Euro/dollaro: rischio di alta volatilità

30 Agosto 2011, di Redazione Wall Street Italia

Legnano – Ieri abbiamo assistito ad una giornata che è stata un po’ come quella vissuta da New York dopo il passaggio dell’uragano, poi declassato a tempesta tropicale Irene.

Il sole è infatti tornato a splendere sui mercati ed ha permesso alle valute di compiere qualche interessante movimento che andremo a sviscerare nella sezione dedicata all’analisi tecnica ed ai mercati azionari di chiudere in territorio positivo.

Dopo tante sedute dominate dall’avversione al rischio il mercato ha dunque tirato il fiato, preparandosi ad assistere alla pubblicazione delle minute del FOMC (ricordiamo che durante l’ultimo meeting della Fed, in 7 contro 3 hanno votato a favore del cambiamento del wording, che ci ha trasmesso il messaggio che i tassi americani rimarranno a livelli eccezionalmente bassi fino al 2013), ma soprattutto ai dati sulla disoccupazione con un occhio di particolare riguardo ai Non Farm Payrolls.

Questo potrebbe dunque essere il mood che starà dietro ai movimenti di mercato per quanto riguarda la settimana che ci apprestiamo a vivere e che, dopo la giornata di ieri, caratterizzata da una liquidità non ancora tornata a livelli normali a causa soprattutto della bank solida che c’è stata a Londra, sembra poter essere pronta per partire a regime.

Ieri c’è stato anche l’incontro tra Trichet, Junker e Rhen all’Europarlamento, dal quale però non sono emersi spunti interessanti in grado di muovere in maniera importante i prezzi. Ribadito il concetto di voler vigilare sulla stabilità dei prezzi da parte del presidente della BCE e confermato che la crescita europea lentamente si sta sviluppando e che continuerà ad un tasso moderato (anche se i rischi sono comunque presenti), non si è voluto dunque trasmettere un messaggio di allarme ai mercati ed anche parlando della situazione del debito sovrano europeo non hanno suonato particolari campanelli di allarme. Tutto questo ha contribuito a fornire ulteriore rilassatezza agli investitori, che sono tornati a comprare qualche attività rischiosa, vedremo per quanto tempo durerà questo sentiment.

Dagli Stati Uniti intanto ci arriva qualche dato macro che è giusto annotarci, ma che non sono stati in grado di muovere i prezzi, che sono ancora dominati dai momenti di appetito per il rischio o di fuga da esso. I consumi personali sono saliti dello 0.8% rispetto al mese precedente, in concomitanza al risparmio personale sceso dal 5.5% al 5%, mentre le pending home sales sono scese dell’1.3% rispetto al precedente +2.4%. Importante oggi dare uno sguardo alla fiducia dei consumatori americani, in pubblicazione alle ore 16 e, come anticipato, alle minute del FOMC.

Passando all’analisi tecnica, vediamo come l’EurUsd si sia mantenuto sopra l’1,4500 e si stia ora muovendo all’interno di un triangolo, individuabile su un grafico orario, che potrebbe portare a degli aumenti di volatilità nel caso in cui fosse rotto. 1,4450 rimane il livello di supporto (e di possibile obiettivo in caso di rottura a ribasso), mentre 1,4550 è la resistenza da rompere per preparare il terreno a 1,4700.

Per quanto concerne il UsdJpy, dopo la tenuta di 76,40, che si è rivelato effettivamente un livello di supporto molto importante e sentito dal mercato, i prezzi sono giunti in una nuova fascia di range trading da poter essere sfruttata soprattutto su eventuali rotture (visto il range davvero ristretto in cui si stanno muovendo i prezzi e che permette l’operatività laterale soltanto a chi cerca qualche punto di guadagno). I livelli da osservare sono 76 ¾ e 77 figura, che potrebbero cedere il passo rispettivamente a 76,40 e 77 ¼.

L’EurJpy ha rotto i livelli di massimo registrati settimana scorsa ed è riuscito ad arrivare nei pressi di 112,00. Ora ci troviamo al test dei supporti di breve, che passano proprio dove le resistenze che seguivamo (triplo massimo su un grafico orario) sono state rotte. Affinchè la tendenza di ripresa vista ieri continui, non dobbiamo scendere sotto 111,00.

Il cable, dopo essersi riportato sopra 1,6340 è stato in grado di estendere il movimento di oltre una figura, andando a toccare 1,6450. Ora il mercato sta consolidando un po’, ed i punti interessanti da seguire sembrano essere 1,6380 (passaggio della EMA 100 su un grafico orario, con medie mobili che hanno incrociato a rialzo e che si trovano molto vicine tra loro) e proprio 1,6450 come ultimo livello di resistenza prima di vedere 1,6550 (poco sotto alla resistenza passa anche il 61,8% di ritracciamento di Fibonacci dell’ultima discesa del cambio).

L’EurChf a step è quasi riuscito a raggiungere 1,2000, livello che ci sembrava molto lontano rispetto ai minimi che ci ha fatto vedere il prezzo, e che fa sì che, dopo la correzione a ribasso che ha seguito la forte salita, ci si possa muovere all’interno del range 1,1800/1,1900, mentre per quanto concerne il UsdChf, dalla price action praticamente identica ci aspettiamo dei movimenti compresi tra 0.,8100 e 0.8200.

Un movimento molto simile è accaduto anche su UsdChf (la sentite anche voi un po’ di puzza di bruciato uscire dalla cucina della SNB adesso, vero?), che ha raggiunto 0,8150 e che ora sta ripiegando verso i supporti che possiamo individuare appena sopra 0,8000, il che fa sì che proprio il livello tondo debba essere tenuto in considerazione. Possibile dunque mantenersi in laterale tra questo livello e 0,8100 per la giornata di oggi.

L’AudUsd si è mantenuto stabilmente sopra 1,0600 ed ora 1,0650 diventa il punto di supporto da considerare, che se violato potrebbe portare ad una correzione verso 1,0590, ma che se tiene apre la strada a 1,0700/50.
Il UsdCad, dopo il minimo a 0.9750 (che ha mostrato un piccolo spike a ribasso di pulizia di stop loss) si è riportato a 0,9800, che ora, insieme al minimo appena descritto, diventano i confini di un potenziale trading range.

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