scorsa e con esso, il dollaro americano, è stato acquistato sia per relazioni correlative con l’andamento dell’azionario, sia a causa delle aspettative degli operatori che stanno prevedendo dei dati americani migliori delle attese.

Oggi sarà in pubblicazione il dato sulla fiducia dei consumatori americani e le previsioni vedono un +71.0 contro un precedente di 68.1, In caso di release che vada a superare le aspettative degli analisti è possibile che si verifichino reazioni monodirezionali sia sulle borse che sul dollaro, che potrebbero intraprendere delle salite convinte e andare a ricolmare la strada che separa quella che per adesso sembra ancora essere una correzione (se pensiamo al medio periodo non ci sono i connotati per considerare i movimenti di fine settimana come la partenza di una fase strutturale di risk off).

Se guardiamo il UsdJpy abbiamo il quadro preciso di quello che sta accadendo sui mercati, infatti esso può essere considerato il catalizzatore di flussi in grado di spiegarci come si stanno muovendo i flussi di capitale sui lati del triangolo borse, dollaro, yen.

La salita del dollaro di questa notte (sulla quale abbiamo visto correzioni di breve periodo dopo qualche ora sul fronte euro, sterlina e dollaro australiano) ha interessato anche lo yen giapponese, che ha perso nuovamente valore senza tuttavia riuscire a riportarsi sui livelli di massimo.

Il fatto che quando il dollaro ha cominciato a correggere contro le altre major, il UsdJpy ha mantenuto i guadagni segnati, di fronte ad un Nikkei che continuava la salita, è la testimonianza che in questo momento anche le cosiddette valute rifugio vengono vendute sul breve termine per finanziare acquisti di asset rischiosi, come appunto le borse. Basti guardare anche il movimento del franco svizzero di questa notte, che è stato venduto contro l’euro.

Prove tecniche di correlazioni dunque, grazie ai movimenti come quelli appena commentati che stanno divenendo sempre più ricorrenti, ma che non possono essere considerati su basi temporali superiori alla giornata per l’operatività.

EurUsd

L’euro ha provato una rottura ribassista di 1.2900 ma senza superare il livello trigger di 1.2885 ipotizzato ieri, che avrebbe potuto farci considerare posizionamenti short.

Ci troviamo ora ancora sopra a 1.2900 e la situazione tecnica appare confusa. Se trasliamo su un grafico a 4 ore notiamo come la media a 100 periodi si trovi in corrispondenza di un’area di resistenza statica, fornendoci un potenziale quadro short, non avvalorato però dalla posizione dello stocastico (appena sopra i livelli di ipervenduto). Anche la presenza di punti di massimo precedenti recenti, intorno a 1.300 va a sporcare questo quadro, che potrebbe prevedere degli ingressi sulle prime resistenze con stop e reverse appena sopra (per sfruttare eventuali accelerazioni fino a 1.3000) oppure con stop sopra gli ultimi massimi. Curiamo ancora 1.2885 per eventuali rotture ribassiste, questa volta aggiornando la tolleranza per eventuali ingressi di una decina di punti (1.27 ¾).

UsdJpy

Ci siamo avvicinati, dopo la tenuta dei supporti visti ieri, all’area che consideriamo per valutare eventuali rotture rialziste, ovvero quel 102.15 di cui abbiamo parlato. Una sua rottura potrebbe portare a visitare gli ultimi massimi passanti per 102.60, mentre per assistere a potenziali discese occorre attendere l’eventuale superamento di 101.35, in grado di riportare i prezzi verso i minimi di 100.75/101.00.

EurJpy

Buona salita dell’EurJpy, contenuta dal movimento simmetrico di EurUsd e UsdJpy sui primi acquisti di dollaro americano. Se il dollaro, per esempio, fosse stato venduto contro l’euro anziché acquistato, avremmo avuto l’EurUsd che saliva mentre saliva il UsdJpy, e questo avrebbe portato ad una salita sul cross che andava a moltiplicare la volatilità dei due cambi principali. Una situazione del genere, stando a quanto visto poco fa, può essere ricercata in momenti in cui non si verificano le deboli correlazioni che abbiamo commentato, per cui stiamo attenti e cerchiamo di sfruttare le giuste situazioni. Siamo ora su un punto di potenziale rottura rialzista, che potrebbe portare a visitare l’area di 132.50 ed in estensione 132.80. Un ritorno sotto 131.50 potrebbe essere un campanello di allarme, ma fino a quando i prezzi non scenderanno sotto 131.20 non ci sentiamo di considerare posizionamenti short.

GbpUsd

Buona la rottura dei minimi di ieri notte sul cable, anche se i prezzi si sono fermati appena sotto 1.5090, senza raggiungere l’ultimo livello di estensione posto a 1.5175. Siamo ora su punti di resistenza dinamici, rappresentati dalle medie a 21 e 100, impostate a ribasso su un grafico orario ed in corrispondenza degli ultimi massimi di mercato (resistenze statiche). Degli acquisti di dollaro in quest’area, dato il buon risk reward che vede la possibilità di salire verso 1.5160/75 una volta superato 1.5135, potrebbero essere una buona strategia di breve, con obiettivi in area 1.5065 ed in estensione 1.5040.

AudUsd

Il dollaro australiano non è riuscito a formare nuovi massimi e si trova ancora all’interno di un canale ribassista un po’ sporco, individuabile su un grafico orario. Siamo sotto le resistenze statiche individuate dagli ultimi massimi e sotto la media a 100 periodi. Il risk reward non è tuttavia buono per prendere posizionamenti a favore di dollaro americano, a meno che non si consideri l’idea di utilizzare uno stop quantitativo sopra gli ultimi massimi. In caso di approfondimento sotto l’area di 0.9625 è possibile attendersi aumenti di volatilità che potrebbero condurre le quotazioni a tentare la rottura di quel 0.9585, ultimo baluardo prima di poter considerare forti approfondimenti ribassisti (attenzione alle false rotture, prendere un quarto di figura di tolleranza potrebbe non essere una cattiva idea).

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