Euro, e’ giustificato il recente rialzo? Dipende

8 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – L’euro ne ha fatta di strada da inizio giugno quando eravamo ancora sotto 1,20. In poco meno di un mese, siamo 700 pip sopra. La domanda è se questi guadagni continueranno, e per cercare di rispondere a questa domanda, dobbiamo prima capire i driver sottostanti al rally dell’euro. Innanzitutto abbiamo ridotta tensione in Europa: per la prima parte del semestre il mercato ha tenuto il fiato per le preoccupazioni e tensioni “made in Europe”. Oramai queste tensioni sono quasi svanite (anche se noi crediamo che si stia trascurando qualcosa) come testimonia l’asta di bond spagnoli andata a buon fine questa settimana. Gli stress test per le banche europee daranno i risultati il 23 luglio e anche questo dovrebbe dare dei risultati pro-euro.

Dopo le vicende di casa nostra, il focus si è spostato negli USA, dove i dati economici stanno uscendo peggiori del previsto. Infine, abbiamo motivazioni di carattere esclusivamente tecniche: la cessata pressione ribassista sull’Euro ha lasciato spazio libero in salita. A volte, è veramente così semplice capire il mercato.

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Cosa teniamo d’occhio oggi? Sicuramente il meeting della BCE, dove non ci aspettiamo movimenti sui tassi ma possiamo aspettarci dichiarazioni “di contorno” importanti. Il rally nell’azionario USA ha ridotto i flussi “safe haven” e ha portato rialzi nelle valute ad alto rendimento (high-beta in gergo) come Sterlina e Aussie. Sfortunatamente lo Yen non ha partecipato alla festa il che suggerisce che non tutti i trader credono in questo rally. Del resto, un dollaro forte ed una domanda interna debole dovrebbero contenere qualsiasi accenno inflattivo e sia Hoenig che Fisher (esponenti della Fed) sono di questa opinione.

Oggi ci sono solo i Jobless Claims USA che potrebbero far luce sulla situazione. Infine parliamo della Sterlina: per la prima volta in 6 giorni, la Sterlina ha superato l’euro e ci avviciniamo sempre più a 1,5265 (massimo da 2 mesi a questa parte) quindi un break out potrebbe essere imminente. Oggi arriva il meeting della BoE ma il mercato si attende poco dal meeting: dovrebbe rimanere invariato sia il livello di tassi di interesse, sia il Q.E. David Kern, capo economista alla British Chamber of Commerce, ha detto che per via dei tagli alla spesa la Bank of England manterrà fissi i tassi fino a maggio 2011. La BoE quindi si mantiene cauta, visto che il PMI Manifatturiero di giugno è uscito pure peggiore delle attese, quindi i membri dell’esecutivo staranno bene in guardia per non alzare i tassi in maniera prematura.

Passiamo all’analisi tecnica cominciando dal consueto eurodollaro. Ci manteniamo ancora sulla parte alte dei livelli visitati durante gli ultimi giorni e tra la serata di ieri e stanotte durante la sessione asiatica abbiamo visto come il cambio abbia attaccato i livelli di resistenza indicati ieri. Il massimo relativo fatto segnare è stato a 1.26891 e nel momento in cui scriviamo ci troviamo a 1.2660, livello delicatissimo che se rotto potrebbe aprire la strada ad un’ulteriore salita della moneta unica che sta vivendo nel breve periodo un periodo di grazia, spinta dal recente bid to cover fatto segnare dai titoli di stato spagnoli, che hanno comunque mostrato un buon appeal. L’obiettivo tecnico è da individuarsi in 1.2890, ma non crediamo esso possa essere raggiunto senza incontrare le pressioni dei ribassisti che cercheranno sicuramente di mantenere il cambio sotto i livelli recenti. Se dovessero riuscirci, i livelli di supporto li trovate sul pezzo di analisi tecnica pubblicato ieri.

Il UsdJpy, dopo la salita di ieri e dopo un breve periodo di consolidamento in area 87 ¾ ha mostrato un altro guizzo in grado di superare 88 figura, spingendosi fino a 88.47. Possibile dunque una correzione del cambio prima di un attacco a 89 figura. Vediamo dunque come il dollaro si stia indebolendo contro la moneta unica mentre si stia rafforzando contro lo yen. Questo ci fa capire come non ci sia un movimento generalizzato di dollari e conferma le idee di un euro in un momento di grazia nel breve periodo. La grande salita delle borse fatta registrare ieri invece, dev’essere individuata come la possibile causa della grande vendita di yen che abbiamo visto ieri, in quanto gli investitori sono usciti dalle posizioni lunghe di yen (valuta vista come rifugio durante le fasi di avversioni al rischio) per poter entrare in posizioni long sui mercati stock.

Se diamo un’occhiata anche all’euroyen ci viene confermata questa idea, vista la salita dal 109 alto cominciata sul tardo pomeriggio, arrivata fino a 112 figura. Per far si che questo movimento possa continuare, deve tenere il livello di 110.50, che su un grafico a 4 ore corrisponde sia alla media mobile esponenziale a 21 periodi, sia a quella esponenziale a 100 periodi, che possono individuare del livelli di supporto dinamico a breve e medio periodo.
Per quanto concerne la sterlina, ieri abbiamo assistito al raggiungimento del livello di resistenza indicato in area 1.52 ¼ contro dollaro americano, livello toccato perfettamente per ben tre volte nella ultima settimana di trading. Questo conferma l’idea che sia un’area da tenere sotto osservazione in maniera importante, in quanto ultimo baluardo prima di 1.5390 e 1.5500 poi. Se dovessimo mantenerci sotto queste resistenze, il livello di supporto che potrebbe contenere questa fase di consolidamento degli acquisti di pound si troverebbe a 1.50 ¾.

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