Euro: il livello che potrebbe cambiare le sorti sul breve

4 Gennaio 2012, di Redazione Wall Street Italia
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DATI INCORAGGIANTI

(WSI) – Un’altra giornata di positività sul mercato ha permesso ai listini azionari di muoversi nella direzione anticipata il giorno prima e alle valute di muoversi di conseguenza. Questa notte poi i listini asiatici hanno mostrato il terzo giorno in territorio positivo, lasciando ben sperare per la continuazione di quello, che sino a che non avremo maggiori conferme, appare un trend momentaneo.

Al di la’ di uno scambio di opinioni fra la Grecia e i rappresentanti dell’Unione Europea (per il ritardo, stando alla Grecia, nella consegna della tranche di aiuti da 130 miliardi di euro) la giornata di ieri è stata contraddistinta da una buona dose di dati economici in grado di contagiare positivamente i listini. Abbiamo avuto, in mattinata, la pubblicazione dell’indice PMI manifatturiero inglese e nonostante non sia stato possibile osservare un ritorno al di sopra di 50, la rilevazione ha compiuto un balzo di due punti. La giornata è continuata con i dati americani, dal tono decisamente positivo.

GRAFICI

Questo movimento ha condotto i prezzi di eurodollaro ad avvicinarsi all’importante livello di resistenza dinamica che potrebbe cambiare le sorti dei prezzi nel medio-lungo periodo.

Poco al di sopra di 1.31 transita infatti la trendline discendente che segna il passo da settimane (da inizio novembre per l’esattezza). Prima di arrivare ad oltrepassare questo livello il cambio sembra avrà a che fare con la resistenza statica che da due settimane calamita la nostra attenzione, 1.3075, dove notiamo una buona dose di tentativi di rottura mancati. Il più interessante fra i livelli di supporto è possibile trovarlo a 1.30 figura, dove su un grafico con candele a quattro ore transita la media mobile di breve, coincidente con il picco di volatilità compiuto venerdì pomeriggio in chiusura d’anno.

Ne parlavamo già i due giorni passati, il cambio UsdJpy dopo l’accelerazione ribassista incominciata venerdì ha ritrovato la quiete a cui ha abituato il mercato. I due livelli per andare a sfruttare un’eventuale ripresa di volatilità sono dati da 76.55 (minimo precedente di riferimento, molto vicino ai livelli attuali) e una resistenza che si trova a 77 figura. 50 pip che ancora per un po’ potrebbero essere la “casa” di uno dei cambi meno volatili.

Il cambio EurJpy, pur essendo ritornato a gravitare nei pressi di 100, non si trova certamente ad una distanza tale da allontanare le preoccupazioni per un eventuale calo. Solamente un ritorno dei prezzi oltre 101 potrebbe far dimenticare la possibile rottura del livello di supporto dinamico di 99.50.

Il cable ha mostrato una buona continuazione del trend a rialzo, favorito dai buoni dati di cui parlavamo anche sopra. La rottura della precedente linea di resistenza, posta a 1.5575, ha permesso ai prezzi di accelerare sino al livello di resistenza successiva che si trova a gravitare nei pressi di 1.57 figura. I massimi dal 23 dicembre scorso sembrano infatti indicare, senza nessun dubbio, quest’area come la più interessante. Supporto, di breve, a questo scenario rialzista è dato da 1.5625 dove, oltre a passare la media di breve su grafico orario, troviamo due minimi della notte ed un massimo relativo di ieri.

La situazione tecnica del cambio EurChf sembra assomigliare molto a quella del usdJpy. Anche se in realtà sappiamo che i movimenti dei due cambi, negli ultimi mesi, non sono neanche lontanamentecparagonabili, nel breve è possibile trovare un’area di congestione laterale piuttosto ristretta: pensiamo, infatti, a 1.2125 come livello di supporto (confermato tre volte in tre momenti storici
distinti) così come 1.22 figura è la prima resistenza. Come già sostenuto anche ieri, occhi puntati anche su 1.2240, qualora la precedente dovesse saltare, poiché potrebbe rivelarsi di grande interesse.

Alla fine il cambio AudUsd, complice la ripresa dei corsi asiatici e delle notizie positive provenienti dalla Cina, ha raggiunto perfettamente il livello obiettivo di 1.0380, indicato con precisione dal precedente massimo dell’8 dicembre. Da utilizzare ancora come anticipatore di un’ulteriore salita.

Concludiamo con un aggiornamento sul petrolio che, con una candela di più di 400 pip (4$ barile), è giunto oltre la rottura dell’area di resistenza dinamica e quindi potenzialmente indirizzato ora verso livelli che si trovano a 103.30 (è già arrivato a 103.10 per l’esattezza) ed infine 104.75.

L’indice ISM manifatturiero è salito a dicembre sino a raggiungere 53,9 punti, da 52,7 il mese precedente. Il dato, oltre ad essere il migliore da sei mesi a questa parte, è migliore delle attese degli analisti.

Buone notizie da tutte le componenti interne: l’occupazione è risultata in aumento a 55,1 punti, da 51,8 di novembre; la produzione è salita a 59,9 da 56,6; la componente nuovi ordini è arrivata a 57.6 da 56.7 a dicembre. E non è finita qua, dato che anche il settore immobiliare ha mostrato ieri dati confortanti: anche se è stato rilevato un calo del prezzo delle abitazioni, è stato mostrato un aumento nelle spese per costruzioni (trainate dalle spese del settore pubblico) del 1.2% rispetto allo 0.5% del mese passato.

Non dimentichiamoci poi che ieri era prevista la pubblicazione delle Minute dell’ultima riunione del FOMC, tenutasi il 13 dicembre scorso. Ebbene a parte aver rilevato un lento miglioramento del mercato del lavoro ed un orientamento generale dei membri a favore di nuove politiche di Quantitative Easing, la novità risiede nella comunicazione. A partire dal prossimo incontro, 24-25 gennaio, infatti la Fed pubblicherà anche l’orientamento di ogni singolo membro del FOMC, in modo da risultare più trasparenti e poter concedere al mercato di farsi un’idea di quello che potrebbero essere le future mosse della banca Centrale.

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