Euro: ancora nessun motivo per acquistare

19 Maggio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – La stagione dei record negativi continua con il crollo di ieri nell’euro, che ha raggiunto 1,2161 – il minimo da 4 anni a questa parte – sulla continua pressione psicologica subita dai mercati durante i continui ribassi del Dow Jones e Nasdaq. Questi valori sull’euro li avevamo visti solo attorno ad aprile 2006.

Come diciamo da tempo, non ci sono ragioni fondamentali per acquistare euro e quindi il trend ribassista rimane intatto e i trader semplicemente possono attendere per avere migliori livelli di ingresso per andare a favore di euro.

Non ci sono state notizie particolari che hanno causato il crollo nell’euro; è arrivato contestualmente alla discesa nell’azionario. Ad un certo punto il Dow (il nostro US30) si è anche trovato a +100 punti dall’apertura, ma a fine giornata era sceso a -114,88 punti.

L’unica spiegazione secondo noi plausibile è che la Germania abbia deciso di impedire lo short selling, che è arrivato assieme alla sospensione del trading valutario in Venezuela.

Le banche centrali ed i policy maker stanno diventando più nervosi riguardo alla volatilità nel sistema e stanno iniziando a gestire i propri problemi singolarmente. La decisione tedesca di impedire temporaneamente le vendite allo scoperto e CDS su bond dell’area euro vorrebbe ridurre la speculazione sui mercati europei.

Praticamente si vorrebbe impedire che il mercato getti ancora benzina sul focolaio dell’avversione al rischio. Il Venezuela, d’altronde, è solamente stanca di vedere la sua valuta deprezzarsi, perché dall’inizio dell’anno è sceso del 26%.

Il Venezuela non è l’unica ad essere così preoccupata per la propria situazione valutaria: vogliamo parlare del Franco Svizzero? Avete guardato un grafico dell’EurChf di recente? Stiamo vivendo la storia mentre viene scritta: queste cose non si erano mai viste prima d’ora.

Qui si vorrebbe un intervento congiunto da parte dei policy maker e forse solo allora vedremo una battuta d’arresto nell’avversione al rischio e nella caduta dell’Euro.

Dall’altra parte dell’Atlantico, il USD continua a salire contro tutto tranne lo Yen – segnale che questi flussi sono flussi di avversione al rischio alla ricerca delle monete rifugio. Poche notizie anche dagli USA, con dati sull’immobiliare ancora incerti.

Oggi escono le minute della più recente riunione della FOMC: almeno potremmo capire di più sul fronte tassi USA. E la sterlina? Sua maestà la sterlina sta vivendo un “conundrum” per usare il termina “a-la-Greennspan” – un enigma.

Ieri il dato sul CPI è uscito migliore delle attese al valore più alto da 2 anni a questa parte. Quando il tasso di inflazione annuale sale oltre il target della BoE del 2%, il governatore della BoE, Mervyn King, deve darne spiegazione scritta al Parlamento. Ieri il dato è uscito a +3,7% e King ha spiegato che la BoE ha dovuto decidere se puntare sulla stabilità monetaria o sulla crescita economica, ed ha scelto la crescita economica. Oggi escono le minute della BoE: attenzione quindi al GbpUsd verso le 10.30.

Passando all’analisi tecnica, la discesa dell’euro continua per i motivi fondamentali di cui già abbiamo discusso. Se il trend sul grafico daily è ancora ribassista, oggi in mattinata potremmo vedere qualche rialzo.

L’euro infatti sta puntando a 1,2260, il pivot centrale di giornata, e se ci fosse un minimo di euforia nel mercato oggi si potrebbe addirittura adocchiare la resistenza a 1,2330. Attenzione comunque perché queste manovre contro trend hanno sempre poco spazio: di solito stare a favore di trend dà una probabilità maggiore di avere successo nel trade. I punti sopra descritti potrebbero in tal senso venire usati come target di ritracciamento per tornare a favore di trend.

Anche il cable (GbpUsd) potrebbe recuperare un po’ di spazio nella mattinata londinese, con il primo target a 1,4350. Se l’inflation report di stamani illuminerà i volti dei trader londinesi, potremmo vedere anche un balzo sopra 1,4400. Anche qui si sta combattendo il trend quindi l’attenzione è d’uopo.

Per GbpJpy la volatilità regna sovrana ma forse un minimo di spazio in salita c’è a livello intraday: rialzi sopra il 132,06 possono dar spazio fino a 133 figura.

Guardando invece ad una commodity currency, il UsdCad, la situazione è giustamente il contrario (è una valuta contro ciclica e quindi va nel senso opposto rispetto all’EurUsd con una correlazione stabile ma non perfetta). Il UsdCad non è riuscito a sfondare il tetto dell’1,0450 e quindi potrebbe puntare a ribasso stamattina sotto 1,0375 fino a 1,0325.

Lo notiamo da alcuni giorni, il cambio UsdJpy sta vivendo una vita molto più rilassata di altre majors. Per le prossime ore l’attenzione è comunque concentrata all’eventuale superamento di 91 figura (anche se il vero livello di supporto continuiamo a considerarlo a 88.50) ed una ripresa al di sopra di 93.

Passiamo al cambio AudUsd, dove il livello di supporto fondamentale è stato raggiunto prima del previsto. Il fatto importante, tecnicamente, potrebbe avvenire con il definitivo superamento di 0.8570, in quanto, a parte 0.8470, per qualche figura non sembra essere presente un ulteriore livello in grado di fermare nel breve una ripresa della pressione ribassista. Il prossimo supporto si trova esattamente a 0.8250 (il minimo di settembre scorso e massimo importante di giugno). Pensiamo a 0.87 figura come al livello oltre il quale tramonterebbero, momentaneamente, le pressioni ribassiste a favore di una ripresa della moneta del Far East.

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