Euro colpito, va sotto i minimi registrati nella giornata di ieri

6 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Legnano – Giornata interessante e movimentata quella vissuta ieri dal mercato, con movimenti che hanno dapprima indicato un discreto ottimismo dei principali attori, salvo poi portare ad un inatteso ripiegamento.

Ciò che ha influito in maniera positiva è presto detto: da un lato, la manovra presentata dal Primo Ministro italiano Monti sembra aver davvero convinto gli investitori. Basti pensare che la piazza italiana, dopo la precedente settimana vissuta in territorio positivo, ha concluso ieri la giornata con i guadagni maggiori fra le piazze europee(+2.91%) e lo spread fra il rendimento del Bund tedesco (benchmark in questi ultimi mesi) e il decennale Btp ha fatto registrare un calo notevole: si è fermato a 374, livello abbandonato definitivamente gli ultimi giorni di ottobre.

La seconda notizia, che in realtà crediamo abbia avuto un ruolo maggiore per il movimento positivo dei mercati, è giunta dall’incontro Franco-Tedesco dal quale per la prima volta sono fuoriuscite delle notizie concrete e che saranno inserite e consegnate al consiglio europeo questo mercoledì.

Sostanzialmente, messi temporaneamente da parte gli eurobond, saranno da compiere dei passi affinché vi sia una maggiore unione fiscale all’interno dell’Unione. Prima di questo: 1) saranno presenti sanzioni automatiche per paesi che superano la soglia del 3% nel rapporto fra deficit e PIL 2) i paesi dell’eurozona dovranno inserire, nelle proprie costituzioni, un articolo dedicato al pareggio di bilancio 3) i creditori privati non saranno, più, danneggiati da situazioni di difficoltà di un paese membro 4) il fondo Efsf sarà sostituito un anno prima del previsto dal nuovo meccanismo europeo Esm, con funzionamento a maggioranza, non più all’unanimità 5) ogni mese vi sarà un incontro dei capi di stato dei paesi dell’eurozona, almeno sino alla conclusione del periodo di crisi.

Come dicevamo però la soddisfazione dei capi di stato e del mercato, a questa notizia, è durato davvero poco, dato che verso sera l’agenzia internazionale di rating Standard & Poor’s ha ufficialmente messo sotto osservazione il rating di 15 dei 17 paesi di Eurolandia. Si salvano, da questa particolare “attenzione” dell’agenzia, solamente Grecia e Cipro.

Siamo abituati da mesi a notizie di questo tenore, ma questa volta l’impatto sembra poter essere imprevisto dato che 6 economie da livello a tripla A (Germania, Francia, Olanda, Lussemburgo, Austria e Finlandia), potranno perdere il livello più alto: questo potrebbe gettare nuovamente il mercato in un panico ancora maggiore di quello che abbiamo osservato, a più riprese, sino dalla scorsa estate.

In questo caso ci si interroga sulla necessità di rilasciare una notizia di questo tipo alla vigilia di un incontro che potrebbe davvero essere il primo passo effettivo per una soluzione di questa situazione, anche se in effetti d’altra parte qualcuno potrebbe obiettare che voci di imminente downgrade su paesi importanti, come per esempio la Francia, si susseguono oramai da settimane.

Diamo uno sguardo ora ai cambi, che certamente non sono rimasti immuni a quanto appena visto.

La moneta unica europea per tutta la mattina di ieri ha viaggiato a rialzo contro il dollaro, seguendo quanto fatto dai listini: giunti però a 1.3485 abbiamo cominciato ad assistere ad una flessione a causa di rumors, poi più tardi confermati. La correzione ha portato ad un calo di più di una figura e ad un test perfetto del minimo a 1.3362, visto l’ultima giornata della settimana passata e maggior candidato odierno al ruolo di supporto chiave. Data la vicinanza dei prezzi mantenuta anche nelle ultime ore pensiamo che una rottura in prima mattinata possa portare ad un nuovo scivolone con obiettivo posizionato circa una figura al di sotto (vediamo infatti come possibile il test del minimo mostrato a cavallo tra fine novembre e inizio dicembre, 1.3260). Le speranze di ripresa della moneta unica, invece, si trovano poco al di sopra di 1.34.

Non possiamo certo dire che il cambio UsdJpy si stia muovendo fuori dagli schemi. Questo nonostante abbia rotto la trendline positiva che stiamo osservando da una settimana circa. Il cambio si trova a 77.70, quindi 20 punti sotto il livello di equilibrio visto anche ieri, alle prese con un supporto statico indicato da una serie di tentativi di rottura coincidenti con la media a 200 periodi all’interno di un grafico con candele orarie. A 77.90 si nota un evidente livello di resistenza.

Anche il cambio EurJpy ha evidenziato una discreta flessione. Ancora una volta si è rivelato fondamentale il livello di 105 (in questo caso come resistenza) per dare il via ad un calo di una figura e soprattutto all’interruzione del trend positivo che sino dal 25 novembre scorso i prezzi stavano seguendo con costanza. A 103.70, grazie all’ultima delle percentuali di ritracciamento del movimento compreso fra 102.50 e 105.70, è possibile trovare l’ultimo livello di supporto, di breve, in grado di segnalare se questo movimento ribassista sarà più o meno duraturo del previsto.

La medesima sorte è toccata al cable che, dopo aver raggiunto quasi perfettamente il livello indicato da una trendline ribassista di breve (poco sopra 1.57), ha incominciato un percorso ribassista conducendo i prezzi in avvicinamento a 1.56. Il livello di supporto si trova ancora a qualche punto di distanza, dato che l’area di congestione vista fra venerdì e l’apertura dei mercati di domenica sera indica un livello prossimo a 1.5580.

Interessante situazione quella che sta vivendo il cambio UsdChf, principalmente perché si trova a poca distanza da quel livello di congestione indicato a 0.9240 da una buona dose di tentativi di rottura compiuti fra fine novembre e questa notte. L’obiettivo naturale, oltre questo livello, sarebbe dato dall’area di 0.93.

Concludiamo con il cambio AudUsd, al quale non è riuscito l’attacco oltre l’area di 1.03 figura ieri mattina. Il calo, anche in questo caso di circa una figura, ha già portato nella notte al superamento del supporto di breve posto a 1.02 e se anche il minimo di riferimento di 1.0150 non dovesse reggere all’impatto troveremmo a 1.0080 il prossimo supporto. Questo ultimo livello riceve conferma da una buona dose di fattori, tra cui il transito della media di lungo su grafico orario, è stato confermato da massimi sul finire del mese scorso e rappresenta il primo livello indicato dalle percentuali di Fibonacci dell’ultimo movimento rialzista del cambio incominciato due settimane fa.

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