Euro, attenzione alla forza del franco svizzero

10 Settembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Le borse hanno vissuto una giornata positiva (ad eccezione di Hong Kong che nel momento in cui scriviamo sta perdendo lo 0.4%) ed il mercato dei cambi si è mantenuto, tutto sommato, in fase laterale sui principali rapporti di cambio.

Sappiamo che il mercato si muove in fase laterale per la maggior parte del tempo (stimata nel 70% del totale) e tali fasi devono venire sfruttate per portare a casa dei guadagni. Le tecniche migliori da utilizzare sono quelle che utilizzando dei leading indicators, ovvero indicatori ed oscillatori in grado di poter dare un’idea su una possibile inversione di movimento.

Ma perché i movimenti dei cambi hanno cominciato a confinarsi all’interno di aree più o meno precise? Per l’incertezza che regna sovrana in giro per il mondo. Incertezze di diverso tipo e di diversa intensità, che ora premiano una valuta, ora ne premiano un’altra, in un continuo scambio di giochi di forza che determina anche le condizioni di volatilità alta che stiamo affrontando.

Ieri è stato pubblicato anche il dato sulla bilancia commerciale USA, risultato migliore del previsto ma comunque non buono (-42.8 B$ vs -47.0 B$), che ha scatenato molta volatilità soprattutto sul UsdJpy seguito dall’EurUsd, anche se in misura minore. Durante la notte sono stati venduti un po’ di dollari e stiamo pronti a vedere la partenza di Londra per cercare di capire i possibili movimenti per la giornata odierna.

Vogliamo adesso spendere due parole sul franco svizzero. La sua forza ci sta preoccupando e ci ha portati vicini a livelli molto delicati, soprattutto contro euro. Ci troviamo infatti sotto 1.3000 ed il cambio ha quasi toccato 1.2750. Contro dollaro siamo molto vicini alla parità e ricordiamo che il minimo battuto nel novembre 2009 si trova a 0.99087.

Su quest’ultimo è possibile individuare un’importantissima area di supporto tra 1.0050 e 30, mentre per l’euro ci troviamo già nella terra di nessuno. In casi come questi è opportuno prestare la massima attenzione in quanto il mercato è sbilanciato fortemente sulla parte long e la statistica ci insegna che è possibile e probabile un’estensione dei movimenti di ribasso, (tra l’altro giustificati anche dalla situazione macroeconomica che fa si che Chf e Jpy rimangano comunque valute rifugio) che potrebbero portare a perdite consistenti oppure all’assottigliamento dei margini necessari per manterere le posizioni in sofferenza aperte.

Vediamo ora di trarre qualche spunto interessante dall’ultimo giorno di scambi per questa settimana.

L’eurodollaro, dopo la profonda correzione a cavallo fra il 6 ed il 7 settembre, si è ritrovato in una situazione di stabilità. Questa è suggerita dal duplice test della resistenza a 1.2760 e del supporto in zona 1.2650. Osservando un grafico che vada più indietro di qualche giorno, per esempio un 240 minuti, è possibile ottenere un ennesimo livello interessante dato dal picco di minimo del 24 agosto, 1.2590. Difficile quindi propendere per il lato lungo o corto prima di eventuali nuovi elementi.

Continuiamo ad insistere sul cambio UsdJpy: la tendenza ribassista rimarrà tale a meno di una segnale di ripresa che rompa definitivamente la linea di tendenza dinamica che così da vicino sta seguendo la discesa da maggio. Questo livello si trova a 85.40, per le prossime ore.

Se dovessimo essere più aggressivi ci spingeremmo a consigliare di valutare anche la media mobile a 21 periodi esponenziale, su grafico giornaliero: da giugno infatti i prezzi non vi si portano al di sopra e questa si trova oggi prossima a 84.80. Il mercato è molto sbilanciato a rialzo (il nostro indicatore proprietario SSI indica un posizionamento lungo 5.5 volte maggiore del posizionamento corto http://www.dailyfx.com/technical_analysis/sentiment/ ), per cui attenzione alla tenuta o meno del recente minimo fondamentale, 83.35, da cui potrebbe partire un ulteriore scivolone.

Passiamo all’EurJpy, dove l’abbassamento della volatilità degli ultimi due giorni porta in dote una figura tecnica molto precisa: si tratta di un triangolo i cui lati transitano a 106.10 e 106.75. Seguendo la teoria, successivamente ad una rottura, possiamo attenderci un aumento di volatilità utile a coprire 130 punti, anche in breve tempo.

La situazione tecnica in cui si trova il cable è piuttosto chiara: di attesa. Se osservate un grafico giornaliero troverete raramente una situazione così laterale. I prezzi sono infatti confinati all’interno del range compreso da un supporto a 1.5320 (dove peraltro transita anche la media mobile a 100 periodi) e da una resistenza, meno netta, più o meno in zona 1.55. In questo caso potrebbe valer la pena attendere speranzosi per una rottura al fine di utilizzare una strategia opportunistica di breakout.

Abbiamo avuto una svolta interessante ieri sul cambio AudUsd: dopo infatti aver seguito fedelmente la ripresa ipotizzata siamo giunti oltre il punto di resistenza chiave di 0.9220. Questo non fa altro che aprire le strade per il successivo livello di doppio massimo fondamentale, visto il 16 novembre ed il 12 aprile scorsi, in area 0.94 figura.

Il supporto suggerito dalla linea di tendenza che stiamo utilizzando si trova lontano, transita per le prossime ore molto vicino a 0.89 figura. Per questo motivo forse potrebbe valer la pena utilizzare qualcosa di statico e più vicino al prezzo attuale, in modo da non essere sbilanciati nel rapporto risk/reward: guardiamo quindi con attenzione a 0.9080.

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