Euro/dollaro: buy continueranno, target verso 1,60

27 Gennaio 2014, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Settimana all’insegna della volatilità per le principali valute europee (Euro e Sterlina) molto dinamiche nel mercato del Forex, nonostante l’assenza di importanti notizie macro. Siamo abituati, causa la riduzione di volatilità degli ultimi anni, a monitorare movimenti più lenti.

La settimana appena trascorsa è invece stata protagonista con forti escursioni di prezzo nei cambi EURUSD e GBPUSD per quello che riguarda le sedute in intraday.

A livello di lungo periodo, specialmente sui grafici weekly, abbiamo invece ancora una situazione di trend laterale, con indecisione e, più che altro, calma dei movimenti con livelli molto importanti e ben saldi sempre pronti a respingere l’offensiva dei prezzi.

Prendiamo ad esempio l’eurodollaro. Nonostante questa settimana frenetica possiamo notare come i giochi, a livello di lungo periodo, siano invece in una sorta di stallo che non porta a cambiamenti importanti di prezzo, sempre in oscillazione compresa fra un migliaio di pips, che possono sembrare molti ma, di fatto, se si pensa che per portare il cambio da 1.2000 a 1.3700 si siano resi necessari ben quindici mesi, questo fa capire come il prezzo, in effetti, subisca cambiamenti di rilievo in periodi di tempo ben più lunghi di quanto succedeva anni fa.

ANALISI DI CONTESTO

Il grafico weekly in Figura 1 parla molto chiaro. La trend line su cui si trova il prezzo è una di quelle, fra le tante tracciabili in un grafico, che dovrebbe essere considerata.

Non sempre questo strumento di analisi trova validità all’interno dei mercati finanziari ma in questo caso la durata (quasi sei anni) la precisione (test molto attendibili) e il numero di rimbalzi (tre) porterebbero a pensare che il punto in cui si trova oggi il cambio sia uno punto sensibile, nevralgico, in cui potrebbero succedere sviluppi interessanti.

La trend line porta, quasi sicuramente, a pensare ad un rimbalzo e ad un nuovo movimento deciso verso il basso con target in area 1.3000 e successivamente 1.2500 con una conclusione a 1.2000 nuovamente.

L’analisi è ovviamente di lungo periodo e rappresenta più un’idea che una vera e propria strategia di operatività. D’altro canto non si può non notare che il trend di medio periodo è invece ben impostato a rialzo e quindi si deve anche considerare l’ipotesi che la tendenza continui e che la trend line venga sforata a rialzo con un eventuale aumento di volatilità nel medio periodo.

Questo scenario porterebbe invece il prezzo verso le resistenze in area 1.4300 come prima istanza e successivamente verso 1.5000. Questo livello sarebbe certamente strategico e, se battuto, darebbe il via libera alla ricerca di 1.6000 che sarebbe probabilmente l’ultimo target.

ANALISI OPERATIVA

L’analisi proposta è un modo per cercare i possibili movimenti di lungo periodo per poi andare a verificare, nei grafici minori come daily e 4 ore, i veri e propri scenari operativi per trovare gli spunti che potrebbero permetterci di scovare buone opportunità di ingresso a mercato.

Visione short:

Abbiamo visto come il livello 1.3700 sia molto importante e come potrebbe fungere da spartiacque. Se abbiamo la reazione del prezzo, movimento “consigliato” dalla pin ribassista in formazione sul grafico di Figura 2, potremmo assistere ad un indebolimento del prezzo che manifesterebbe i propri target verso 1.3600, 1.3500 e 1.3400. [ARTICLEIMAGE]

Questi livelli, in fase di trend ribassista, rappresenterebbero i punti di ingresso a ribasso in caso di rottura per chi opera con la metodologia del breakout. Per chi ama invece cercare i pull back in favore di trend dovrà invece usare i livelli nel momento in cui da supporti andranno a funzionare come resistenze. Metodologia questa più restrittiva ma anche più efficace.

Visione long:

Se invece quell’ 1.3700 più volte citato non dovesse resistere, allora con ogni probabilità vedremo nuovi allunghi rialzisti con il primo obiettivo situato ad 1.3800, livello importantissimo a livello daily, come si nota nei tre massimi sempre della Figura 2. Sconsiglierei di cercare l’operatività prima di 1.3800 perché si andrebbe a tradare una zona di mercato sensibile e imprevedibile. La vera e definitiva soluzione long verrebbe confermata al superamento di 1.3800 a rialzo, meglio ancora se confermata a livello dalla chiusura daily. Questo sarebbe un ottimo timing di ingresso rialzista per chi opera con i breakout. Per chi, come per l’ipotesi short, predilige gli ingressi sul ritracciamento ci sarà da aspettare ancora un po’, per monitorare un ciclo rialzista ed attendere il rimbalzo su 1.3000 come supporto.

AUDUSD

Importante anche monitorare l’Aussie che in settimana ha violato un supporto fondamentale ed ora sembra destinato a continuare la corsa a ribasso. Il grafico weekly in Figura 3 mostra l’importanza delle zone di rimbalzo in area 0.9600 e 0.8900. [ARTICLEIMAGE]

Quest’ultima, violata con decisione dopo un primo rimbalzo potrebbe spingere il prezzo al ribasso ed essere poi utilizzata come resistenza per tentare la partecipazione al trend ribassista. Per chi opera sulle rotture invece l’ingresso sarebbe già avvenuto.

Il grafico daily in Figura 4 ci mostra invece, nel dettaglio, come l’ultimo minimo del trend in area 0.8750 circa sarebbe il punto preciso dove aspettarci un segnale candlestick per prendere posizione a mercato.[ARTICLEIMAGE]

L’autore Lucas Bruni è consulente e formatore di Professioneforex.com e apprezzato Autore di TRADERS’ Magazine.

Il contenuto di questo articolo, pubblicato da Traders’ Magazine – che ringraziamo – esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

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