Euro collasso: ovvero Mario Draghi Creosote

5 Settembre 2012, di Redazione Wall Street Italia

Nella giornata di domani Mario Draghi potrebbe, anche se molto probabilmente senza la benedizione della Germania, annunciare in modo vago come la Banca centrale europea abbia intenzione di monetizzare centinaia di miliardi di bond a breve scadenza (inferiore a 3 anni) di Spagna e Italia (secondo la Bce però non si tratta di monetizzazione). Quel che sarebbe necessario è che i due paesi ammettano di essere insolventi, cosa che paradossalmente non accadrà mai fino a quando la Bce farà tutto quanto in suo potere e decidesse di intervenire nel mercato.

Ma facciamo finta per un momento che Draghi decida di intervenire, e che nel prossimo meeting di politica monetaria del FOMC (Federal Open Market Committee) anche Bernanke proceda a un nuovo programma di acquisti di asset.

Cosa succederà allora? Quali le conseguenze?

Michael Cembalest, responsabile global della strategia di investimento di JPMorgan, un’idea chiara se l’è fatta. L’istituto di Francoforte cesserà di essere la Banca centrale europea e diventerà la Banca Creosote europea (come scrive Cembalest nella sua ultima nota, spiegando che il riferimento è al personaggio del VIDEO qui sotto). In termini numerici vorrà dire che, una volta monetizzati un altro €1 trilione circa di bond, la Bce deterrà qualcosa intorno il 50% del Pil Eurozona.

Alert: il VIDEO potrebbe risultare offensivo (sconsigliata la visione ai deboli di carattere).

Una cosa è sicura: se la BCE raggiungesse davvero i livelli previsti nel punto precedente, tutte le altre banche centrali non potrebbero più stare a guardare, e certamente dovrebbero fare lo stesso. In realtà, è ormai quasi sicuro che entro la fine del 2013 metà del Pil dei paesi industrializzati sarà in mano alle proprie banche centrali. E allo stesso tempo è certo che il fallimento della gestione centrale, porterà questo aggregato di asset a diventare una vera e propria bomba esplosiva.

IL COMMENTO DI MICHAEL CEMBALEST, global head of investment strategy, J.P. Morgan

“Il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi ha detto che saranno adottate tutte le misure necessarie per preservare l’Eurozona, e che spread elevati dei bond della periferia (rispetto ai corrispettivi tedeschi) interferiscono con le decisioni di politica monetaria della Bce. Dovrebbe dunque probabilmente intervenire per correggere queste interferenze, acquistando direttamente o prestando ad altri istituti che lo faranno al suo posto”.

“Così facendo, i bilanci della Bce dovrebbero con tutta probabilità aumentare di di un altro €1 trilione. È pertanto giusto descrivere l’istituto centrale europeo come la Banca Creosote europea. Non posso entrare nei dettagli di ciò che voglio dire con questo, ma ha a che fare con un personaggio immaginario che si sedette al tavolo per cena e mangiò diversi piatti di cozze, paté de foie gras, caviale, uova, crostate, cosce di rana, un piatto di lepre in salmì con tartufo, pancetta, acciughe e panna, il tutto innaffiato con sei bottiglie di Château Latour, champagne e sei casse di birra. I risultati in questo caso non furono carini da vedere”.

“Che ne sarà dell’ Europa? I benefici degli acquisti di bond da parte della Banca centrale europea saranno immediati: i default delle banche e dei governi saranno rimandati, con gli istituti bancari che trarranno vantaggio e maggiori utili grazie a nuovi finanziamenti a buon mercato dalla Bce. Ci sarà un rinnovato senso di ripresa, con i tassi di breve termine spinti forzatamente al ribasso. I mercati tireranno un sospiro di sollievo dopo tante notizie pessime, e gli investitori non dovranno svegliarsi ogni mattina per vedere cosa è successo in Europa…”

…MA…

… “non abbiamo molti precedenti per capire cosa la Bce possa decidere di fare. Naturalmente, una cosa che teniamo costantemente sotto osservazione è l’inflazione in Germania. Nonostante gli aumenti salariali e i prezzi delle case siano in rialzo per la prima volta dopo parecchio tempo, l’inflazione tedesca nel suo complesso resta al di sotto del 2%”.

“Un altro fattore di rischio riguarda possibili perdite per la Bce. Le banche centrali sono in grado di riconoscere le perdite dopo lunghi periodi di tempo, e non devono rivelare né come né quando. Possono anche guadagnare (signoraggio), tramite la differenza dei rendimenti dei titoli che acquistano e il loro costo del denaro (zero). Alla fine, tuttavia, la Bce dovrebbe orchestrare una massiccia rinegoziazione del debito, proprio come i governi cancellano i debiti nei confronti dei paesi in via di sviluppo. Questa soluzione sembra più probabile rispetto a una strategia effettiva di exit, per i suoi acquisti di bond e prestiti. Dopo tutto, ricordiamo perché la BCE sta stampando all’infinito: l’Europa meridionale soffre di un forte deflusso di capitali, il più forte mai registrato dal mondo moderno. Senza la Bce, ci sarebbero probabilmente già stati più default di Stati sovrani e/o inadempienze di varie banche”.

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