Eur/usd rinnova i massimi degli ultimi 16 mesi sopra $1,47

27 Aprile 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Sul mercato dei cambi, prosegue la debolezza del dollaro nei confronti delle principali valute. Il biglietto verde ha toccato un nuovo minimo contro il franco svizzero a 0,8666 e segnato il livello più basso di 29 anni contro il dollaro australiano. L’Eur/Usd ha rinnovato i massimi degli ultimi 16 mesi sopra il livello di 1,47. Nelle ultime battute lo yen giapponese si è appesantito dopo che S&P’s ha tagliato l’outlook sul rating del Giappone.

Sul fronte delle commodities, il greggio scambia in leggero rialzo, con gli investitori che sono in attesa della decisione del Fomc Fed stasera e soprattutto dei dettagli contenuti nel comunicato che ne seguirà.

OBBLIGAZIONI E MONETARIO

I futures sul Bund hanno aperto poco variati con gli investitori che si preparano all’asta sul nuovo decennale tedesco offerto per circa EUR6,0 mld, mentre i mercati periferici restano sotto pressione sulle ipotesi di ristrutturazione del debito greco.

In calendario oggi anche la riapertura in Italia di due Btp indicizzati 15/09/2016 e 15/09/2021 per un importo massimo fino a EUR1,75 mld.

BORSE ASIATICHE

In Asia, la borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo dell’1,39% questa mattina, sostenuta dal recupero delle società legate all’export. In evidenza Canon (+7,01%), sebbene la società abbia chiuso il trimestre con un calo del 5% dell’utile operativo e tagliato l’outlook sull’anno: secondo gli analisti, le notizie negative, conseguenza del terremoto, erano già state scontate.

BORSE EUROPEE

Avvio poco variato questa mattina per le borse europee, che potrebbero essere condizionate dal taglio dell’outlook sul rating del Giappone, nonostante Wall Street e Tokyo abbiano chiuso in rialzo.

A catalizzare l’attenzione degli operatori sarà inoltre la riunione della Fed di questa sera. La conclusione del programma di acquisto di bond, nel prossimo mese di giugno, potrebbe tradursi infatti in un’inversione di tendenza del rally dell’equity.

Molti gli spunti sul fronte corporate, con la diffusione dei conti da parte di primarie aziende come Ericsson, Credit Suisse, Barclays, BP e Renault.

Il gruppo svedese Ericsson ha chiuso i primi tre mesi dell’anno con un utile netto di SEK4,1 mld (pari a USD675 mln), più che triplicato rispetto agli SEK1,3 mld del corrispondente periodo del 2010, mentre i ricavi sono cresciuti del 17% a SEK53 mld. Il consenso era fermo a SEK3,06 mld per l’utile e a SEK49,1 mld. Credit Suisse ha chiuso il1Q11 con un utile netto di CHF1,14 mld (pari a USD1,31 mld), in calo del 45% rispetto al corrispondente periodo del 2010. Il risultato è inoltre sotto il consenso degli analisti che prevedeva CHF1,32 mld.

PIAZZA AFFARI

Piazza Affari ha aperto in rialzo stamane, con l’indice FTSE/MIB in area 22.000 pts.

Fari puntati questa mattina su Stm, che ha comunicato i conti. L’utile netto è triplicato rispetto allo stesso periodo 2010 balzando a quota USD170,0 mln. Il dato è però poco sotto le stime (USD0,19 per azione contro i USD0,20 attesi). In crescita anche i ricavi del 9% a USD2,53 mld, grazie alle forti vendite in Cina e nel Continente americano, mentre il margine lordo è pari al 39,1%. Stm per il secondo trimestre vede il fatturato in un range tra -2% e +5% su base sequenziale e un margine lordo al 38,7%.

Da monitorare anche Eni: oggi infatti si riunisce il Cda sui risultati del primo trimestre. La società guidata da Paolo Scaroni, secondo quanto riferito da un portavoce, ha offerto assistenza per risolvere un incidente a un pozzo in Iraq operato dalla compagnia statale Soc.

Infine, attesi i Cda sui risultati di Lottomatica, Safilo e Reno De Medici.

EVENTI SOCIETARI

Arkimedica (EUR0,2925): ha ceduto il 40% di Aricar per 3 milioni, ottenendo un beneficio di 7 milioni sulla posizione finanziaria netta.

Campari (EUR4,838): gli analisti di JPMorgan hanno alzato il target price da EUR4,30 a EUR4,65, il giudizio è underweight.

Fiat Industrial (EUR9,70): la controllata Cnh ha annunciato che aprirà uno stabilimento in Argentina per la produzione di mietitrebbiatrici e trattori destinati al mercato dell’America Latina. L’investimento iniziale sarà superiore ai USD100,0 mln.

Saipem (EUR38,03): gli analisti di Citigroup hanno avviato la copertura sul titolo con rating buy.

STM (EUR8,14): avvio in calo dopo i conti del 1Q11 che hanno visto ricavi ed utili sotto le attese: in dettaglio, Stm ha registrato un incremento del 9% dei ricavi, a USD2,53 mld, rispetto ai USD2,58 mld stimati dagli analisti, mentre l’utile netto si è attestato a USD170 mln, o USD0,19 per azione, rispetto ai USD57 mln (o USD0,06 per azione) di un anno prima e ai USD0,21 per azione previsti dagli analisti.

Telecom Italia (EUR0,993): si è aggiudicata il 75% della gara Consip, per i servizi di telefonia fissa con la pubblica amministrazione.

MACRO, CAMBI E COMMODITIES

Ricca l’agenda macro di oggi, a partire dalla fiducia dei consumatori italiani in aprile: l’indice Istat è stimato in lieve frenata, a 105 pts dai 105,2 di marzo.

Fiducia dei consumatori in arrivo anche da Francia (attesa stabile in aprile) e Germania, con l’indice Gfk di maggio sceso a 5,7 pts dai 5,9 pts di aprile, sotto i 5,8 pts attesi dal mercato.

Tra gli altri dati spicca quello preliminare sull’inflazione tedesca di aprile (attesa allo 0,2% su mese dallo 0,5% e al 2,4% su anno dal 2,1% per quel che riguarda il dato nazionale, e allo 0,2% su mese e al 2,6% su anno su base armonizzata).

Un certo impatto sul mercato potrebbe anche averlo il dato sul Pil britannico del primo trimestre, atteso in rafforzamento dello 0,5% congiunturale e dell’1,8% tendenziale. Negli Usa, focus in particolare ai dati sui beni durevoli di marzo, stimati in aumento del 2% dopo il -0,6% di febbraio.

S&P’s ha ridotto l’outlook del Giappone a ‘Negativo’ da ‘Stabile’ pur confermando il rating di ‘AA’. L’agenzia di rating ha citato il fatto che l’elevato costo del devastante terremoto e tsunami del mese scorso finirà per colpire le già deboli finanze pubbliche del paese, se non ci sarà un aumento delle imposte. S&P’s aveva tagliato il rating del Giappone lo scorso gennaio, la prima volta dal 2002. In Giappone, le vendite al dettaglio in marzo sono scese dell’8,5% su anno, contro attese di -5,6%, segnando il calo più rapido dal marzo 1998. Si tratta del primo dato sui consumi giapponesi dal terremoto del mese scorso. Il governo questa settimana sottoporrà al Parlamento il primo pacchetto di spesa per la ricostruzione per circa USD500,0 mld, ma altre spese saranno necessarie.

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