Euro/dollaro sconta la bassa volatilità

6 Marzo 2013, di Redazione Wall Street Italia

LEGNANO (WSI) – Continuano le fasi laterali sulla maggior parte dei cambi, con l’unica eccezione degna di nota che arriva dal dollaro australiano. Dopo il mancato taglio di tassi, che abbiamo avuto modo di commentare ieri, abbiamo assistito ad una risalita dell’aussie che ha vissuto soltanto un breve momento correttivo, prima di appoggiarsi alla media mobile a 21 periodi per ripartire e mettere a seno nuovi massimi relativi.

Il movimento è stato in linea con i fondamentali economici (questa notte Pil superiore alle aspettative – 3.1% vs 3.0%), prendiamone atto, soprattutto visto che le correlazioni che si sono viste brevemente dopo le elezioni italiane hanno, ancora una volta, mostrato di non essere affidabili dal punto di vista operativo.

Il DJ FXCM Dollar Index (ticker USDOLLAR), sempre più guardato dagli analisti per comprendere la forza o la debolezza del dollaro americano, si trova ancora in fase correttiva dopo i massimi assoluti fatti segnare due giorni fa, mentre le borse riescono paradossalmente a raggiungere nuovi livelli di massimo sia sul fronte americano che su quello giapponese, con le europee che hanno chiuso comunque in territorio positivo.

Il Dax, nello specifico, ha guadagnato i livelli di massimo toccati a fine gennaio, ed ora ha provato delle correzioni prima di tentare, eventualmente, la rottura definitiva del livello, mentre il Ftse Mib, dopo il tonfo di 800 punti post elezioni, ha recuperato quota 16,000, importante area di resistenza dove passano punti precedenti e la media mobile a 100 periodi esponenziale.

I dati rilasciati ieri negli Stati Uniti, ISM non manifatturiero sopra tutti (56 vs 55), hanno aiutato gli investitori ad acquistare attività legate al rischio, senza tuttavia assistere a vendite massicce di dollaro (che verosimilmente avverrebbero contro euro, sterlina e australiano) per finanziare le proprie operazioni.

Anche sul fronte materie prime siamo ancora sotto pressione, il che sta a significare che stanno avvenendo delle segmentazioni che portano i flussi di capitale a spostarsi, nel breve periodo, in base a logiche macro, che vanno a premiare i più virtuosi, in questo mare di disperati.

Attenzione alla giornata di oggi perché verranno rilasciati diversi potenziali market mover, a partire dalle ora 11, quando verrà comunicato il Pil dell’area euro, atteso a -0.9%, per poi proseguire con la decisione sui tassi da parte della Bank of Canada (ore 16), che appare scontata ma che ultimamente, pur avendo sempre rispettato le attese degli analisti, ha sempre portato forti aumenti di volatilità.

Non escluderemmo che il mercato dia importanza anche al Beige Book che verrà dato in pasto al mondo questa sera dai diversi distretti della Federal Reserve, proprio perché in caso di buone notizie, potremmo assistere alla continuazione dei movimenti in atto.

Interessante notare, prima di passare all’analisi dei livelli giornalieri per i cambi principali, come una delle due new entry nell’indicatore Speculative Sentiment Index (SSI), parliamo di oro e dello S&P500, abbia fornito indicazioni importanti quando il mercato ha raggiunto i livelli di massimi relativi precedenti sulle borse americane.

Lo sbilancio dei trader retail sull’S&P500 era pari a -4.30, segnalando che l’81% di loro si trovava short. Molto spesso, in situazioni del genere, quando ci troviamo di fronte a movimenti potenzialmente direzionali e su livelli tecnici importanti anche su un orizzonte multiday, il fatto che vi siano posizionati molti stop da parte di chi tenta di entrare contro mercato (tipicamente, appunto, i retail) può essere una miccia, che se accesa può portare ad accelerazioni dalla parte opposta, rispetto a quello che la maggior parte della gente si aspetta.

EurUsd

Poca volatilità e livelli che fino a quando non ci si avvicina ai principali di attenzione non stanno aiutando la nostra operatività. La bassa volatilità non aiuta e le rotture inizialmente sembrano andare dalla parte giusta del mercato, per poi correggere in maniera veloce.

Questa particolare tipologia di price action impone l’utilizzo di stop da portare in pari non appena il mercato inizia a muoversi dalla parte che ci si aspetta, in attesa dell’avvicinamento ai punti principali di attenzione, da dove possono partire movimenti interessanti. Ci riferiamo a 1.3085, che inizialmente potrebbe portare a tentativi verso 1.3100, che se dovessero superare 1.3110 potrebbero cercare i primi massimi precedenti e a 1.3000, livello ancora lontano dagli attuali ma che se rotto potrebbe portare a tentativi di rottura ribassista, che fino a quando non scenderanno sotto 1.2960 non saranno da considerare come definitivi.

UsdJpy

Continua la congestione del UsdJpy, che si sta muovendo tra 93.00 e 93.50, livelli da sfruttare per rotture che a rialzo incontrerebbero forti resistenze e che quindi andrebbero valutate come definitive soltanto sopra 93.80 (buon livello di attrazione), mentre a ribasso potrebbero portare verso 92.60, se superati i minimi di ieri. Attenzione alle medie mobili che su un grafico orario sono impostate a rialzo a che stanno facendo da supporto dinamico al potenziale movimento di ripresa del dollaro (adesso incanalato in una bandiera potenzialmente rialzista).

EurJpy

Buona la congestione da poter sfruttare sull’EurJpy, per rotture peri all’altezza della stessa. I punti principali da seguire rimangono comunque 120.35 e 122.90.

GbpUsd

La rottura del punto passante per 1.5150 ha portato alla salita della sterlina, che non ha raggiunto l’area di 1.5280, ma si è fermata a 1.5200, dando comunque un agio di 50 punti per gestire eventuali posizioni long aperte sulla rottura. La correzione dopo il raggiungimento di questi livelli è stata importante, nell’ordine della figura, per poi assistere ad una nuova ripartenza verso 1.5150. La volatilità qui è alta ed i livelli principali risultano essere ora 1.5100 e 1.5200, che se rotti possono portare ad accelerazioni verso, rispettivamente, 1.5040 (se rotto 1.5080) e 1.5230, che se non dovesse tenere lascerebbe spazio a tentativi di salita verso 1.5270.

AudUsd

Le correzioni sulla divergenza ribassista su cui abbiamo lavorato ieri si sono verificate, ma all’arrivo sulla EMA21 oraria, come anticipato in apertura, hanno lasciato spazio a nuove salite per l’australiano che, quando è andato a rompere il livelli indicato in 1.0255, ha velocemente raggiunto le resistenze, tentando anche delle rotture dei massimi, che per il momento sono state contenute dai venditori. Ci troviamo ora su un buon punto statico di resistenza, buono da sfruttare per il risk reward per prendere eventuali correzioni ribassiste dell’australiano, per girarsi lunghi nel momento in cui si dovessero vedere dei superamenti di 1.0315. Resistenze poste in area 1.0335/45, mentre per vedere discese, attenderemmo i prezzi in area 1.0250, che per il momento rappresenta il supporto principale (massimi sulla salita ed EMA21).

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