Euro/franco e dollaro/yen: i rapporti più osservati del momento

1 Febbraio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Legnano – Ci apprestiamo a vivere un’altra giornata di volatilità sul mercato, con i temi scottanti che riguardano le condizioni di forza delle due valute rifugio, franco svizzero e yen giapponese, entrambi pericolosamente vicini a livelli a cui il mercato presterà molta attenzione (come stiamo, d’altronde, facendo da un po’).

La vicinanza ai minimi storici per il UsdJpy ha fatto si che più volte negli scorsi giorni il ministero delle finanze intervenisse verbalmente per ricordare alla Banca Centrale l’importanza per l’economia reale di avere una valuta più debole del biglietto verde in quanto le esportazioni sono davvero in pericolo ed il peso sui bilanci societari di un UsdJpy ai livelli attuali è veramente grande, mentre per quanto riguarda l’EurChf, le voci di un intervento a 1.2000 si rincorrono ormai da tempo.

Il mercato, dando uno sguardo all’indicatore Speculative Sentiment Index (SSI) sta chiaramente mostrando dei segni di sbilancio sul lato long, con un ratio che ha quasi raggiunto il livello di 14 posizioni lunghe per ogni posizione corta. Attenzione che questo indicatore va a contare il numero di trader che si posizionano su un lato di mercato, senza dare peso all’entità della posizione messa in essere, per cui esso può essere realmente considerato come rappresentativo del sentiment reale di mercato, che parla chiaro.

Il 93% dei trader si è posizionato lungo, scommettendo su un intervento della BoJ. Situazione analoga ma ancora più sbilanciata quella dell’EurChf, che come potete vedere dal grafico in pagina ha superato il 24 (24.16 posizioni lunghe per ogni posizione corta aperta) in quanto il 96% dei trader è andato a posizionarsi lungo, anche qui in attesa di un intervento della SNB.

Abbiamo dunque dati reali sui quali ragionare, tenendo conto che a livello di considerazioni statistiche, quando il mercato è andato ad accumulare così tante posizioni, poi il movimento è avvenuto dalla parte “sbagliata” per i trader, riuscendo a toccare nuovi livelli, in questo caso più bassi.

Dobbiamo comunque renderci conto della situazione particolare che si sta venendo a creare considerando la possibilità di assistere a movimenti molto volatili che possono rendersi pericolosi per gli investitori non propensi al rischio.

Ci rendiamo conto che l’occasione è davvero particolare e che la voglia di approfittare di eventuali interventi ci spinga ad aprire posizioni lunghe, bisogna tuttavia rendersi conto del reale pericolo che una rottura del 75.50 su UsdJpy e dell’1.2000 su EurChf aprirebbe la strada verso lidi più pericolosi. La grossa presenza di stop loss potrebbe, una volta rotti i livelli, far saltare il mercato, facendo sì che si verifichino degli slippage sugli stop colpiti, che andranno eseguiti ai primi prezzi disponibili.

Attenzione dunque soprattutto al grado di leva finanziaria utilizzata, in quanto di fronte ad un’eventualità del genere, un pericolo reale è quello rappresentato dal margin call. Se la posizione è ponderata in maniera tale da riuscire ad assorbire temporanee forti discese di mercato, allora avremo la possibilità di andare ad incrementare il posizionamento nel momento in cui vedremo i primi movimenti di reazione dopo gli eventuali interventi.

[ARTICLEIMAGE] Apriamo questa sezione di analisi tecnica parlando dell’inversione del cambio eurodollaro, che ha calamitato ieri l’attenzione del mercato. La tendenza che i prezzi, infatti, stavano seguendo da poco più di due settimane è stata bruscamente interrotta con una candela negativa dall’ampiezza non comune in questi ultimi giorni (-140 pip su candela H4).

Il livello di supporto dinamico posto a 1.3130, luogo di transito della trendline con origine il 16 gennaio scorso, è stato oltrepassato osservando i prezzi che poco dopo riuscivano ad oltrepassare anche l’altro livello di attenzione posto a 1.3080. Quest’ultimo livello oltre ad essere un’area di supporto statico dei giorni passati è il punto di transito della neckline di una figura a “testa e spalle” che è possibile individuare su un grafico con candele orarie.

Questa figura, tipicamente di inversione di un trend in atto, potrebbe portare i prezzi a rivedere il minimo di mercoledì scorso a 1.2930 dato che l’ampiezza della figura di 150 punti fornisce un obiettivo esattamente della stessa ampiezza oltre la rottura ribassista di 1.3080. Molto interessante l’evoluzione delle ultime ore di ieri sera poiché potremmo aver assistito ad un raro pullback con conferma della neckline, che rimane il livello da oltrepassare, nei prossimi giorni, per vedere una ripresa di euro.

Il cambio UsdJpy continua ad evidenziare la direzione ribassista intrapresa con la rottura di 76.55 mostrata venerdì. Sappiamo che l’obiettivo finale potrebbe essere il minimo storico di 75.55, anche se più questo livello si avvicina più aumenta la probabilità di un intervento.

Il cambio EurJpy è ancora racchiuso all’interno di una potenziale flag rialzista, anche se i livelli per la giornata di oggi si sono evidentemente allontanati da quelli di ieri. Troviamo 99.20 come supporto dinamico (a proposito ieri la trendline inferiore è stata perfettamente toccata ed ha portato a due lievi rimbalzi) mentre come livello di resistenza troviamo 100.40. Le prossime ore saranno fondamentali per la riuscita o meno di questa figura, dato che stiamo quasi raggiungendo il ritracciamento del 50% del movimento in aumento iniziato due settimane fa.

La correzione del cable si è dimostrata inferiore all’eurodollaro. In questo caso abbiamo assistito ad una ritracciamento di quasi mezza figura dal massimo di 1.5790 con la tendenza di fondo ancora perfettamente intatta. Questa linea di tendenza positiva transita nelle prossime ore a 1.57, livello a cui scopriremo se il cambio seguirà le sorti di eurodollaro.

Il cambio EurChf continua il suo lento cammino ribassista e, come per il cambio UsdJpy, più i prezzi tendono a calare più le speranze di buona parte degli investitori risiedono in un intervento delle autorità (come già visto sopra). L’obiettivo del canale ribassista si trova oggi poco al di sotto di 1.20, così come poco al di sotto di 1.21 si trova il livello di possibile svolta rialzista. Per il momento il trend in calo in atto da un mese e mezzo procede.

Il cambio AudUsd, senza arrivare a 1.0750, ha dato prova di rispettare il massimo precedente arrivando con grande perfezione a toccare il livello di resistenza individuato a 1.0680 grazie al massimo precedente (giovedì 26 gennaio). Come sosteniamo da giorni la tendenza di medio-lungo periodo può continuare risultare positiva sino a che il forte supporto di 1.0440 continuerà a tenere.

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